Iniquità dell’imu

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Ho letto con uno sconcerto totale un articolo che asserisce che l’imu molto pesante sulle abitazioni  di maggior pregio e leggera su quelle povere, che grava sui contribuenti più ricchi, soprattutto sugli anziani, è più pesante al nord e al centro, più leggera a sud.

Ma lo sconcerto è salito ed è diventato indignazione quando ho letto che “ un’ imposta che funziona molto bene nella redistribuzione della ricchezza tra le fasce di reddito, ma anche tra le generazioni!..ma sperequata perché calcolata su rendite catastali ferme a vent’anni fa…”

Uno studio del ministero competente mette in risalto che a pagare la quota maggiore dell’imu sono i pensionati e recita testualmente “ …concentrando il prelievo sui contribuenti più anziani e favorisce i contribuenti più giovani, che raramente sono proprietari di un immobile.”

Dicono, inoltre, che avendo un profilo più progressivo colpisce più duramente chi guadagna di più!!!

Ma quali tecnici ha il ministero? Chi redige simili rapporti? Qualcuno che non si rende conto che sta scrivendo stupidaggini?

Vorrei usare altri termini, più offensivi, forse, ma più giusti, non ne sono capace, ma…

L’imu insiste sulle abitazioni, ivi compresa la prima casa, che qualcuno ha ereditato, forse, ma che qualcun altro si è comperato anche a prezzo di enormi sacrifici e altri l’ hanno acquistata quando se lo potevano permettere.

Ma le cose cambiano nel tempo, non tutti guadagnano negli anni sempre la stessa cifra, a volte la vita ci sconvolge i piani, c’è chi perde il lavoro, chi si ammala, chi deve sostenere, magari, genitori o figli, chi, anche a causa della crisi, ha visto ridotti i propri guadagni. Tutti coloro che percepiscono un reddito fisso, comunque, a causa dell’introduzione dell’euro ( della sua malata parità) hanno avuto dimezzate le proprie entrate.

Pensionati compresi, che, oggi, non si potrebbero permettere di acquistare non una casa bella come quella in cui vivono, ma nemmeno una fatiscente.

Poiché però, a suo tempo, l’hanno acquistata, ora ne devono pagare il fio, pagare un imposta pesante, che magari non si possono assolutamente permettere e hanno davanti a loro ben poche scelte.

Vendere la casa ad un prezzo fortemente ridotto, visti i tempi, e ammesso e non concesso che riescano a venderla, cosa faranno dopo? Andranno in affitto, ma non nella loro città, perché in troppi casi gli affitti sono eccessivi. Si dovranno trasferire in posti meno appetibili, lontani da tutto quello che è a loro caro, oppure, sperando di morire prima di esaurire il loro capitale, spenderanno in affitto tutto il ricavato.

Oppure stringere ulteriormente la cinghia, magari ricorrendo alla Caritas per rimediare qualche pasto e poter sbarcare il lunario.

Ma a questo non pensano i soloni del ministero! Secondo loro tutti i pensionati sono ricchi e tutti i giovani sono poveri, tutti i pensionati sono responsabili della situazione in cui viviamo e perciò è giusto che debbano pagare. In fin dei conti di loro, della loro vita chi se ne frega!!

Non possono avere sogni, non possono pensare a un domani. Solo i giovani hanno quel diritto, sembrano dire i redattori di quel rapporto.

Ma signori, questa non è redistribuzione del reddito. E’solo ed esclusivamente la penalizzazione di persone, senza distinzioni, non volendo distinguere i ricchi dai poveri o da quelli che lo stanno diventando.

Nonna Lì

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