Il fascino di Ikea sulle donne

Ultima modifica 6 Aprile 2017

Da quando sono mamma, una delle mie grandi aspirazioni è di andare a fare una passeggiata presso Ikea da sola!

Our first European Ikea in Anagnina?

Vi capita mai?

Avere la calma di guardare cose, toccare, pensare, progettare, spulciare, immaginare…
E poi ritornare sui propri passi, per ripensare, ricominciare, riprovare. Queste sono le mie più grandi ambizioni ora.

E afferrare in giro cose così anche a caso, perchè no!?
Immaginarmi ad usare un utensile da cucina particolare (quello stampino in silicone, da cui non riuscirò mai a far uscire il dolcetto integro… o quella ciotola immensa che non saprò mai bene dove riporre, una volta che non si usa…), o pensare alla sorpresa dei bambini quando avranno montata la loro tenda a circo o altro… vedermi ad innaffiare piante, che dopo due giorni, troverò sicuramente morte, visto il mio pollice completamente nero, pensare a come attrezzare il balcone con tendoni e tavoli che neanche se abitassi sulla terrazza del Pincio entrerebbero.
Ecco, questo mi fa stare bene, è bello.

Ammettiamolo: quanto ci piace andare da Ikea? Il fascino di Ikea sulle donne deve essere qualcosa di accuratamente studiato e pensato apposta, non ci sono dubbi. Ci deve essere una formula pensata proprio per questo e di sicuro successo, non si spiega diversamente.
Ci avete fatto caso?
Ogni volta che si va da Ikea, ci sentiamo come galvanizzate, riusciamo a raccogliere energie nascoste, che fino ad un istante prima si erano nascoste negli alluci e non volevano uscire fuori, ci sentiamo fresche e pimpanti come grilli, anche se abbiamo trascorso una notte insonne.
Siamo pronte ad affrontare la processione del percorso tra mobili, librerie, tavoli e armadi e ninnoli vari.

Ma loro no. Le nostre dolci metà, gli uomini, hanno tutti stampato in faccia quel senso di noia mortale che li caratterizza appena varcano l’ingresso del negozio. Cominciano ad appoggiarsi a qualsiasi cosa, come se trascinarsi in postura eretta fosse una delle più grandi imprese che l’uomo abbia potuto fare, si ritrovano a fare telefonate improvvise, hanno persino scaricato il loro vecchio giochino “Pacman” per Iphone, pur di intrattenersi in qualche modo.
Il loro abbrutimento, la loro non voglia nel venire ad accompagnarci, si vede lontano un miglio, ma noi non ci facciamo caso, tutte prese come siamo dai nostri pensieri e dai nostri progetti di rinnovo, tutte cinguettanti e indaffarate.
E le frasi tipiche dei nostri uomini sono più o meno queste:
“Non ce l’hai già?”
“Non entra in macchina!”
“A che serve?”
La loro noia, scompare soltanto davanti al piatto di polpettine, ma questa è un’altra storia.

Noi, furtivamente, buttiamo nella busta gialla “la qualunque”, cercando di non esser viste dal nostro lui, il quale scoprirà la montagna di, a detta sua, cianfrusaglie, soltanto alla cassa.

Il fascino di ikea, dobbiamo ammetterlo, è tutto femminile… ma ci fa stare bene, in quel paio di ore che siamo lì, ci sentiamo così bene, che quasi si ritorna a casa rigenerate, anche se abbiamo comperato un pacco di tovaglioli e basta, e abbiamo in borsa una dozzina di matitine di legno.
Non siamo poi così complicate, per farci felici basta poco, o no?!

Micaela

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