Il Pumply Nut può sconfiggere la malnutrizione dei bambini

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

plumpynut

Contro la malnutrizione dei bambini in Africa c’è un’ arma potente nella pasta di noccioline, il Pumply Nut ed è stata ideata da un pediatra francese nel 1999.

Il Pumply Nut ha l’aspetto di un panetto di burro ed è composto da farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, latte in polvere scremato con l’aggiunta di sali minerali e vitamine (A, C, D, E, B1, B2, B6, B12), e per finire biotina, acido folico, acido pantotenico, niacina (B3).

Ogni panetto pesa novantadue grammi e conferisce cinquecento calorie. L’assunzione permette di recuperare in breve tempo il peso (fino a 500 grammi alla settimana) ed è indispensabile nei casi gravi di malnutrizione dei bambini.

Si parla del Pumply Nut come di un invenzione pari a quella della penicillina e la sua forza sta nella facilità della somministrazione: non serve un dottore, né un ospedale, nemmeno un frigorifero. I bambini possono mangiare la pasta di noccioline a casa, senza bisogno che sia cucinata né allungata con l’acqua. Il prodotto una volta aperto non va a male.

La malnutrizione uccide un milione di bambini all’anno, 20 milioni quelli colpiti. L’Unicef sta incoraggiando i Paesi africani a produrre il nutrimento in loco. Da quando è sul mercato molte morti sono state evitate. Oggi sono diciannove i produttori di Plumpy Nut, tra cui il Sudan, Haiti e il Burkina Faso.

In Niger la fabbrica esistente produrrà quest’anno abbastanza pasta per trattare trecentomila casi di malnutrizione. La produzione in loco è molto importante perché con l’importazione del prodotto si perderebbe tempo prezioso.

Nel 2005 la pasta di noccioline venne data a 60mila bambini colpiti dalla fame in Niger, il 90% guarì completamente. L’Oms diede la sua approvazione due anni dopo. Oggi la speranza è di darla ai piccoli prima che si ammalino.

Paola Lovera

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