Ultima modifica 18 Febbraio 2013

I bambini che frequentano il primo ciclo dell’istruzione primaria (1° e 2° classe elementare), vengono guidati ad apprendere dagli insegnanti attraverso il vissuto o il concreto: il ciclo delle stagioni, la vendemmia, gli esseri viventi e non viventi… Solo successivamente si verbalizza il fatto lasciando spazio anche al disegno e alle domande dei bambini. Dal secondo ciclo di istruzione (a partire dalla  3° classe elementare) il bambino inizia a prendere confidenza con il libro di testo,in particolar modo il sussidiario. L’acquisizione di un metodo di studio valido, che poi si consoliderà durante gli anni della scuola media e a seguire, diventa quindi importantissimo. L’incontro con il testo scritto deve quindi costituirsi da due fasi: l’ascolto attento in classe della spiegazione dell’insegnante e la lettura in maniera intelligente e mirata (sottolineatura e parole chiave).

Cosa può fare l’insegnante per promuovere l’apprendimento attraverso il libro di testo?

L’insegnante dovrebbe proporre e sviluppare una lettura mirata del testo generalmente in maniera graduale. A partire dalla classe terza puntando soprattutto sulle domande e sulla comprensione del testo, in quarta iniziando a proporre la sottolineatura dei concetti più importanti e l’individuazione di parole chiave,magari attraverso i colori,meglio ancora attraverso ausili tecnologici ed informatici quali software specifici e LIM, in quinta attraverso schemi o mappe concettuali. Queste ultime, a mio parere, sono importantissime per evitare che il bambino impari a memoria il paragrafo da studiare e non sappia più riferirlo nel momento in cui non si ricorda qualche passaggio. La mappa concettuale, fatta di concetti organizzati e legati da frecce, permette di poter spaziare a livello mentale e costruirsi individualmente un proprio percorso. Sembra difficile per un bambino di dieci anni ma non bisogna dimenticare che è proprio in maniera ipertestuale che il nostro cervello memorizza e immagazzina le informazioni. Questi passaggi devono essere completati dalla memorizzazione e della verbalizzazione delle parole nuove per la costruzione di un lessico specifico (scientifico, storico, ecc.)

E un genitore? Cosa può fare per aiutare un bambino a studiare per l’interrogazione di domani?

Vostro figlio è tornato a casa e vi dice che domani la maestra lo interrogherà. Niente ansia ma da studiare ci sono ben tre paragrafi di storia antica, gli Egizi, nella fattispecie, di cui voi, a parte le Piramidi, non vi ricordate un bel niente. Come fare? Ribadisco spesso che è molto importante trovare un luogo ed un orario preciso, sempre lo stesso, da dedicare ai compiti e allo studio, se possibile lontano da distrazioni (computer, televisione, giochi) e lontano dall’orario in cui la faccende domestiche o gli impegni extrascuola pressano.

Dopodiché è necessario riprendere lo stile della lezione e dell’insegnante anche se a prima vista è difficile da capire o è lontano da ciò che è stato insegnato a voi. Vedo molti bambini disorientati la mattina dell’interrogazione perché i genitori li hanno fatti studiare in tutt’altro modo o addirittura da altri testi, niente di più errato. Il rispetto delle indicazioni fornite dall’insegnante e dei tempi dei propri figli è molto importante per cui è necessario farsi spiegare come si è svolta la lezione in classe e come si svolgerà l’interrogazione. Chiedere al bambino “cosa ha spiegato la maestra” è già una prima revisione dell’argomento. Successivamente si può passare a revisionare gli schemi o le mappe concettuali (se sono stati forniti) o la sottolineatura dei concetti chiave. E’ molto difficile, a questo livello, che un bambino riesca a fare da solo un discorso, se non dopo molto esercizio, e quasi mai, neanche a scuola,viene preteso. Infine prestate attenzione all’ascolto della lezione e cioè provate ad interrogarlo: sicuramente la mattina dopo la componente d’ansia un po’ giocherà dei tiri mancini ma se il bambino, magari sollecitato da alcune domande, dimostra di aver capito e saper riferire i concetti principali della lezione, è già sulla buona strada!

Arianna Simonetti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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