Genova, ancora

Ultima modifica 14 Ottobre 2019

 

Sei nella tua casa, pensi di essere al sicuro mentre prepari la cena per la tua famiglia quando dietro di te… un boato, il fango sfonda il muro, una lavatrice impazzita ti spinge contro il tavolo e si chiude irrimediabilmente la porta, spinta dalla ferocia dell’acqua, acqua e fango entrano inferociti, irrefrenabili e tu paralizzata vedi la morte in faccia. Essere stati insieme nella stessa stanza avrebbe messo fine alla vita di entrambi, Manu e Simon, giovani sposi. Invece Simon riesce ad aprire la porta con una forza mai conosciuta e salva Manu. Escono dal tetto ma si salvano perché qualcuno li ha amorevolmente tirati in casa sua dalla finestra ai piani alti”. (Genova zona Staglieno).
Genova_Ruta
L’acqua e il fango non portano via solo ciò che è materiale ma soprattutto le certezze, la progettualità, la voglia di vivere, la vita. E’ successo ancora e succederà ancora, è questo che ti fa sprofondare nella disperazione.
Camminare per le strade, in mezzo al fango, ai cumuli di macerie, all’odore acre dell’alluvione, alla disperazione della gente è come vivere in una bolla irreale tanto irreale che ti entra dentro, come un incubo, ad ogni successiva pioggia ti assale l’angoscia, la paura e rivedi l’orrore: non ti senti al sicuro, temi per i tuoi figli, per i tuoi cari, per il tuo mondo e per il mondo di chi hai per amico o conoscente.

Genova di nuovo così, l’ennesima volta, lo stesso copione, gli stessi discorsi, gli stessi articoli, gli stessi amministratori che sono sempre lì, da ventidue anni, con le loro stesse scuse, le loro stesse assurde apologie e gli stessi rimbalzi di responsabilità.
L’orrore non lo si può capire se non lo si vive sulla propria pelle o sulla pelle di chi amiamo, all’orrore si è in grado di mettere rimedio e di prevenirlo solo se lo si è provato addosso: chi ci “governa” non sa cosa significhi.

Genova
Genova, come la Liguria intera ma come l’Italia, sono territorio flagellato da decenni non di cattiva amministrazione ma di totale assenza di amministrazione, coordinamento e prevenzione anche nell’emergenza
: a Genova oggi non c’è coordinamento, non ci sono pale e secchi, non si registrano i nomi degli angeli del fango (molti minorenni monitorati solo dai genitori), che chiedono responsabilmente dove ci sia bisogno di intervenire e i Municipi non sanno rispondergli! Così intere zone sono abbandonate, persone sole senza casa, senza più nulla, in compagnia e sorrette solo dalla solidarietà delle gente che come loro ha vissuto l’orrore dell’alluvione.

Fa male anche sentire gli insulti a Marco Doria perché non dovrebbe accadere, fa male vedere la Pinotti con scarpette bianche (!) in pelle e giacca in tono a fare il sopralluogo di circostanza, fa male il solito discorso di Burlando. Genova sente più che mai la totale e capillare assenza della politica che ancora una volta non ha dato risposte e non ha protetto i suoi cittadini…ad un “cattivo padre di famiglia” si toglie la patria potestà, un cattivo “buon padre di famiglia” lascia che i suoi figli possano essere affidati a chi li può far crescere sani e sicuri. Nemmeno questo hanno saputo riservare ai loro cittadini, lasciati soli ancora una volta quando le ferite erano ancora vive, noi Genovesi soli, ancora una volta soli, rialzeremo la testa, usciremo dal fango per i nostri figli e questa volta cambieremo le cose, soli ci riprenderemo la nostra città iniziando a rispettarla e ad accudirla come “buoni padri di famiglia”.

Rosalia Gallina

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