Ultima modifica 6 Marzo 2013

Ormai tutto il mondo sa che la “Riforma Gelmini” decantava il maestro unico (poi diventato “prevalente”), pilastro della formazione e dell’istruzione del bambino…Le tre maestre erano una devianza…una confusione metodologica…E le compresenze ahimé…le compresenze usate per andare a fare la spesa (Ho fatto più spese durante le compresenze che in tutto il resto della mia vita: ho comprato ore di laboratorio, ore di rinforzo, ore di recupero, ore di lavoretti meravigliosi, ore di serenità condivise).

Ma la scuola Gelminiana, salvatrice della coerenza metodologica, vista da dentro purtroppo ha solo risparmiato ore su ore su ore…ogni tanto salta un posto ma che importa!? Non mi soffermo sul gravissimo problema-lavoro di chi è rimasto fuori (veramente una triste pagina della storia dell’istruzione italiana, per non parlare delle tragedie personali), e neanche sui problemi di chi sta dentro, perché  come diceva la mia direttrice, in tempi duri bisogna rimboccarsi le maniche creando il buono dove non c’è.

Vorrei invece riflettere sui problemi che quella riforma ha “regalato” ai bambini. I nostri bambini non sono, come si voleva far credere, i pulcini di una chioccia, perchè hanno sempre, sempre 3, 4, 5 insegnanti (Italiano e matematica- storia e geografia – motoria – religione – inglese) ma la grande “strategia didattica” è stata quella di non far accavallare le ore delle une sulle altre: orario secco, senza compresenze. E’ stato distrutto il Team-teaching.

Risultati: alcune insegnanti scappano letteralmente dalle classi per completare il loro orario girovago, anticipando un po’ il clima “scuola media “…per la serie “prima iniziano e meglio è”, no!? I bambini, spiazzati di fronte al fatto di non poter dire “A”  di fronte ad alcune insegnanti per mancanza di tempo, non hanno modo di costruire un minimo di rapporto. E siccome i bambini in genere, ma in particolare i più deboli, identificano la disciplina con la persona che la insegna e la apprezzano attraverso il rapporto con l’insegnante, tiriamo le nostre somme.

Poi ci sono le cosiddette “prevalenti” che, presentate nella riforma, sono anacronistiche monadi di perfezione, bastanti a se stesse… Ma nel mondo di oggi, dove la condivisione è il pane del mondo, noi, proprio a scuola vogliamo creare il totem della formazione dei nostri figli? “Rabbrividiamo!” Comunque è andata bene…le “monadi” non sono mai sole perché, come dicevo prima, il team docenti che ruota intorno alla classe, pur con lividi, ammaccature e frizzi e lazzi vari ha resistito.

Le due ore di programmazione pomeridiane ce le hanno lasciate, vivaddio, così 2 parole sui bambini e sulla condivisione di progetti, attività, collegamenti si possono fare. (Conosciamo il film :”Maestre che nel pomeriggio passano ore al telefono a organizzare un progetto, a parlare dei bambini e dei problemi da risolvere, delle strategie migliori per aiutare qualcuno”? ). E’ capitato che un bambino andasse a confidare i suoi problemi con me alla collega e se non l’avesse fatto, io non sarei mai riuscita a trovare la chiave giusta per capirli, figuriamoci per risolverli! Sento tante persone che rimpiangono disperatamente la loro maestra unica delle elementari…ma dovremmo sentire anche le persone che ci sono rimaste sotto…chissà? Persone che hanno interrotto gli studi per incomprensioni mai sanate…

E comunque i bambini non hanno un contatore sugli affetti: si affezionano a 1, 2, 3, 4, 5, 6 insegnanti.

Hanno distrutto il team-teaching però. Questo lo hanno fatto veramente e definitivamente.

“TEAM TEACHING (Insegnamento cooperativo): Complesso e variato lavoro di gruppo nel quale tutti gli insegnanti operano con tutti gli alunni, utilizzando così al meglio le rispettive competenze; oppure ciascun insegnante lavora con un gruppo di allievi dopo che essi hanno assistito alla medesima lezione. Il team teaching è flessibile nel tempo e nello spazio e richiede una vera e propria regia didattica. (Fonte P. BERTOLINI, Dizionario di pedagogia e scienze dell’educazione, Zanichelli, Bologna).”  Non avrei potuto spiegarlo meglio di così, è ovvio.

Non abbiamo più l’occasione di lavorare insieme, osservare insieme, ascoltare insieme; di lavorare da sole con 10 bambini invece che con 20 per recuperare lezioni non capite. Quanto era utile! Quanto faceva bene ai bambini! Non so se i genitori si siano resi conto della perdita che i loro bambini hanno avuto. La mia collega ed io, per mantenere almeno il profumo del team-teaching, mettiamo insieme le due classi e li facciamo lavorare in coppia…E’ duro, ma meraviglioso.

Infine vogliamo parlare delle maestre che ogni tanto stanno male un paio di giorni? Una volta, grazie alle nostre adorate compresenze, se un’insegnante mancava, non si sconvolgevano 3-4 classi per coprire l’assenza. Ora, invece, ci sono svariate “soluzioni” : 1) si attinge dalle classi con sostegno (l’insegnante di sostegno deve restare in classe mentre l’insegnante di classe va a sopperire); 2) si divide la classe dell’insegnante assente in 4-5 gruppi che, seggioline e astucci alla mano, se ne vanno nelle altre classi ad assistere alle lezioni degli altri…

Che non ci abbiamo guadagnato lo sappiamo, ma quanto ci abbiamo rimesso lo scopriamo ogni giorno.

Ylenia Agostini

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

2 COMMENTS

  1. Come sempre in Italia le cose peggiorano sempre di più. Il vecchio maestro unico alle elementari, a mio avviso gettava basi scolastiche più concrete, i bambini non entravano i confusione a quell’età con il via via degli insegnanti senza poi parlare del problema lavoro che si è amplificato

    • Purtroppo il vecchio maestro di ieri, riproposto nella scuola di oggi, morirebbe di tribolazioni perché la concretezza di una volta che trovava l’esatta corrispondenza in una società dove ogni cosa aveva il suo posto e ogni rapporto aveva un riconoscimento sociale definitivo (lavoro, famiglia, studio)ora non basterebbe. E poi l’idea che l’unicità corrisponda a un’idea di perfezione non esiste più in nessun angolino del mondo della cultura, lavorativo, sociale, scientifico.
      Poi, siamo proprio certi che tre maestre, solo per il fatto che si occupano insieme di una classe non sappiano insegnare le loro discipline?

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