La crisi e il dovere

Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Sappiamo tutti che le origini della crisi che ha invaso tutto il mondo è nata negli States e ha una precisa causa nella cosìddetta finanza allegra, nelle speculazioni azzardate, negli acquisti di beni fantasma, nelle sopravalutazioni, nei derivati ecc…ecc…ecc…

Ma siamo proprio sicuri che la situazione italiana derivi solo da questo?

Io credo proprio di no.

Forse aveva ragione chi diceva che noi stavamo meglio di altri, che i danni della finanzia ci avrebbero toccato solo marginalmente, che era vero che il debito nazionale era una voragine enorme, ma che lo stesso era abbondantemente compensato dal patrimonio che lo stesso Stato, con gli altri enti pubblici, possedeva e da quello privato, notevolmente superore a quello d altri paesi consistente soprattutto nella proprietà immobiliare, così vasta e articolata.

Insomma, gli italiani erano più ricchi di altri, degli stessi tedeschi che pure hanno stipendi notevolmente superiori ai nostri, quelli della gente comune s’intende, perché per gli altri…..

Insomma la casa era la nostra ricchezza.

Ma, ma, ma…questo non ci è bastato perché siamo precipitati nella crisi più nera. E’ vero, non siamo né la Grecia, né la Spagna, noi eravamo abituati a possedere almeno una casa e questa era la nostra dote, il nostro patrimonio, e per acquisirlo ci eravamo sottoposti ad ogni sorta di risparmi, di rinunce, ma i bisogni veri o presunti che sono retaggio del moderno stile di vita rendevano necessarie altre disponibilità.

Ma come acquisirle?

Frodando il fisco, rubando, malversando in piccola o grande misura secondo le proprie possibilità.

Mi spiego: io non trovo differenza tra l’idraulico che anche per un piccolo intervento non rilascia fattura o il grande impresario che gioca sui costi e sui ricavi nascondendo in tutto o in parte le sue entrate al fisco.

Oggi i commercianti piangono miseria, ma sono sicuri di aver sempre agito nella legalità?

È vero, ora le tasse sui cespiti più disparati e assurdi sono diventate insostenibili, ma, in passato, in tempi di vacche grasse hanno sempre dichiarato l’intero ammontare dei loro guadagni? Ne sono proprio sicuri?

E tutti quegli insegnanti che occupavano le ore in ripetizioni dalle quali ricavavano lauti compensi “free of charge”?

E tutti quei lavori in nero dai quali non si detraevano non solo le imposte, ma anche i contributi inps per cui dovevano  e devono essere concesse pensioni sociali, di piccoli importi, è vero, ma le somme….

E tutti i falsi invalidi? Che non rubano solo soldi allo stato, ma sovente lavorano, in nero s’intende?

E i corrotti che gonfiano gli appalti ricavando utili per sé?

E la burocrazia che non solo ritarda le procedure, ma che spende inutilmente carta, personale e denari nella prassi consolidata?

E gli sprechi della politica? Le spese inutili, personali gabbate per spese di lavoro?

Ci vorrebbero in volumi di un intera enciclopedia per enumerarli tutti.

E non si potrà uscire da questa terribile impasse se non si inizierà, ma velocemente e da subito, a modificare questo modus vivendi che è di tutti, salvo rare eccezioni, dei politici e della società civile che civile non è!

Se prima di pensare a quello che devono fare gli altri pensassimo a quello che possiamo fare noi stessi, se prima di rivendicare diritti pensassimo a compiere i nostri doveri e dopo, solo dopo, a guardarci intorno ed esigere che anche gli altri si comportino allo stesso modo…

Dopo, solo dopo, potremmo puntare il dito accusatore ma, a questo punto, sarebbero pochi a dover essere messi in riga e tutti vivremmo decisamente meglio.

Se tutti facessero il proprio dovere, se…

Nonna Lì

 

1 COMMENT

  1. la colpa è dio noi tutti……………ma, se si potesse scaricare in toto qualsiasi fattura ,qualche problema andrebbe più a posto!!!!!!!!!!!!!!!!!

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