Ultima modifica 20 Giugno 2019

Tutti gli anni, puntuale, ritorna la spinosa questione del “grembiule” a scuola.
Non importa se l’anno deve ancora iniziare, o se è già iniziato da qualche mese. Ogni momento è buono.

Qualcuno non ama l’idea del grembiule al di fuori della cucina, altri lo pretendono, magari nero, comprensivo di colletto e fiocco. Lo so che non è una questione di vita o di morte ma è interessante parlarne perché da sempre, su questo argomento, esiste la scuola di pensiero di coloro che pensano che il grembiule eviti le discriminazioni e coloro che, citando il buon maestro Mario Lodi, dicono:

Perché far indossare un grembiule ai bambini per renderli uguali quando sappiamo bene che sono diversi?”

grembiulia-a-scuola

Partiamo dalla normativa: l’Italia è stata una dei primi paesi nell’Ottocento a seguire l’egalitario esempio francese della divisa a scuola. Il regio Decreto 4 maggio 1925 parla di “abbigliamento consono” alla scuola e non di grembiuli veri e propri,quindi, di per sém non esiste una vera e propria normativa sull’argomento e tutto è lasciato alla flessibilità dei Dirigenti che attuano scelte molto differenti fra di loro.

Personalmente credo che il grembiule non serva a non sporcarsi visto che, soprattutto nella scuola primaria, i bambini sono piuttosto grandi ed autonomi e soltanto in certi periodi si fanno attività pittoriche piuttosto significative.
I bambini, devo dire la verità, non lo amano.
Si sentono goffi, un po’ retrò, specialmente se già in terza elementare cominciano ad essere alti come stanghe.
Durante il periodo estivo (ma anche il periodo invernale) è un continuo: “Maestra, posso togliermi il grembiule?” adducendo soprattutto la scusa del caldo.

Sono però piuttosto favorevole all’utilizzo del grembiule a scuola soprattutto per evitare che i bambini non vengano a scuola vestiti in maniera adeguata.

Ebbene sì, questa è una cosa che devo rimproverare ai genitori di alcuni bimbi che, specie d’estate, vengono a scuola vestiti in maniera carinissima, fashion e alla moda, ma sicuramente poco scolastica. A
lcune ragazzine di terza o quarta elementare sembrano già delle preadolescenti  e, seppur carinissime, a scuola la canotta con l’ombelico di fuori e le microgonne non vanno bene.

Neanche i bambini con i pantaloncini troppo corti: le aule sono calde, caldissime, ma non siamo al mare!
E’ giusto che i bambini capiscano che la scuola è un luogo istituzionale e che bisogna andare vestiti in una determinata maniera per rispetto di sé stessi e degli altri.
Possiamo dire quindi che il tanto bistrattato grembiule, alla fine riveste un significato educativo!

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Maestra, mamma, donna con mille interessi ed attività ... non necessariamente in quest'ordine! Motto della vita: Ama e fai quel che vuoi ... per tutto il resto c'è tempo

5 COMMENTS

  1. Agli italiani servono i velox per non andare a duecento all’ora in città, la coercizione per separare i rifiuti….e potrei andare avanti. Non si può contare sul buon senso dei genitori, quindi molto meglio un grembiule bruttino che una canotta a costine!

  2. il nocciolo della questione e’ proprio che esiste un’autonomia senza
    regole, nel senso che puoi trovare una scuola dove lo si usa ed a cento
    metri di distanza no.Pesonalmente(come insegnante) sono a fovore anche per i motivi che tu hai citato e spingendomi oltre dico che sarebbe opportuno promuovere il suo utilizzo anche per noi maestre.

    • Cara Franca,sono d’accordo con te. Nella mia zona c’è una certa uniformità (cambiano i colori,cambiano le fogge ma sempre di grembiule si tratta)fra scuola, ma so che spostandosi di vari km la situazione è completamente differente. Per le maestre,onestamente,parlare di grembiule mi sembra un pò un azzardo o un doversi allineare ai bambini (quando invece credo sia giusto una certa divisione di ruoli), forse è meglio un abbigliamento consono alla scuola che molto spesso,anche tra gli adulti,manca…

  3. concordo con te Arianna sulla divisione dei ruoli ed e’anche per questo che a parer mio l’utilizzo del camice durante le ore di lezione potrebbe solo rafforzare il nostro essere “la maestra”.
    Detto questo capisco che tu potresti dire “dai Franca mettiti questo benedetto camice,in fondo sei libera di farlo”
    ebbene sono libera di farlo ma sarei unica quindi diversa!
    vanificando quello per cui intendevo che servisse.

  4. Concordo pienamente con Franca in particolare per quanto riguarda noi maestre , io il camice lo metterei volentieri ma da sola rischierei veramente come dice lei di vanificarne il suo utilizzo.

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