Ultima modifica 24 Settembre 2019

Dolcetto o Scherzetto?
Lo abbiamo fatto! Con soddisfazione e goliardia quest’anno lo abbiamo fatto davvero, siamo andati a gironzolare nelle case e nei cortili degli altri, negli androni e tra i cancelli degli estranei.
Ero un po’ scettica all’idea, non lo nascondo, saremmo andati a disturbare persone che non sapevo come potessero reagire: sorrisi e stupore oppure scorbutici e dispettosi, e poi… i dolcetti che avrebbero raccolto i bambini li avremmo mangiati? Naaaaa, avevo già pronto il piano B: a casa avevo dei dolciumi e quelli sarebbero andati più che bene!
Lo so, da mamma facevo questi pensieri e mi rassicuravo da me, trovando i perché ed i percome!

Halloween alla Garbatella

L’appuntamento con tutti gli amichetti era fissato per il 31 ottobre davanti alla scuola Cesare Battisti in piazza Sauli.

Siamo nel quartiere Garbatella, un tempo considerata solamente una borgata popolare oggi finalmente riconosciuta come Rione: un luogo storico e affascinante influenzato dai vari strati sociali che lo compongono oltre che dallo stile architettonico.

Sono le 16 e 30 e la piazza è piena di mostri, diavoli, streghe e spose cadaveri. Si corre e si urla, si ride e già vedo dolcetti appiccicaticci che girano tra le mani di tutti. La mia streghetta è con le amichette, si studiano le maschere, si osservano tra loro il trucco pauroso. La piazza si è riempita. C’è tutta la Garbatella, ma ci sono anche “infiltrati” di altri quartieri, come lo siamo noi del resto.  C’è anche la maestra di Greta con i suoi figli.

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Alle 17,00 abbiamo l’ok dell’organizzatrice per partire: comincia Halloween alla Garbatella. Il bello di questo pomeriggio itinerante è che si può scorrazzare in giro per i lotti. Vuoi mettere i dolcetto/scherzetto organizzati negli altri quartieri di Roma al confronto con questo percorso storico! I lotti per chi non li conoscesse, risalgono agli anni ’20 e traggono spunto dalle città giardino inglesi: un appezzamento di terreno o anche un cortile in comune per tante abitazioni. Un bel vedere architettonico che prende vita nei diversi stili di cui è costituito, primo tra tutti il “barocchetto romano”.

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Noi grandi si guardava l’architettura, si passeggiava e si fotografava scorci, il tutto cercando di tenere sotto controllo i bimbi che correvano sempre troppo avanti. La destinazione della passeggiata doveva essere Via Giovannipoli per la grande festa finale prevista per le ore 20,00 al Parco delle Catacombe di Commodilla. Noi non ci siamo arrivati a quell’ora, ad un certo punto stanchi (noi genitori) abbiamo indetto la ritirata. Il calare del buio non rendeva facile il tenere d’occhio i bambini e le loro corse tra un portone e l’altro.

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La riflessione di una mia amica a fine giro è stata: ma che senso ha la corsa impetuosa di questi bambini che piombano nelle case degli altri e pretendono dolcetti? Ci ho pensato su. Riflessione banale: beh, se qualcuno è infastidito dalle orde di questi ragazzini che tutto il pomeriggio assediano il quartiere, semplicemente può scegliere di non aprire la porta quando qualcuno suona al suo campanello. Semplice no?

Contro tutti quelli che:

  • questa festa è americana e non rientra nella nostra tradizione
  • questa festa è contro la religione cattolica cristiana perché valorizza la forza del diavolo

Ma va là, è una festa divertente. Viva la gioia sempre. E’ una buona idea quella di esorcizzare la paura dell’aldilà, di ciò che non si conosce. Questa festa mi ha dato modo di spiegare serenamente a mia figlia – già da qualche anno – dove fosse suo nonno e perché lei non lo avesse mai conosciuto.

Ai tempi in cui ero bambina io, per il giorno dei morti c’era solo preghiera e silenzio. Oggi, credo possano convivere serenamente la dissacralità di questa giornata con il nostro credo cattolico. Evviva halloween che rende tutto più leggero. La morte è una parte importante della vita.

Graziana Le Donne

 

Lavoro in una publishing company, adoro il mestiere impossibile di mamma in una città impossibile come Roma dove ogni iniziativa è una sfida. Amo condividere pensieri e parole

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