Ultima modifica 5 Giugno 2018

Quando c’è una lite si sprecano i giudici, ma di pacieri non se ne trovano, giusto?

Chi ha vissuto l’esperienza di una separazione lo sa bene. E’ semplice e naturale puntare il dito sulle colpe altrui, ed elaborare il dolore piangendo se stessi.

Separarsi è una fase preziosa per risollevarsi.
Permettetemi però di dirvi che non è questa la soluzione, di essere amica sincera delle mamme come dei papà separati, e un amico ti mette davanti allo specchio per tirarti fuori dal dolore, anche se quel che vedi fa male.

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Troverete tante voci di parte, in rete come per strada, che denunciano la sofferenza dei padri separati, le difficoltà economiche e la pena dell’allontanamento dai figli, e sentirete rispondere con uguale forza le voci delle madri, che a quelle difficoltà economiche oppongono le loro, insieme ai pericolosi equilibrismi che si devono fare per crescere un figlio da sole, insegnando anche le rinunce necessarie, perché “i figli stanno sempre con la mamma”.

Entrambe le parti chiedono una bigenitorialità vera, chiedono che la legge sull’affidamento condiviso non resti sulla carta, e organizzano iniziative per rendere visibile la propria posizione al pubblico e ai parlamentari, come quella del prossimo 4 ottobre a Piazza Montecitorio organizzata per sostenere le mamme sole , o quella del 19 marzo, più nota come Daddy’s pride.

Credo fortemente nella riforma del 2006, nei valori a cui si ispira, ed è vero che è rimasta solo sulla carta, ma permettetemi di prendere qui sempre e solo le parti dei figli, e dire che i figli hanno il diritto di stare sia con mamma che con papà.

Credo che non si possa crescere con una mamma sola, e che un assegno di mantenimento, per quanto alto, non possa fare la felicità di un bambino che ha bisogno di essere preso per mano andando a scuola, o di un ragazzo in difficoltà.

Credo che non si possa crescere un figlio senza il sostegno di un padre, nelle scelte più complesse ma anche per aiutare un adolescente innamorato, un bambino preso di mira da un bulletto o una bimba in difficoltà con la sua amica del cuore.

Credo anche che il cuore di un papà diviso dai suoi figli pianga un dolore immenso e, da mamma, penso che sia una sofferenza identica a quella che patirei io. Al tempo stesso so bene, da figlia di separati, che anche di papà ce n’è uno solo, e senza la sua presenza il vuoto che senti dentro è immenso.

Credo profondamente, per questa mia esperienza personale prima che professionale, che un figlio non misuri le colpe ma l’amore dei suoi genitori, coi loro limiti e la loro forza.

Se ci credete anche voi, questa rubrica è stata pensata per essere un terreno di confronto, ma soprattutto di incontro: non sarà la solita pagina “l’avvocato risponde”, mi troverete prendere solo le parti dei nostri figli, e spero che vogliate procedere con me lungo la strada dell’essere genitori insieme, anche da single. Condividere le nostre esperienze, naturalmente anche in modo anonimo, ci potrà aiutare a superare l’abitudine a mettersi contro, imparando magari a metterci nei panni dell’altro genitore.

I veri vincitori saranno i nostri figli.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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