La danza: un gioco che insegna!

Ultima modifica 8 Settembre 2015

Ormai da due anni sono entrata a contatto con il complesso mondo della danza. Un sogno che io non ho mai potuto realizzare personalmente, ma che ora vivo attraverso le mie due bambine di 6 e 3 anni. Una delle tante mamme che costringono i figli a fare ciò che non è stato loro possibile? Assolutamente no. La loro è stata una scelta libera anche perché, come sostiene il loro insegnante, “nella danza le bambine si selezionano da sole!” Cosa significa? Ma soprattutto come si fa a scegliere una buona scuola di danza?

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In Italia, contrariamente a quanto accade in altri paesi, chiunque può aprire una scuola di danza e soprattutto insegnare una disciplina così delicata come è la danza classica. Ciò penalizza insegnanti qualificati, genitori e allievi.

Io ho avuto la fortuna di incontrare Paolo Passeri, un grande ballerino dell’Opera di Roma, con un curriculum d’eccellenza nell’ambito della danza, dell’insegnamento e della cucina, ma anche un grande uomo.
Soprattutto in un paesino piccolo, come in quello in cui vivo io, ci si lascia trasportare dalla moda del momento, dal costo della scuola, dalle “amichette”. Senza pensare che quando scegliamo un insegnante per i nostri figli, gli affidiamo il loro corpo, ma anche la loro mente. La danza è una disciplina che insegna la vita. E’ un modo di essere e di costruire il proprio futuro. Proprio per questo motivo non può essere affidata all’approssimazione, ma al rigore. Soprattutto nell’insegnamento della propedeutica alle bambine di 4-5 anni esiste una linea sottile tra il gioco e la tecnica accademica, che permette alle piccoline di formare il proprio corpo in un ambiente giocoso e rilassato, che sviluppa la loro intuizione e creatività.

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Il rigore e la disciplina della danza sono anche di grande ausilio nella vita scolastica e di tutti i giorni, perché insegnano a gestire il tempo, lo spazio e ad impegnarsi per ottenere i migliori risultati in qualsiasi ambito.
Io ho ritrovato tutto questo nella scuola di danza Saltatrix Ballet e nel grande “maestro Paolo”.

Fabiola

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