A volte ci si confronta con le altre mamme.

Il confronto è utile.

Trovo possa arricchire, permette di mettersi in discussione, capire se e dove si sta sbagliando, permette di riparare agli eventuali errori o atteggiamenti da cambiare che non piacciono.

La riflessione di oggi è questa: con cosa giocano i vostri bambini? Cosa consentite loro di fare e cosa no?

I dubbi a riguardano, che mi spingono a scrivere un’opinione in merito, senza nulla togliere ai pareri diversi ma solo per confrontarci, nasce dal fatto che a volte noto una sorta di bisogno di limitare i bambini entro certi confini.

Limitarli, nel senso di dar loro un significativo contenimento, è corretto.

Ma qual è il limite?!

Mi spiego.

I bambini imitano l’adulto, in particolare le figure di riferimento ed accudimento.

Lo fanno per imparare, sperimentarsi nel ruolo dei grandi, per sentirsi un po’ come mamma e papà e quindi avere l’illusione emotiva di essere più vicino a loro.

Quindi, se un papà lavora con gli attrezzi, guida la macchina e quant’altro, un bambino tenterà di fare la stessa cosa.

Se una mamma stira, lava, cucina e quant’altro, un bambino la imiterà in queste faccende.

La descrizione dei ruoli è ovviamente di uso comune.

Spesso però i genitori limitano questi comportamenti.

Ai bambini però non piace imitare una piccola parte, o utilizzare uno strumento simile ma non identico a quello dell’adulto, o ancora fare dei fax simile dei comportamenti osservati.

Ai bambini piace fare esattamente quella cosa, in quel modo, con quelle caratteristiche precise.

È facile e genuino il pensiero istintivo del genitore che va nella direzione del bisogno di proteggere quel bambino da un eventuale pericolo, perché le cose che fa un adulto generalmente sono vietate ai piccoli per l’indice di pericolosità.

È altrettanto vero però che un bambino impara, se le cose sono a lui spiegate.

Quindi perché non fargli utilizzare ad esempio una forbice, spiegandogli bene com’è fatta, come va utilizzata e i rischi nell’utilizzarla in malo modo?!

La discussione con altri genitori spesso si apre su questo punto.

Alcuni pensieri ricorrenti sono: “ma questo non è un gioco”, “non trovo il senso”, “esistono i giochi per bambini”, “ha tante cose, deve per forza giocare così?!”.

Non so voi cosa ne pensate, ma io trovo che sia importante mettere il bambino in una situazione giocosa dove può avere la possibilità di sentirsi un po’ adulto, come i suoi genitori.

Riuscire in queste situazioni alimenta la sua autostima, perché il bambino si sente grande, capace, vincente.

Apprende come funzionano gli oggetti che lo circondano, a cosa servono, come usarli.

Vive la relazione con l’adulto in termini di fiducia reciproca: il genitore si fida delle capacità del bambino ed il bambino sente che il genitore si può fidare di lui.

Qual è il vostro pensiero a riguardo?

Io penso che questi siano davvero dei risvolti positivi per una buona crescita.

Sono mamma di una splendida bambina. Terapeuta EMDR, Psicoterapeuta (specializzata in psicoterapia dell'infanzia, dell'adolescenza e delle coppie), Consulente per il Tribunale di Varese in materia di separazione/divorzi e Formatrice in progetti di prevenzione al maltrattamento ed abuso infantile. La psicologia non è solo un lavoro ma una vera e propria passione.

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