Il primo distacco

Ultima modifica 18 Settembre 2013

 

primo distaccoOgni mamma ha un suo modo di essere mamma. Ci sono mamme di tutti i tipi.

Io sono una bambina che cerca di crescere un bambino. Quindi gioco molto. Ogni cosa può essere un gioco. Lavarsi i denti, apparecchiare, fare la spesa. Tutto. Perché lo sappiamo. E’ attraverso il gioco che i nostri bambini crescono.

Ci sono mamme che rimpiangono i tempi in cui erano in fasce. Tutti morbidosi e da tenere in braccio. Ma non io. Certo era bellissimo tenere in braccio quel piccolissimo tesoro. Ma fin da quando lo aspettavo io sognavo soprattutto il momento in cui sarebbe stato abbastanza grande da giocare con me.
In cui ci saremmo sdraiati sul letto a fare la lotta ( quando ho saputo che era un maschietto…prima pensavo allo smalto sulle unghie eh eh…) o per terra con macchinine, animali o sul tavolo a disegnare e a usare il pongo. Spesso mio marito mi dice che mi diverto più io che mio figlio.
E’ vero.
E’ così. Io mi diverto moltissimo a giocare con lui. E’ il mio piccolo grande amico di giochi. E credo che a lui piaccia molto questa mamma pazzarella e giocherellona.

Ma certo arriva anche il momento in cui soprattutto io devo dire…”Basta ora si mangia”, “a lavarsi i denti” e la più orrida di tutte “avanti a nanna”. In quei momenti ti senti quella cattiva. Specie nei confronti dell’altrettanto giocherellone papà che ogni tanto lo spalleggia alleandosi contro di me.. Non sempre e certo non facendomi apparire la cattiva della situazione ma cercando di coinvolgermi nella marachella del andiamo a letto un po’ più tardi.

Ma adesso che il piccolo ha iniziato le elementari c’è un cambiamento che fra tutti noto da piccole cose. La vicinanza più stretta al papà e al mondo maschile in un certo senso. Ieri il primo allenamento di calcio, la scuola. Molti cambiamenti, responsabilità diverse e aspettative da altri adulti “ nuovi “ come le maestre.
E il mio piccolo ometto è un tipo riflessivo. Ha bisogno di tempo per digerire le cose nuove e adattarsi.
Io sono qui e sempre pronta. E certo sento il suo attaccamento a me, mi cerca come sempre. E ha sempre avuto un ottimo rapporto e confidenza con suo padre.
Ma indubbiamente lui ha meno tempo di me da passare con lui. E ultimamente lo cerca di più e soprattutto si confida con lui.
Le mamme vedono tutto.
Lo sappiamo che hanno una vista speciale. Perché sa leggere le emozioni, i sentimenti e i cuori. Dal primo giorno fino a che vivono.

Mi fa piacere intendiamoci. Nel sogni premaman c’erano anche i miei due uomini che giocano a pallone insieme. Ma è indubbio che un filo sottile di malinconia ogni tanto ci sia. Sento che cresce, so che adesso che ha sei anni il cambiamento sarà veloce e soprattutto sostanziale.
La sua personalità si definirà ancora di più, la mia influenza avrà sempre un grande peso ma, come lui stesso mi ha detto sta mattina, passa tante ore a scuola. E in quelle ore io non sono accanto a lui.
Certo andava anche alla materna per lo stesso numero di ore.

Ma lo sapete come è diverso. Sai che giocano, imparano, certo, ma è molto più leggero e delicato l’impegno richiesto. E il rapporto con le maestre molto confidenziale e personale o almeno lo è stato per me nei tre anni alla scuola materna. Ora maestre nuove di cui non so nulla e che vedo di sfuggita quando accompagnano i bambini all’uscita passano con lui tanto tempo.
E sono certa che il piccolo riflessivo avrà in mente mille domande e qualche piccola difficoltà.

Sono fiduciosa che se la caverà e che io sarò accanto a lui perché mai si senta solo. E se avrà voglia di chiacchierare con papà per me va bene. Io resterò accanto a lui per il gioco e per lavarci i denti insieme mentre cantiamo ( cosa che ci fa molto ridere ).
E , soprattutto, rimarrò sempre la mamma. Quella da cui, nonostante tutto e tutti si corre per un abbraccio d’amore puro.

E’ importante che lui si senta libero di crescere. Non importa se posso sentire un piccolo distacco. Ne arriveranno sempre di più grandi e in un certo senso dolorosi. Io non sarò mai quella che gli tarpa le ali, ma anzi quella che più di tutti lo incoraggia sempre a provare, a non lasciarsi andare alle difficoltà. E ad non arrendersi mai.

Nathalie Scopelliti

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