Gandhi. Una vita disobbediente e pacifica

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

imagesGandhi nasce il 02 ottobre 1869 a Nuova Delhi da una famiglia appartenente alla casta dei commercianti. Il suo cognome significa infatti “droghiere” ma la sua vita è destinata a ben altro.

All’età di 18 anni si trasferisce a Londra per gli studi di Legge, per poi tornare in India esattamente due giorni dopo rispetto alla fine dell’Università.

Rimasto orfano di madre e padre, insieme al fratello che lo aiuta a rientrare nella casta da cui era stato escluso dopo la partenza, si occupa di una causa in Sudafrica e viene a contatto con l‘apartheid.

Gandhi si accorge della drammatica situazione degli indiani in Sudafrica, rientra in patria e incomincia un  percorso di lotta pacifica per la difesa dei diritti civili, che lo accompagnerà per tutta la sua esistenza e ispirerà leader del calibro di Martin Luther King e Nelson Mandela.

Timido, riservato e impacciato è diventato il simbolo mondiale della resistenza e dell’opposizione senza violenza, della protesta fatta di  scioperi, parole e boicottaggio dei prodotti britannici, da cui l’India era colonizzata.

Nel 1904 compra un terreno, costruisce insieme ai suoi collaboratori la sede del giornale Indian opinion e, insieme a loro, avvia una vita di stampo monastico, dedita al lavoro manuale, alla preghiera e alla lotto contro i sopprusi.

Piu’ volte imprigionato perchè riconosciuto un problema dal governo britannico, riesce comunque a scuotere le menti e gli animi degli indiani, costruisce una coscienza popolare e preoccupa i colonizzatori.

Scrive libri, viaggia villaggio per villaggio per conoscere i problemi degli oppressi, organizza scioperi, costruisce scuole e ospedali, lotta sempre per l’autosufficienza economica indiana.

Nel 1931 decide di boicottare anche l’utilizzo di prodotti tessili commerciati dai britannici ma filati e confezionati dai coloni indiani e promuove l’utilizzo del famoso Khadi, vestito bianco filato a mano con un tipico strumento indiano, che diventerà simbolo e uniforme del Partito del Congresso Indiano.

 

“Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”.

Lui è morto, ucciso da colpi di pistola mentre si recava in preghiera, ma ha risvegliato per sempre le coscienze e la consapevolezza dell’uguaglianza e della pace.

 

 

Michela Cortesi

 

 

 

 

 

 

 

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