La borsa delle Donne

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Osservando cosa porta a tracolla una donna, oppure più elegantemente al braccio, sembrerebbe tutto sommato semplice indovinare la sua personalità. Vi ricordate la scena iniziale de La carica dei 101, dove Rudy e Poldo osservavano delle signore che passeggiano in compagnia del loro cane e si accorgono che il loro amico peloso è in tutto e per tutto identico a loro?

Con le borsette funzionerebbe più o meno così. Se ci si limita a galleggiare in superficie, però…

beauty-bag

Borsa medio-grande di colore scuro, dalla fattura maschile, senza graffi e in ottima pelle?
Molto probabilmente appartiene a una donna ben organizzata, dall’eleganza sobria, che difficilmente si sbilancia o si lascia andare a facili emozioni.

Tracolla sformata in tessuto patchwork, magari consunta dall’uso prolungato?
Rivela un animo vagamente hippy, uno spirito bohémien che se ne infischia di regole e imposizioni.

Borsina in velluto o camoscio dai tenui colori pastello?
Quasi certamente appartiene all’animo romantico e sognatore di una donna che non si è ancora sdoganata del tutto dal mito del principe azzurro.

Borsone in tessuto tecnico e resistente, talvolta ingentilito da teneri orsacchiotti, dal logo di Hallo Kitty o da qualche pupazzetto di peluche e pesante al punto tale che ci si chiede come faccia quella povera cristiana a trascinarselo dietro senza rischiare il colpo della strega?
Dieci a uno che quella è la borsa di una mamma.

Borsette o borse in alcuni casi simili a valige, sembrano assomigliarci in tutto e per tutto e “calzarci” alla perfezione, ma tutto sommato non è affatto così. Una borsa è capace non solo di custodire oggetti, ma anima e personalità. Riserva spesso contenuti sorprendenti e visto che non è buona educazione frugare nella borsetta di una signora, allora soltanto lei rimane l’unica e incontrastata detentrice dei suoi segreti, confessabili o inconfessabili che siano.

La borsa non assume la funzione di semplice “recipiente”, non si limita a contenere cellulare, rossetto, salva slip, deodorante, agenda (se si preferiscono sistemi “arcaici” per tenere a mente gli appuntamenti) e un non ben precisato numero di chincaglierie più o meno indispensabili a fare da zavorra.

No. La borsa rappresenta il nostro io più nascosto, e ci raffigura al punto tale che il libro più venduto in Inghilterra riguardo le abitudini di Elisabetta III sembra sia stato il bizzarro «Che cosa c’è nella borsetta della Regina».

Il risultato è abbastanza sorprendente: niente denaro né carta d’identità, orpelli superflui per Sua Maestà, e questo si sapeva. Non manca però qualche cruciverba per ammazzare la noia, le foto di famiglia, un paio di amuleti portafortuna (chissà se nelle sue regali vene non scorra qualche goccia di sangue partenopeo), il portacipria e i cioccolatini preferiti dai suoi adorati cagnolini-pastori del Galles. Tutto ciò mal si accorda alla sua immagine ufficiale eppure questo, almeno secondo i ben informati, è grossomodo il contenuto della borsetta di una delle poche autentiche blasonate ancora in giro per il mondo.

Fatte le dovute proporzioni, cosa ci dice che nella ventiquattrore di una manager non si nasconda un diario segreto, di quelli pieni di riflessioni e progetti di vita strampalati, disegni fantasiosi e magari cuoricini destinati a un amore non corrisposto, che la borsetta retrò di una distinta single sessantenne non celi un sollazzo artificiale per le sue notti solitarie, o che la “valigia” di una mamma non custodisca l’opuscolo sui “10 modi per farlo impazzire a letto”?

In fondo sono secoli che esibiamo le nostre borse secondo l’umore del momento, la moda, l’estro, l’abbigliamento della giornata. Ed è probabile che, inconsciamente, lo facciamo per confondere le un po’ le acque a chi vuole ficcare il naso nelle nostre faccende private.

Chi ci osserva dall’esterno può farsi un’idea del nostro “io” osservando ciò che portiamo al braccio o a tracolla, ma l’essenza più profonda della nostra personalità continua a rimanere un fatto riservato.

Non è forse per questo che difficilmente permettiamo a qualcuno di frugare nella nostra borsa alla ricerca di un innocente fazzoletto di carta?

 

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

UN COMMENTO

  1. Tracolla. Rigorosamente o la archivio in pochi giorni.
    Colori neutri per usarla con tutto.
    Grande per farci stare il mio piccolo mondo: agenda, astuccio con penne per qualsiasi occasione, deodorante, burrocacao, lucidalabbra, occhiali da lettura, crema idratante, hand sanitizer, portafogli e porta carte (rigorosamente distinti), mille scontrini, fazzoletti di carta (nuovi e usati…!!!).

    Quella che ho ora da alcuni mesi raffigura il colosseo e ci tengo molto. Piace a tutti.

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