Il saggio del Centro Studi Danza Paganini

Ultima modifica 17 Giugno 2015

Gli ultimi giorni di maggio e i primi di giugno, vanno letteralmente a braccetto con quelli pre natalizi, in cui, in ogni scuola di ordine e grado e palestre, si svolgono recite e spettacoli di fine anno, cui è impossibile sottrarsi, anche a costo di imploranti richieste di permessi ai datori di lavoro o incastri della propria giornata a mò di Tetris (pena rinfacci dei figli pure a distanza di anni e sensi di colpa genitoriali).
Premesso che io non appartengo a quella categoria di madri per cui il/la proprio/a figlio/a è sempre e solo il/la migliore, che in queste occasioni si sbracciano per farsi notare o applaudono con tifo da stadio, sono sempre molto felice di poter partecipare a questi momenti e di potermi godere, anno dopo anno, i loro anche più piccoli progressi.
In particolar modo c’è uno spettacolo che, da 3 anni a questa parte, o meglio da quando la mia ‘grande’ ha iniziato danza classica all’età di 5, aspettiamo tutti con ansia ed emozione ed è quello del Centro Studi Danza Paganini. Non si può definirlo ‘banalmente’ un saggio di danza, quanto piuttosto uno spettacolo degno dei migliori teatri ed anche più, considerato che sul palco si esibiscono allievi, anche piccolissimi e non professionisti.
Ed anche quest’anno, infatti, nessuna aspettativa è stata disattesa!
È stata una serata ricca di emozioni, pathos e adrenalina, rigore e disciplina si sono fusi con il divertimento e la bellezza di uno spettacolo meraviglioso, curato nei dettagli e costruito alla perfezione. Gli applausi scroscianti ad ogni coreografia (classico, flamenco, moderno o recitazione), hanno confermato quanto studio, lavoro e quanta cura siano stati necessari in un anno, in fin dei conti passato molto velocemente. Ad ogni lezione tutto è stato curato, provato e riprovato con costanza ed ogni volta lascia senza parole la sicurezza, mostrata sul palcoscenico, anche dal gruppo di classico bianco (le cucciole della Scuola), che senza alcuna esitazione e per nulla timidi sorrisi, si esibiscono fiere nei loro, apparentemente facili, movimenti.

centro studi danza paganini

I maestri del Centro Studi Danza Paganini

Alla direzione artistica della Scuola, aperta dal 2006 nel quartiere africano, si dedicano il maestro Fabrizio Paganini, con la sua esperienza di una tradizione familiare di artisti, la sua formazione di danza classica alla Scuola del Teatro dell’Opera di Roma, le sue esperienze teatrali e canore in diversi musical e Cinzia Ricciardi, che a Torino, sua città natìa, ha studiato danza classica e repertorio seguita da maestri di fama internazionale e poi ballato per diverse compagnie italiane, tra le più importanti, prendendo parte a tournée all’estero e arricchendo la sua esperienza teatrale e musicale studiando canto e recitazione.

maestri centro studi danza paganini
Lo scopo della Scuola è quello di promuovere lo sviluppo culturale della danza, senza accogliere nuovi iscritti solo per fare numero ma con la convinzione di trasmettere la passione pura verso questa Arte, intesa in modo più globale, come fusione di movimenti, suoni, sensibilità ed espressività.
A tal proposito, ricordo un piccolo aneddoto, risalente a 4 anni fa, quando mi venne in mente di iscrivere la figlia ad un corso di danza, ma i tempi non erano ancora maturi, la bimba non volle neppure entrare in aula per la lezione di prova e fu il maestro a consigliarmi di lasciar perdere del tutto poichè avrei rischiato, con l’insistenza, di farle odiare la danza per sempre. Esattamente un anno dopo, senza averne più parlato, fu mia figlia a chiedermi l’iscrizione e negli anni la sua passione è andata sempre più aumentando, con effetti positivi anche sul suo sviluppo.

La Danza come equilibrio e disciplina

Che la danza faccia bene ai bambini è risaputo: attraverso di essa, i bambini non imparano solo a praticare esercizio fisico, ma anche l’equilibrio, la coordinazione, la flessibilità, la resistenza, la disciplina.
La danza migliora la fiducia in sé stessi e nelle loro capacità. Migliora la memoria, dovendo i bambini sforzarsi a ricordare passi e movimenti, insegna ad ascoltare, sia le istruzioni di un adulto che il ritmo e imparano a non parlare mentre ascoltano, aiuta a socializzare, con i coetanei, in modo non competitivo. Insomma, iniziare un percorso di questo tipo ha sicuramente grande importanza per un bambino, ma un pò anche per noi mamme, sottoscritta inclusa, che ogni volta, alla fine dello spettacolo, un pò tra le lacrime e rinnegando quanto detto sopra, in maniera cinematografica sussurra alla figlia: “Eri stupenda là sopra!!”

Maria Teresa

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