Ultima modifica 20 Giugno 2019

Scrivo questo articolo dopo una giornata no.
Dopo alcune giornate no.

Michele, il piccolo della classe, quello che ha fatto l’anticipo a scuola e con il quale hai pazienza, tanta pazienza, che per l’ennesima giornata non lavora. In quattro ore di scuola scrive solo due righe. E passa tutto il tempo a giocare e a disturbare chi invece avrebbe voglia di lavorare.

mamma-pinguino

E dopo almeno un centinaio di volte che lo richiami e gli dici che deve lavorare, prima con le buone e poi con le “cattive”, alla fine sbotti in un urlaccio perché ti senti un po’ tradita nella fiducia.

E  senti tanta stanchezza, veramente tanta perché perdi un po’ l’autorità dell’insegnante che non dovrebbe mai urlare, se possibile, perché, alla fine dei conti è un po’ una perdita.

Dopo l’urlo la classe pare gelata, anche perché parlo sempre con un tono di voce molto bassa e non sono abituati. Anche se il tutto dura lo spazio di pochi minuti.

Come quando si perde la pazienza con i figli.

E’ come l’urlo di mamma, un grazioso libro di Jutta Bauer.

Siamo nel mondo dei pinguini: la mamma si arrabbia improvvisamente e sgrida il bambino pinguino che si spaventa. Lo spavento è talmente grande che il corpo del piccolo pinguino si disfa: la testa vola nell’universo, il corpo si tuffa nel mare, le ali vanno a finire nella giungla e corrono finché arrivano nel deserto. Il viaggio termina quando la mamma riesce a raccogliere tutti i pezzi del figlio e cucirli insieme.

pinguiniL’urlo di un adulto e la sua rabbia spesso è troppo grande per un bambino.

E’ chiaro che in una classe le dinamiche sono diverse da quello che succede con i figli ma anche l’urlo di una maestra può risuonare talvolta tremendo.

E allora cosa fai? Superi tutta quella stanchezza che ti ha portata ad essere quella che non sei e, come una fata buona, cerchi ora di rassicurarli, di fare qualche battuta scherzosa, di ridere di nuovo insieme a loro.

Rassicuri, rassereni, mandi via la stanchezza tua e di tutti, rimargini e risani l’urlo con le risa e i toni dolci di voce.

La maestra è come la mamma, anche se sgrida i suoi piccoli pinguini, ops…alunni, non smette mai di voler loro bene.

Arianna Simonetti

Maestra, mamma, donna con mille interessi ed attività ... non necessariamente in quest'ordine! Motto della vita: Ama e fai quel che vuoi ... per tutto il resto c'è tempo

2 COMMENTS

  1. Maestra meravigliosa dal cuore di cioccolata. Persona rispettosa degli altri che tratta i suoi alunni come fossero i suoi figli. Non importa se hai urlato, anche l’urlo a volte può insegnare..che anche tu sei umana e hai le tue debolezze sane. E sai rimediare a quel minuscolo errore. Ce ne vorrebbero di maestre come te. Che insegnano a diventantare grandi..

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