Il mio amico Robot: storia di un’amicizia [Recensione]

Ultima modifica 25 Marzo 2024

Martedì 19 marzo siamo state all’anteprima del film Il mio amico robot, di Pablo Berger e tratto dalla graphic novel di Sara Varon.

Il film è stato candidato all’oscar come Miglior film di animazione e ha vinto un premio ai European Film Awards e 4 candidature a Goya.

Siamo nella New York degli anni 80, in un mondo abitato da animali, e Dog vive un’esistenza molto solitaria, tra videogames, televisione e pasti precotti.

Stanco di questa solitudine ordina tramite una televendita un robot da assemblare, con non poca fatica.

Non appena Robot viene acceso tra i due scatta immediatamente un feeling, Dog finalmente può condividere le sue passioni con qualcuno e Robot è entusiasta e si lascia completamente trascinare nelle avventure.

I due girano la città e condividono tantissime esperienze divertendosi come pazzi, finché, dopo una meravigliosa giornata sulla spiaggia, Robot si scarica mentre è sdraiato e non riesce più a muoversi. Invano Dog prova ad alzarlo o a trascinarlo, Robot è troppo pesante.

A malincuore deve lasciarlo lì.

L’indomani mattina Dog si attiva subito per andarlo a prendere con una cassetta degli attrezzi ma trova un’amara sorpresa: la spiaggia è chiusa. E sarà chiusa fino alla prossima estate.

Dog non si arrende, nonostante i vigilanti tenta in tutti i modi di entrare per riprendere il suo amico. Prova persino a farsi rilasciare un lasciapassare dal tribunale, ma ovviamente gli viene negato.

Non ha alternative, deve aspettare.

E lo stesso deve fare Robot.

Costretti alla separazione per molto tempo dovranno trovare entrambi una soluzione alla loro solitudine.

Dog proverà ad andare avanti nella vita quotidiana, vediamo passare festività dove lui prova comunque a festeggiare e divertirsi. Tenta di mettersi in gioco facendo gite, frequentando posti pieni di persone, tentando di fare nuove amicizie.

Con poco successo.

Robot invece si lascia trasportare dalla sua fantasia e dall’immaginazione, nei momenti più dolorosi, quando è addirittura sepolto dalla neve, immagina di potersi alzare in una bella giornata di sole e di raggiungere il caro amico nella sua abitazione.

Purtroppo, come spesso accade nella vita, il destino ha in serbo altri piani da quelli che tanto sogniamo, anche per Robot e Dog sarà così, le cose non andranno proprio come tanto avevano sognato in quei mesi, ma in loro rimarrà per sempre il ricordo del legame speciale che avevano creato e delle tante avventure vissute insieme.

Il mio amico Robot si presenta subito con una grafica vintage, da fumetto, alla quale non siamo più abituati.

Credevo, all’inizio, che ai nostri bambini, così abituati al 3D e alle grafiche sempre più elaborate, questa animazione potesse risultare noiosa.

Mi sono immediatamente ricreduta: la cura dei dettagli e la sensibilità della storia coinvolgono, catturano ed emozionano a tal punto che l’animazione in 2D risulta la scelta più autentica, dona forza al contenuto.

Un contenuto che parla di un’elaborazione, di una separazione, di come spesso la vita sembra prendersi gioco di noi.

La sensibilità del film ti arriva immediatamente, sin dalle prime immagini, quando Dog pur di non vedere il suo riflesso solo, davanti lo schermo della televisione spenta preferisce accenderla su canali spazzatura.

La domanda che tutti aspettano: è adatto a tutti?

Sì e no. Mio figlio di dieci anni, sensibile ed empatico, lo adorerà!

I gemelli di cinque anni non lo avrebbero capito e non sarebbero riusciti a seguirlo.

Anche perché cosa fondamentale da sapere: il film non ha dialoghi.

Ebbene si, è un film muto.

Ve l’ho detto che è per veri nostalgici!

Pro: io mi sono emozionata in tantissime scene. Ho sperato con i protagonisti e ho vissuto la loro disillusione finale.

Contro: ho trovato alcuni momenti “forzati”, come ad esempio i sogni ad occhi aperti di Robot, i primi erano brevi e legati al ricordo con Dog, poi piano piano sembravano diventare vere e proprie allucinazioni.

Nel complesso il film merita veramente un pomeriggio di cinema con i propri figli (direi dai 7/8 anni in su) seduti vicini e mano nella mano, proprio come Dog e Robot.

IN USCITA NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE DAL 4 APRILE 2024

Dati tecnici:

Robot Dreams

di Pablo Berger

2024, I Wonder Pictures

Durata 90 minuti

Animazione per famiglie

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