l’ Italia non è ancora al sicuro. Ma va?

Ultima modifica 6 Novembre 2015

 

Ha aspettato di essere lontano, in Corea, per la sua esternazione più dura(?), ha minacciato di ‘lasciare’ se la popolazione, attraverso i suoi rappresentanti, non si mostra abbastanza matura per accettare le sue riforme.

Ora, a parte che personalmente non ho alcuna stima dei politici in genere e non penso che loro ‘rappresentino’ i nostri interessi, non mi piace l’atteggiamento del nostro premier tecnico.

Non mi piace perché lo trovo arrogante, pieno di sé, indisponente nella sua certezza assoluta di aver operato al meglio e soprattutto con equità, come ama spesso ripetere.

Il suo comportamento rivela un’infinita presunzione delle proprie capacità e di quelle dei suoi ministri.

Ha varato misure di gravissimo impatto sociale, nell’ottica di un risanamento finanziario, sottolineando l’equità delle stesse, a questo punto non so se sia in grado di rendersi conto della realtà dei fatti: nelle sue misure non esiste equità.

Convengo che nell’immediatezza di reperire fondi sia più semplice e più facile trovarli aumentando tasse e imposte di coloro che pagano, di coloro che non possono sfuggire alle maglie del fisco, sulle case censite, magari acquistate con i risparmi di una vita, accendendo un mutuo oneroso di cui si fatica a pagare le rate, o aumentando l’iva sui prodotti indispensabili per vivere o sulla benzina.

Sicuramente Monti, e Fornero, hanno pensato che fosse più semplice riformare ‘il mercato del lavoro’, importante, forse basilare comunque, e che avrebbe suscitato le ire incontrollate di alcuni sindacati sul falso problema dell’art. 18, dopo aver già sconvolto il mondo dei lavoratori con la riforma delle pensioni, piuttosto che dare un segnale di equità tentando di risolvere i problemi che la nostra elefantiaca burocrazia pone davanti ad ogni iniziativa e che si risolvono in ingenti sprechi di denaro sia per il richiedente che per lo Stato stesso.

Non abbiamo notizia di iniziative in merito, che le tengano segrete?

Altro problema che non sembra interessi più di tanto è quello della spesa pubblica, quella improduttiva s’ intende, quella inutile come il sostentamento dei mille e più enti la cui utilità è limitata al la gratificazione( in soldoni) di politici che non riescono ad approdare il più ambiti siti. E che dire delle costosissime consulenze, di cui ‘consigliano’ la limitazione e ancora la riorganizzazione dell’impressionante macchina pubblica, anche con l’applicazione della legge sui trasferimenti e licenziamenti ( legge Brunetta mai applicata)?

E le tante altre questioni sulle quali ‘i nostri’ si limitano ad una presa d’atto e ad un ‘ faremo, ‘vedremo’. Ma quando?

Per quanto si riferisce ai privilegi delle varie caste si sono limitati ad stabilire un massimale di stipendio dei dipendenti pubblici (manager compresi) ed una generica proposta di limitazione dei doppi, tripli o più incarichi, giustificandosi con la difficoltà di stabilire chi e di quanti ne godano: ammesso che sulle prebende dei parlamentari solo loro possono discuterne, non è forse vero che il governo ha la facoltà di tagliare le proprie dazioni e quindi ridurre le entrate dei due rami del parlamento, e gli sprechi di palazzo Chigi?

Perche non lo fanno? Forse per il quieto vivere, per non ‘turbare’ troppo i ‘signori’ del potere?

Forse per continuare a vantarsi di aver agito bene? Solo per la diminuzione dello ‘spread’ figlio di una finanza allegra e speculativa, per aver riportato in alto il rispetto per la nostra nazione? Ma ne siete proprio sicuri? Il comportamento, nei fatti, dell’Inghilterra e dell’India dimostrano che le due nazioni non ci tengono in alcuna considerazione.

I suoi decreti ‘salva Italia’ e ‘ cresci Italia’ hanno nomi pretenziosi, ma il solo risultato che fin’ora hanno prodotto è un evidente incremento della discesa in un tunnel inflazionistico di cui non si vede il fondo, anzi, le misure che vengono ventilate per porvi rimedio , sono solo ulteriori aumenti dell’iva che non producono altro che ulteriore inflazione e discesa ancora più rapida.

Monti asserisce che l’Italia non è ancora al sicuro, a noi lo dice?

Prima di ‘offendersi’, a torto o a ragione, delle ‘perplessità’ dei politici sulla sua riforma del lavoro, mi piacerebbe, ma dubito fortemente che lui lo faccia, che provasse, tentasse di capire come le sue ‘norme’ abbiano fatto precipitare il tenore di vita di coloro che guadagnano almeno 1400 Euro al mese.

Gli voglio ricordare che 1400 è il limite da lui stabilito sopra il quale non si ‘gode’ dell’adeguamento ISTAT.

Volete saper qual è la cosa che rimprovero di più a Monti, Fornero & Co.?

L’indifferenza verso i ceti medio- bassi, per le loro problematiche, per le loro difficoltà, indifferenza dimostrata ogni giorno nel continuare a chiedere sacrifici, nominalmente per tutti, ben sapendo che gli stessi saranno sopportati esclusivamente da loro.

Se non è un ‘tirare a campare’ questo…

È sicuro, il professor Monti di operare bene? O per raggiungere la sua meta by-passa rimandandoli (sine die?) le riforme che toccano i più potenti, quelli che permettono al suo governo di vivere, e, a testa bassa, irrompe, frantumando la vita, su quelle che interessano la ‘ gente comune’?

Ci pensi professore, se ne è in grado

 

Nonna Lì

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