Ultima modifica 15 Ottobre 2019

Conoscete Kirikù, l’eroe bambino?

Noi ne avevamo sentito parlare, qualcuno di voi forse ha visto il lungometraggio d’animazione uscito nel 1998 scritto e diretto da Michel Ocelot.

Dall’Africa a Roma, un racconto che arriva dritto al cuore auspicando la fratellanza tra i popoli e un senso di giustizia che vada oltre il colore della pelle.

Kirikù e attore

Una storia narrata dal protagonista (in versione umana e marionetta) ai piccoli spettatori attraverso teatro d’attore e di figura e accompagnata da musica dal vivo.

Dal 16 marzo al 14 aprile 2019 è in scena al Teatro Vascello: il sabato alle ore 17, la domenica alle ore 15.

La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello/Associazione Nomen Omen
KIRIKÙ un eroe piccolo piccolo
Adattamento teatrale e regia di Danilo Zuliani
Aiuto regia: Alessandra Maccotta
Con Alessandra Maccotta, Aron Tewelde, Valeria Wandja, Jesus Issa Seck, Yonas Aregay Kidane, Francesca Piersante
Musica dal vivo: Gbai Ange Patrick
Creatore marionetta: William Ercolano Monteiro
Coreografie: Rossana Longo
Scenografie e costumi: Anthony Rosa
Audio e luci: Stefano Germani
Foto di scena: Stefano Manocchio
Illustrazione: Alessandra Cavallari
Fascia d’età consigliata per tutti – pubblico delle famiglie

famiglia kirikù

Ecco le repliche nel dettaglio:

  • 23 marzo ore 17 – 24 marzo ore 15
  • 30 marzo ore 17 – 31 marzo ore 15 – 6 aprile ore 17 – 7 aprile ore 15
  • 13 aprile  ore 17 – 14 aprile ore 15

Basato su un racconto folkloristico dell’Africa occidentale, racconta di un bambino che combatte e libera il suo villaggio da una strega, la perfida Karabà. Quest’ultima si appropria di uomini, ricchezze e risorse indispensabili come l’acqua.

Tutti nutrono nei suoi confronti timore e sottomissione.

In un villaggio africano dove sono rimasti solo vecchi, donne e bambini, nasce Kirikù, eroe bambino prodigioso, che si toglie da solo il cordone ombelicale della madre e fin dai primi istanti di vita è totalmente autonomo, in grado di parlare, di camminare, di lavarsi e di badare a sé stesso.

Kirikù viene presto a sapere dalla madre che il villaggio è vessato dalla strega Karabà, che ha sottratto l’acqua dalla fonte del paese ed ha trasformato in oggetti obbedienti tutti gli uomini del villaggio, che hanno tentato di affrontarla. Kirikù decide allora di combattere la strega.

Feticci_Kirikù

Per compiere queste imprese, dovrà scontrarsi con i pregiudizi e l’individualismo degli adulti, affrontare pericolosi animali e vincere con astuzia gli ostacoli che gli si presentano.

Nelle sue imprese Kirikù è assillato da un dubbio a cui nessuno sa dare una soluzione: il motivo per cui la strega sia così cattiva. Per trovare la risposta deve recarsi dal Saggio della Montagna, suo nonno, evitando il controllo dei feticci di Karabà.

Quando, superati numerosi ostacoli, si trova alla presenza del nonno, egli gli svela il mistero: Karabà soffre a causa di una spina avvelenata che le è stata conficcata nella schiena, che non riesce a togliere e non vuole togliere, perché ritiene che togliendola perderebbe i poteri magici e proverebbe nuovamente il dolore atroce che ha già patito una volta.

Kirikù, tuttavia, è deciso a liberarla e lo farà; in cambio otterrà di crescere anche fisicamente – dopo che è nato già mentalmente adulto – e sposerà Karabà.

La donna peraltro, senza più la spina, ha cessato di soffrire, per cui è diventata buona e gentile, ha mantenuto alcuni poteri e ha liberato gli uomini del villaggio, che in realtà non mangiava né uccideva ma semplicemente tramutava in feticci.

Grazie al percorso che renderà Kirikù un uomo, anche Karabà subirà una trasformazione: il giovane infatti la libererà dalla spina velenosa che la rendeva malvagia e l’amore trionferà sul male.

protagonisti Kirikù

Lo spettacolo è intenso, grazie al ritmo insito nelle caratteristiche stesse del racconto, i colori, le azioni, la magia che viene riprodotta sul palco.

Gli attori coinvolgono emotivamente il pubblico e anche i bambini sono molto attenti per tutta la durata dello spettacolo (un’ora circa).

Ricordate che al Teatro Vascello è anche possibile, per ogni spettacolo, organizzare feste di compleanno abbinate agli spettacoli per i bambini, per info e prenotazioni chiamate il Teatro.

37 anni, siciliana di origine ma romana di adozione. Psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta, adoro viaggiare, ascoltare musica e perdermi nelle librerie a curiosare tra le copertine dei libri odoranti di nuovo, sperando un giorno di poterli leggere…

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