Il rientro a casa

Ultima modifica 19 Dicembre 2015

Uno dei momenti più delicati del percorso adottivo è sicuramente il rientro in Italia o il momento del passaggio dalla casa famiglia alla casa genitoriale.

Ogni storia è a sé ma ci sono una serie di atteggiamenti che è opportuno, quando possibile, applicare.images

Il primo passo è quello prendersi tutti i permessi e tutti i congedi possibili dal lavoro in modo da poter stare insieme ai figli il maggior tempo a vostra disposizione.
Questo è il migliore investimento che possiate fare per la serenità dei vostri figli. Tempo e pazienza sono le due cose fondamentali per questo primo periodo quando il piccolo deve prendere confidenza con la sua nuova famiglia, la nuova casa ed i  ritmi di vita del nuovo ambiente.
L’immedesimarsi con le emozioni e le paure di vostro figlio in questo primo periodo dove tutto per lui è nuovo vi aiuterà a comprendere le sue eventuali reazioni.
La preoccupazione per la salute
dei  propri figli è comune a tutti i genitori soprattutto quando si hanno cartelle cliniche o dati anamnestici ( ad esempio il calendario vaccinale) non proprio chiari o addirittura inesistenti. Sicuramente il proprio pediatra di base va stimolato nell’informarsi rispetto alla situazione sanitaria del paese dal quale proviene il proprio figlio, può capitare, infatti, che un esame delle feci eseguito nei nostri centri analisi ricerchi parassiti che “vivono” in Italia e non ricerchi quelli del paese di provenienzadi nostro figlio nato, che so, in Brasile.
Utilissimi  sono i centri specializzati nell’accoglienza e nella cura dei bambini che arrivano da tutte le parti del mondo.
Anche il capitolo cibo può riservare moltissime ansie; ne procura assai a tutte le mamme in genere figuriamoci quando hai a che fare con un bimbo che ha abitudini alimentari completamente diverse dalle nostre.
Un po’ alla volta è possibile introdurre nuovi piatti rispetto all’alimentazione a cui vostro figlio è abituato. Ogni mamma si è impegnata a conoscere ed imparare qualche prelibatezza locale da riproporre in Italia, magari si può cominciare da quelle e man mano inserire i nuovi cibi. Per lui cambiano non solo i sapori dei vari piatti, ma anche gli odori, i colori, le consistenze, le quantità…
Ci vuole pazienza e fantasia. In ogni caso internet ci può fornire le ricette di ogni parte del mondo. Io, ad esempio, ho cominciato quando ero ancora  in Brasile a proporre un menù italiano e diciamolo, noi italiani siamo decisamente facilitati…quale bambino non apprezza una bella  pastasciutta.
Una pancia sazia e soddisfatta è legata ad un cuore che si lascia a sua volta riempire.

Ricordate soprattutto che il mondo esterno non  serve ai bimbi appena arrivati. Non dovrebbero essere subito sottoposti alla nostra routine quotidiana anche se capisco che noi non vediamo l’ora di ributtarci nelle nostre abitudini, per loro è tutto nuovo e faticoso. Famiglia, cugini, amici, scuola, sport, tutto può diventare un stress troppo grosso. Non è importante andarci subito.
Molte coppie pensano che in questo modo il bambinosocializza e  impara prima l’italiano ma spesso i nostri figli arrivano da comunità o da istituti dove hanno già avuto fin troppo tempo per socializzare e l’unica cosa di cui hanno bisogno veramente adesso è la possibilità di creare il legame con noi e attraverso di noi con il nuovo ambiente.
Tutto il resto, baby-sitter sport, amichetti, cugini e nonni vanno benissimo, ma più avanti quando si sentirà sicuro  nel suo ambiente familiare, quando la casa, i genitori e gli eventuali fratelli o sorelle saranno diventati la normalità e per questo ci vorrà un po’ di tempo, spesso qualche mese. Non abbiate fretta di rapportarlo al mondo, per adesso il loro mondo siete voi e con voi devono rapportarsi senza altre interferenze. Il creare famiglia è un passo fondamentale per la futura serenità della famiglia stessa.

Poi, chiariamo, non tutti hanno la possibilità di stare chiusi in casa quindi se dovete tornare al lavoro e dovete mandarli a scuola o all’asilo fatelo senza sensi di colpa. Moltiplicate poi gli sforzi a “fare famiglia” quando siete a casa con lui/lei quindi la casa perfettamente in ordine, lo stirare, la visita degli amici e il pranzo dai parenti devono essere assolutamente passare in secondo piano per potervi concentrare al massimo sul bambino.
Giocate, preparate il cibo insieme a lui, coinvolgetelo nella spesa, fate tutto ma proprio tutto insieme a lui, fatelo sentire il centro assoluto del vostro mondo. Godetevi al massimo questo periodo. Non per niente il primo periodo che passerete insieme a vostro figlio viene definito “luna di miele”….per i problemi, perché arriveranno anche quelli, ci sarà tanto tanto tempo.
E se andate in crisi, chiedete aiuto al servizio adozioni, all’ente di riferimento, ad altre coppie già rodate…a chi volete ma chiedete aiuto. Parlarne è il primo passo per risolvere le cose.

Elisabetta Dal Piaz

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