I Google Glass al servizio della chirurgia

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Ultima modifica 10 Novembre 2015

 

Sono ancora dei prototipi, ma i Google Glass incominciano a trovare applicazioni professionali anche in Italia. E per la prima volta nel nostro Paese entrano in ospedale, all’Humanitas di Rozzano, dove un’equipe medica ha già sperimentato gli occhiali intelligenti per la formazione dei medici.

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I Google Glass lavorano “affiancati” a uno smartphone e ne rappresentano la componente indossabile, visualizzando sulla lente tutte le funzioni. Con semplici comandi vocali (a conduzione ossea) oppure touch permettono di realizzare foto e video da trasmettere attraverso una rete Wi-Fi. In questo modo, una platea di osservatori a qualsiasi distanza può condividere la visione in soggettiva del chirurgo durante l’operazione.

Questa è la prova condotta dalla dottoressa Patrizia Presbitero, durante un corso di Emodinamica e Cardiologia interventista: “Avere il punto di vista del medico impegnato in un delicato intervento chirurgico, dà un’idea molto chiara dei gesti di un operatore esperto e ha un’importante finalità didattica e formativa – spiega Presbitero, responsabile del dipartimento – I Google Glass sono uno strumento agile da indossare e non disturbano il campo visivo, lo schermo non è centrale ma laterale e permette di concentrarsi sul paziente e l’operazione stessa. In futuro ci permetteranno di visualizzare sulla lente molte informazioni utili, come i parametri vitali del pazienti”.

L’ambito medito è uno dei più promettenti per i Google Glass – ha spiegato Giulio Caperdoni, responsabile di Vidiemme Consulting, una delle due società che con Rokivo ha sviluppato i prototipi – e possono essere uno strumento efficace per rendere disponibili i dati del paziente prima, dopo e durante l’operazione. Le informazioni fruibili con immediatezza permettono al chirurgo di prendere decisioni più tempestive e la modalità di interrogazione vocale evita di contaminare la scena operatoria“.

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In futuro, in situazioni di emergenza o in caso di applicazione di procedure complesse, come interventi complicati, i Google Glass potranno essere utilizzati per assistere i professionisti coinvolti. Gli anestesisti, ad esempio, potrebbero beneficiare dell’utilizzo dei occhiali magici durante un intervento rianimatorio per avere una visione, ancor prima di arrivare sullo scenario operativo, in tempo reale, dei parametri vitali (battito cardiaco, pressione e saturazione) del paziente e consultare, attraverso comandi vocali, la cartella di anamnesi, il risultato degli esami ed eventuali rilievi obiettivi del personale sanitario già attivato.

Infine, i Glass, possono essere un’importante strumento per l’interazione fra chirurghi che si trovano impegnati in sale operatorie sempre più “integrate” da più tecnologie: è pensabile che sia sempre meglio fruibile il patrimonio delle informazioni, senza dover interferire sul lavoro dedicato direttamente al paziente. “Il chirurgo, durante l’intervento, – spiega il Dott. Michele Lagioia, Direttore Sanitario di Presidio di Humanitas si troverà facilitato nella consultazione delle informazioni relative al paziente grazie ai dati proiettati sulle lenti dei Glass che gli permettono anche di concentrare maggiormente l’attenzione su alcuni parametri, ritenuti  in quel momento di particolare aiuto”.

E’ bello leggere che la tecnologia più avanzata fa’ fare passi da gigante alla medicina.

Paola Lovera

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