Se ricevete un fiore, potrebbe essere che…

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Ultima modifica 26 Maggio 2021

Non che abbia mai avuto modo di parlare con i fiori e, per tranquillizzarvi, nemmeno li ho mai sentiti parlare.

Il linguaggio dei fiori, conosciuto anche come florigrafia ha radici molto lontane.

Questo modo di comunicare si sviluppò già a partire dall’Ottocento.
Fiori e allestimenti floreali erano un valido mezzo per “comunicare” emozioni o stati d’animo, senza creare “disordini” morali.

Se ricevete da un uomo un Chiodo di garofano, ci tengo ad informarvi che non vuole sfruttare la proprietà analgesica del fiore, per farvi preparare un decotto per il mal di gola, ma vuole semplicemente comunicarvi di avervi amata a vostra insaputa!

Credetemi non c’era e non c’è mezzo di comunicazione più diretto e preciso dei fiori.

Quanta confusione a volte può nascere da un messaggio.
Esso parte con un significato e, in molti casi, il destinatario ne interpreta un altro.

Invece un fiore no! Se ti porto un Gelsomino della Carolina è perché voglio divorziare, se invece è un Garofano piumoso il mio è amor puro!

Se pensate di donare a un uomo Margherite vuol dire che ci sono altri corteggiatori e che ci state pensando. Al “cavalier” non resta che… strappare i petali della margherita “m’ama, non m’ama, m’ama”, nell’attesa che prendiate una decisione.

Senza togliere nulla alla Rosa, il vero fiore dell’Amore è il Tulipano

È il fiore perfetto per una dichiarazione d’Amore. Per confermare che il vostro amore non conoscerà fine. Alcune credenze vorrebbero vederlo incarnare sentimenti scostanti. Dico io, non è l’amor più forte nel tempo quello di mille passioni, litigi, stranezze e vicendevoli inseguimenti? E allora: Tulipani!

E che dire della Dafne, che con il suo bellissimo fiore dà un messaggio di eterno amore? “Non ti vorrei in nessun altro modo”. Sospirato amore….

E se ancora avete un desiderio recondito regalatevi una Giunchiglia. Attenti però che riceverne una sola è desiderio d’amore.

E ancora, l’Iris per comunicare una notizia. Che bello poter dire “c’è un Iris per te”, e non “c’è posta per te”.

Volete mettere un fiore, con i “se”, “ma”, “perché”, invece  di tanti discorsi? Col Ciclamino (timida speranza) che vi arriva un messaggio chiaro.

Un linguaggio comune, senza equivoci, semplice e accessibile a tutti? Allora è vero che i fiori parlano?

A sentir loro io sarei allegra, come la Gerbera, coraggiosa come il Pioppo nero, e volubile come la Rapunzia!

Non mi resta che scegliere un fiore per voi…per amicizia e disponibilità ditelo con il Glicine e spero che questo Iris vi sia piaciuto!

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