Internet e Social Media: sono “Giochi”da Bambini?

Ultima modifica 26 Febbraio 2021

Da un po’ di tempo a questa parte si discute moltissimo sull’opportunità dell’accesso a internet da parte dei minorenni, specialmente dei bambini (più o meno dai 5 ai 13 anni). Ovviamente, il dibattito assume toni molto aspri e sensazionalistici quando accadono eventi tragici come quello recentemente riportato da tutti i media.

La grande eco che vicende come questa hanno porta spesso a discutere secondo dicotomie come ‘vietare/non vietare (qualcosa)’ o ‘i social sono positivi/i social sono negativi’ che, pur essendo legittime o talvolta addirittura corrette, risultano limitanti rispetto alla comprensione del fenomeno.

In questo articolo non ho ovviamente la pretesa di esaurire l’argomento.

Anzi, aspiro all’esatto contrario ovvero a focalizzarmi su un singolo aspetto: come vengono vissuti i social media dai bambini dal punto di vista delle loro fantasie e del loro rapporto con la realtà?

Internet e Social Media

Non intendo affrontare questo tema dal punto di vista cognitivo in quanto ritengo che, data la loro immediatezza, tablet, cellulari e computer possono essere facilmente utilizzati da qualsiasi bambino dotato di un livello intellettivo nella norma.

Il punto di vista che intendo portare all’attenzione riguarda la principale modalità con cui i bambini si approcciano alla realtà e, in essa, cercano di realizzare le loro fantasie: il gioco.

E’ indubbio che, a tutte le età, i social media vengono visti perlopiù come un gioco o un passatempo più o meno divertente. Tuttavia, tale gioco ha un valore o un peso molto differente a seconda dell’età. In termini generici, si potrebbe affermare che bambini e adolescenti prendono il gioco molto più seriamente degli adulti, nel senso che entrambi non riescono ad avere quell’approccio distaccato e meno coinvolto tipico del mondo adulto.

Più precisamente, nel caso dei bambini, la letteratura psicologica (ma anche la nostra esperienza come genitori) descrive l’infanzia come gli anni magici, caratterizzati da novità e scoperte continue e da un continuo confronto tra ciò che è reale e ciò che è fantasticheria.

A differenza che nel mondo adulto, tale confronto non si risolve sempre a favore della realtà, accade spesso (e senza cadere nel patologico) che la fantasticheria possa avere la meglio. In poche parole, le rigide leggi della fisica o gli intoccabili assiomi della matematica possono essere sovvertiti nel mondo magico del bambino.

La fantasia nei bambini

Secondo certe teorie, perlopiù di derivazione psicoanalitica, l’utilizzo della fantasia in questa età avrebbe la funzione di strutturare il mondo interno della persona e, in prospettiva futura, di definire l’adolescente e l’adulto “di domani”.

In sintesi, nella mente dei bambini, realtà e fantasia sono dimensioni non sempre distinguibili e nette tra loro ed entrambe prendono parte nell’attività del gioco. Ebbene, se il gioco in questione diventa un social media, in cui l’identità delle persone non è sempre definita e chiara, o certi contenuti ambigui pescati da internet, il piano della fantasia e il piano della realtà rischiano di confondersi più di quanto accada nelle situazioni quotidiane e di portare a situazioni potenzialmente traumatiche.

Per fare un esempio concreto, i bambini possono arrivare a fantasticare e successivamente a ritenere come realtà che le persone che si incontrano sui social media sono amici alla stregua di coloro che si incontrano a scuola o al parco. Oppure, che le cose che accadono su internet siano necessariamente vere e reali e non passibili di distorsioni e manipolazioni.

In sintesi, e per rispondere alla domanda di qualcuno, i bambini possono avvicinarsi a internet e ai social?

Personalmente, credo che ciò debba avvenire in modo graduale e, per un bel po’ di tempo, sotto la guida di un adulto.
Potrebbe essere un gioco tra genitori e bambini che vale la pena di essere giocato!

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