Ultima modifica 6 Maggio 2020

La cura del ghiro è uno di quei libri in grado di regalare forti emozioni.
La sinergia tra le parole e le immagini ti trasporta in un bosco.
Personalmente mi ricorda le lunghe passeggiate silenziose nelle valli dell’Alto Adige.
La descrizione di questo bosco è incantevole.
Immagini delicate di valli, fiumi, cespugli mossi da una leggera brezza.
Tutte tendenti al seppia, che, come nelle foto, conferisce all’immagine una naturale nostalgia e bellezza. Puoi sentire l’odore del muschio, delle foglie, della terra bagnata.
Il vento è come una carezza.
E i piccoli rumori sono parole che invitano a lasciarsi andare al ricordo.
E alla nostalgia.

La cura del ghiro

Ed è proprio la potenza del ricordo che viene celebrata qui.

Cosa sono i ricordi? Possono essere legati a tante cose.
Ad un profumo, ad un suono. Oppure a piccoli oggetti, che possono sembrare insignificanti. Ma che per chi li sta collezionando sono magici ed unici.
Piccoli frammenti di qualcosa o di qualcuno, che ha lasciato il segno nella nostra vita.
In questo bosco silenzioso, ammantato di tenera nostalgia, un ghiro è intento a cercare qualcosa. Raccoglie piccoli oggetti, pensieroso.
Un filo d’erba, un sasso scaldato dal sole, due mirtilli, una foglia di castagno appena caduta, una spiga ed una piuma di allodola. Oggetti che non appartengono a lei, alla sua amica allodola partita per un viaggio. Ma che riportano all’essenza di lei.

Oggetti che possono colmare la sua assenza.

Quell’assenza che il ghiro sente e continua a sentire anche nel lungo sonno dell’inverno. Riuscirà almeno a sognarla e a sentirla di nuovo vicina? Ma la cosa più importante è non dimenticarla. È proprio questo il senso dei ricordi.
Anche di quelli tristi. Danno senso alla nostra vita e a quello che siamo.
Il ricordo va cullato, curato, amato. Fino al momento in cui si possono sentire nuovamente le prime note di un canto tra i fiori di ciliegio.
E un nuovo incontro restituisce una sensazione di felicità.
La possibilità di prendersi cura di qualcun altro.
E che qualcun altro si prenda cura di noi.

I bambini sono rimasti incantati dalla delicatezza della storia.

L’ho letto nel loro momento di passaggio da una scuola all’altra. Quando si sente la mancanza dei vecchi amici e delle certezze che si avevano.
Abbiamo riflettuto sulla possibilità e necessità di ricordare. Sulla piacevolezza che il ricordo porta con sé. E sulla possibilità di fare nuovi incontri e trovare nuovi affetti.
Un albo che fa riflettere sull’importanza dell’amicizia. Sulla capacità di conservare il ricordo e di reinventarsi che la vita porta con sé.

La cura del ghiro
DETTAGLI TECNICI 
Autori: Antonella Capetti, Silvia Molteni
Editore: Edizioni Corsare
Prezzo: 18 euro
Pagine: 28
Consigliato dai 3/4 anni

Come sempre, compriamo nelle librerie indipendenti!

40 anni, sono nata e vivo a Roma nello storico e suggestivo quartiere della Garbatella. Insegnante, psicologa/psicoterapeuta, mamma di tre piccole pesti: Gabriele 6 anni, “l’ingegnere/scienziato della famiglia”, Gaia 4 anni, la “nostra lettrice e ballerina” e Zoe 2 anni, “il sindaco”, con una capacità più unica che rara di decidere cosa fare e gestire i fratelli.

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