Ultima modifica 20 Dicembre 2015

Ricordi…

L’altro giorno ho visto le luci e gli addobbi di Natale. Il fioraio sotto casa di mia figlia ha esposto il suo primo albero: un tripudio di fiori festoni di tulle. Presto le città saranno scintillanti di luci e di addobbi e le vetrine, vestite dei colori della festa, attireranno l’attenzione di tutti, grandi e piccini. I negozi di giocattoli, vere e proprie case di babbo natale e l’uomo in rosso si troverà ad ogni angolo di strada, nei grandi magazzini, nei centri commerciali e anche le case saranno rutilanti di addobbi e l’albero troverà il suo posto d’onore nei salotti e nei soggiorni come nelle calde cucine con effetti di luci riflesse dai globi scintillanti, e ritornano ricordi lontani….

Non c’erano luci dedicate nelle strade della città, solo le vetrine erano più luminose e più fornite che mai, c’era un senso di gioia e di aspettativa più grandi di oggi. Sapete… all’epoca i bimbi ricevevano regali (pochi) soltanto per il Natale, solo i più fortunati ne ricevevano anche per il compleanno, quindi immaginate l’attesa, il desiderio…gli occhi che cercavano  nelle vetrine il giocattolo preferito, la novità più accattivante, i cuori pieni di speranza.

Babbo Natale era sconosciuto, si trovava la sua figura solo nei libri come simbolo ed espressione di Natali lontani. Si favoleggiava di slitte volanti, di renne di elfi, ma su nel nord dell’ europa o negli ancor più lontani USA.

In Italia, la tradizione diceva che i regali erano portati da Gesù Bambino, tranne che in alcune città, come Brescia dove vivevo, dove incaricata della bisogna era S. Lucia. Li portava la notte del 13 dicembre e già al calare delle tenebre, chi si fosse affacciato alle finestre, avrebbe avuto la possibilità di scorgere una figura con una gran corona di luce scivolare lentamente nel gelo della notte sulle strade spesso innevate. Erano le SS. Lucie che facevano scena e rappresentavano il segnale, per i bimbi, di andare a nanna, presto, presto altrimenti la santa non sarebbe entrata nelle case. Si narrava che passasse attraverso le porte, che leggesse la letterina a lei indirizzata e posta in bella vista sotto l’albero, frugasse nel suo capace sacco e ne traesse i doni, non sempre quelli richiesti, perché le possibilità del sacco non erano infinite! E la mattina gioia o delusione nei volti dei bimbi, ma non c’era tempo da perdere: bisognava vestirsi e andare all’asilo o a scuola. Non era tempo di vacanza.

Ai primi di dicembre comparivano nelle vie e nelle piazze i venditori di alberi, e tutti proprio tutti ne acquistavano uno, grande o piccolo sia pure un solo rametto, si decoravano con gale e fiocchi, poche le palline scintillanti, se ne acquistavano 1 o 2 massimo all’anno e facevano bella mostra di sé nei punti più in vista, tra monete di cioccolato ricoperte di stagnola e tra aranci, mandarini e altra frutta di stagione. Ad illuminare il tutto candeline colorate che venivano, di norma, accese solo durante il pranzo di Natale e dell’Epifania. Risento ancora il forte odore di resina mescolato alla fragranza degli agrumi!

Un discorso a parte meritano i presepi. Ogni chiesa ne approntava uno,  più grande o più piccolo, sino alla magia di quelli meccanici ed io li visitavo tutti, proprio tutti…mi piacevano tanto!!!!

Anche in molte case si allestiva un presepe. Il mio era piccolo e goffo, mia madre non aveva ne manualità ne fantasia ed io ero troppo piccola. Mio padre? Papà non si occupava di quelle che chiamava ‘ cose da bambini’, ne tollerava la presenza a patto che non fosse troppo grande. In casa della mia amica Graziella, invece……..il suo papà ne allestiva uno grandissimo, nel vasto ingresso, con giochi d’acqua, luci, personaggi in movimento. Ed io lo ammiravo incantata.
Quando ho avuto la mia casa la ho addobbata a festa, ed ho imparato da mio marito a preparare un grande presepe e insieme abbiamo allestito il nostro primo grande albero di Natale. Avevamo iniziato la nostra tradizione!

Cinque anni dopo, la nostra piccola di un anno, correva tra albero, presepe, regali, con occhi sempre più grandi e stupiti, ridendo felice. E’ da qualche anno che passo felicemente le feste di Natale nella casa di mia figlia, con mio genero e il mio Angelo, ma continuo ad addobbare la mia casa, come sempre, con il mio grande presepe, l’albero illuminato e gale e festoni …la nostra tradizione continua….

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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