Ultima modifica 21 Maggio 2018

Ho dovuto scegliere, e anche se non è stato per niente facile, alla fine ho fatto la scelta che mi avrebbe consentito di vivere meno peggio. Vi prego non giudicatemi.

Ho sempre desiderato avere una famiglia, fin da quando ero bambina, mi immaginavo nel tempo, con due figli un maschio e una femmina, una casa con un piccolo giardino, e un compagno da amare. Ce l’ho messa tutta, davvero, per fare in modo che questo sogno si avverasse, ma purtroppo il destino ci ha messo lo zampino.

Il mio compagno di sempre, due anni fa ha perso il lavoro, e complice la crisi e l’età avanzata non è più riuscito a trovare il modo di guadagnare e di portare a casa uno stipendio, anche minimo. Ha cominciato a bere, tanto, troppo. Sempre.

aborto

Non c’era sera che non arrivasse a casa ubriaco, e mi rinfacciasse il suo fallimento. Ho cercato in ogni modo di aiutarlo, facendogli capire che avremmo potuto per un po’ andare avanti anche solo con il mio stipendio, aspettando tempi migliori, ma non c’era modo di rassicurarlo. Beveva. Ad ogni ora. Era diventato per me insostenibile continuare a stare con lui. Ecco perchè a fine estate avevo deciso di lasciarlo.  ”Quella” sera ho aspettato che rientrasse in casa, pronta per l’ultima volta ad ascoltare la sua ira, sapendo che dal giorno successivo avrei provato a cambiare vita. Ma la rabbia quella sera era troppa, e lui non aveva nessuna intenzione di lasciarmi andare. Ricordo, tra le tante, le sue urla:” Mica vorrai andartene ora? Non volevi un figlio da me? E allora facciamolo!”

Non vado oltre, non vi racconto come andò a finire quella sera.
Avevo cancellato tutto. La mia vita era ricominciata il giorno successivo, non senza difficoltà, ma ci stavo provando. Fino a che il destino ci ha nuovamente messo lo zampino. A settembre scopro di essere incinta. Cado nello sconforto più totale, e quella che avrebbe dovuto essere per me la notizia più bella del mondo, mi provocò un dolore inimmaginabile. Aspettavo un figlio da quell’orco.

Una nuova vita era dentro di me, e pensandoci sorridevo, lo immaginavo in braccio a me, sentivo il suo calore, il mio amore per lui.
Poi, un brivido, l’idea che quel bambino fosse il frutto di un rapporto non consensuale mi faceva stare male. Non so come spiegarvi. L’idea che guardandolo, mi potesse tornare in mente ogni singolo istante di quella notte…
La paura che quell’orco, sapendolo, potesse ritornare e pretendere qualche cosa. Avrei dovuto iniziare una vita diversa, con un figlio che non sentivo mio. Si lo so, forse i 9 mesi che ci avrebbero portato al nostro primo incontro avrebbero potuto cambiare qualche cosa… ma non ce la faccio. Non me la sento. Non so come avrei reagito vedendolo. E se poi lo avessi trattato male? Oppure ancora peggio, se una volta messo al mondo non me la fossi sentita di stare con lui? Troppi se, troppi ma…

In ogni caso, soffro. Sto male. Ma in questo modo almeno non faccio soffrire lui, non metto al mondo una persona innocente, per sottoporla poi a una serie di difficoltà. Sono egoista? Non so… forse. Ma come si fa a prendere una decisione intelligente in questi casi?

Francesca

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

4 COMMENTS

  1. Ciao Francesca. Il giudizio, come dici tu giustamente lasciamolo da parte. Nessuno deve giudicare. Al massimo in questi momenti una persona ha bisogno di compagnia, vicinanza, affetto. Tutta una serie di attenzioni che tolgano il senso della solitudine o attenuino lo star male. Mi permetto solo di riprendere una delle tue ultime parole: “Non metto al mondo una persona innocente”… questa frase mi ha colpito. E’ come una pugnalata, in me fa questo effetto, perchè alla fine chi paga è proprio la persona innocente, che in questo mondo non ci potrà stare.E’ la vittoria di quel male che ti ha ferita, violata. E’ la vittoria dell’orco. Una vita amata, accolta è giudizio e condanna. Una luce che potrebbe avere la forza di cancellare il buoi di quella persona.
    Ma tra il dire è il tuo vivere c’è l’oceano delle difficoltà e dei dubbi che tu esprimi e condividi con lucidità. Un oceano che è fatto del timore più grande che attanaglia una futura mamma: quello di non essere in grado di amare il proprio figlio. L’accesso a questo tuo intimo timore è complesso: forse se riuscissi a trovare qualcuno vicino che almeno ti aiutasse a ridefinire tutti i contorni di questa scelta, il timore stesso potrebbe assumere sfumature diverse. Non lo so.
    Forse sono entrato un po’ troppo diretto, ma la tua condivisione, molto schietta e sincera lascia spazio proprio a questo: a pensieri schietti e sinceri. Ma mai di giudizio.
    Ti auguro ogni bene.

  2. Io credo che solo tu possa decidere cosa è meglio per te. La prima vittima sei tu. E solo tu puoi capire se sei in grado di superarlo o se non ne hai le forzr. E di una cosa sono convinta. La vita va tutelata il piu possibile ma non esiste un bambino felice se la mamma non lo è. Trovo coraggioso il pensiero di ammettere di non esssere certa di poterlo amare come meriterebbe. E infinitamente piu umano che metterlo al mondo come sacrificio e poi passarw tu e lui una vita a rimpiangerlo.
    Spero che tu possa trovare dentro di te un coraggio diverso. Che ti faccia sperare e dimenticare per poterlo accogliere. Ma rispetto comunque il coraggio di ammettere di non esserene in grado in questo momento e situazione.
    Ti abbraccio e ti auguro ogni bene anche io.

  3. accidenti, grazie.
    @vittore devo dire che hai centrato l’unico motivo per cui mi sento male. mio figlio, perchè ancora è dentro di me, è innocente. non ha colpe. e chi sono io per decidere per lui?
    ho passato ore, giorni, pensando solo a questo. immaginandomi la sua faccia e pensando.. ho persino ipotizzato che lui crescendo potrebbe perdonarmi.
    @nathalie grazie
    è stata una decisione dura, ma come detto, quella che mi fa stare meno male.

  4. Nessuno ti giudica. La decisione è tua. Mi rendo conto che, in un senso o nell’altro, sarebbe stata, è stata una decisione difficilissima. Vorrei poterti abbracciare come ho fatto con la mia amica che, per ragioni diverse, ha dovuto prendere la stessa decisione. Sii forte perché il ricordo sarà con te per tutta la tua vita. E se hai bisogno, siamo qui!

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