Ultima modifica 9 Novembre 2015

rosario esposito

Rosario Esposito è un giovane ex-scugnizzo di 23 anni di Napoli che tempo fa ha scritto un libro e ha cercato una casa editrice disposta a stamparlo. Non solo la trova ma gli viene regalata dai due anziani proprietari. E il libro non racconta un’avventura qualunque, ma la storia vera del cugino disabile ucciso per sbaglio da un proiettile vagante, sparato da un camorrista, a Scampia.

L’incontro fortuito tra i due editori Tommaso Marotta e Anna Cafiero e il giovane scrittore fa nascere un progetto solidale. La loro casa editrice si trovava a Posillipo nel cuore della Napoli “bene“. Rosario riesce a trasferire la sede a Scampia, il quartiere più analfabeta del Sud, crea sette posti di lavoro e addirittura viene selezionato dal Salone del Libro di Torino.

Rosario pubblica libri che parlano della Scampia che si ribella alla Camorra. Ci sono anche altre pubblicazioni: letteratura straniera, libri per bambini, narrativa di scrittori emergenti.

Nel catalogo della casa editrice trova posto anche una grammatica per immigrati, un libro illustrato sul “calcio sociale” a Scampia (dove a farla da padrone è l’Arci Scampia di Antonio Piccolo, associazione che da anni permette a migliaia di ragazzi di stare lontano dalla strada con i piedi e la testa ben piantati tra lo studio e il calcio).

Trenta titoli in soli tre anni stampati tutti su carta riciclata e con la certificazione anti-pizzo, con un prezzo di copertina di massimo di 10 euro, perché se costassero di più la cultura non sarebbe alla portata di tutti. Una media di una pubblicazione al mese ed alcuni titoli sono già alla terza ristampa. Un bel risultato per una casa editrice così piccola.

Il successo Rosario lo divide con i residenti del quartiere che lo hanno aiutato a stampare il 70% delle pubblicazioni attraverso il “crowd-fundig“, le donazioni collettive.

La cultura non ha confini e sconfigge anche la Camorra.

Paola Lovera

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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