Josefa Idem

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    Il Ministro Idem ha rassegnato le proprie dimissioni, con stizza, con indignazione contro la campagna mediatica nei suoi confronti, dice di essere stata insultata senza ragione, dice di aver subito ingiurie insopportabili per una persona onesta, dice…

    Devo confessare di aver seguito solo in piccolissima parte la conferenza stampa, parlo della prima dopo che lei si era presentata per giustificarsi in qualche modo per gli eventuali errori commessi, in buona fede s’intende, ma non aveva accettato domande, non aveva dato risposte.
    Quella piccola parte, comunque, mi aveva lasciata molto, molto perplessa.
    Diceva di non permettere a tutti noi di avere dubbi sulla sua onestà, e forse, non essendo pienamente padrona della lingua, aveva incoscientemente usato una terminologia sbagliata, ma non era questo il problema, neppure la sua onestà lo era, ma le sue parole, la sua difesa sollevavano, per me, forti dubbi sulla sua capacità di ricoprire il ruolo a lei affidato.

    Ha dichiarato, elencando il numero di medaglie da lei ottenuto, (precisando: per l’Italia), che per conquistarle ha speso tempo e fatica, molto, moltissimo tempo… il che non le ha permesso di occuparsi d’altro.
    D’altronde, ha precisato di non essere una commercialista, di non essere esperta di queste cose, perciò non se ne occupava, si affidava a persone competenti delle quali aveva piena fiducia.
    Altri prima di lei hanno usato queste stesse parole, ricordate?
    Io non sono colpevole perché mi fidavo di….
    Quindi, per la signora Idem è necessario essere del mestiere per capire, o tentare di capire, una legge, una norma dello Stato, anche quelle più semplici, quelle che tutti i cittadini sono tenuti comprendere. Ma lei non ci prova neppure, tanto c’è chi lo fa per lei e, se ci sarà qualcosa da pagare, lei, o meglio, quel qualcuno per lei, provvederà.

    Ma lei, precisa che non ha commesso reati, ha solo, forse, commesso una dimenticanza, un misanderstunding.
    Non lei però, ma chi, per lei, si occupa di queste cose. Lei è una pluricampionessa che ha vinto, per l’Italia, tante medaglie, mai nessuna donna come lei. Ma questo non conta, nella vita normale le medaglie non contano.
    Non si è mai chiesta, prima della scoperta, se era in regola con le leggi italiane? Si è sempre affidata ad occhi chiusi ad altri, alle persone che lei pagava?
    Non si è mai interessata, non ha mai cercato di capire quali e quante imposte debba pagare un cittadino o se esistono norme che regolino i cambi di destinazione e d’ uso di un’ abitazione?
    O, quando aveva un’ idea, ne affidava la realizzazione ad altri senza preoccuparsi se questi altri seguissero o meno le regole?

    E non mi dica che spendeva tutto il suo tempo per allenarsi, perché oltre alla sua vita privata ricordo …uno spot che pubblicizzava una nota merendina…
    Ecco, vede Sig.a ministro, non è solo la sua onestà che ci preoccupa, ma è la certezza, basata sui fatti, che lei si affidi ad altri per realizzare le sue idee, che abitualmente come da lei confessato, non ne segua né i percorsi, né i sistemi utilizzati per raggiungere i risultati da lei voluti, accontentandosi solo di quello che appare alla luce, senza chiedersi né verificare se le norme sono state rispettate, se e quanto si sia perso o sprecato in itinere.

    E’ questa sua noncuranza la cosa che ci preoccupava di più, perché è semplice, se scoperti, rifondere i danni se si hanno i soldi, ma per quello che non viene scoperto?

    E questa sua noncuranza non intacca, forse, la sua proclamata onestà?

    Nonna Lì

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