La depressione Post Partum come riconoscerla e prevenirla

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Per gran parte delle donne la maternità risulta essere un’esperienza positiva e soddisfacente, ma in alcuni casi questa stessa esperienza può far emergere problematiche fino a quel momento nascoste o addirittura farle nascere per la prima volta.

Il parto é un evento molto stressante per la donna e con quest’ultimo anche il puerperio, il periodo che lo segue immediatamente, durante il quale gli organi della donna tornano al loro normale funzionamento pre gravidanza, periodo comunemente indicato in circa 40 gg.

post-parto

Per questo motivo sono stati individuati dalla comunità scientifica alcuni quadri clinici specifici del puerperio:

Il Baby/Maternity blues (o sindrome del terzo giorno) che ha un’incidenza altissima e si manifesta con un decorso transitorio e reversibile e tende a risolversi spontaneamente all’interno di una settimana/10gg.
Si tratta di un leggero stato depressivo caratterizzato da tendenza al pianto, affaticabilità, senso di spossatezza, difficoltà a pensare e a concentrarsi, irritabilità e insonnia

La Depressione Post-Partum, un vero e proprio disturbo sovrapponibile a quello della depressione maggiore

La Psicosi Puerperale, il più raro tra questi quadri, che insorge entro la prima settimana del puerperio perlopiù in modo acuto ed è caratterizzata da un importante stato confusionale con un’intensa componente ansiosa, disorientamento spazio-temporale, disturbi della percezione, vissuti di depersonalizzazione, intense e rapide oscillazioni dello stato di coscienza

La Depressione Post-Partum

Questa patologia colpisce il 10-15% delle donne durante il primo anno di vita del bambino. Può manifestarsi subito dopo il parto, con maggiore frequenza entro 4-6 mesi dopo il parto. In particolare i sintomi principali della depressione post partum sono:

-Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, accompagnato da sentimenti di tristezza o vuoto
-Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi, le attività
-Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno
-Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi

Inoltre la neo mamma prova sentimenti contrastanti nei confronti del bambino, che può essere visto come non al sicuro o in pericolo, e di se stessa, spesso con timori di non essere adeguata al ruolo di genitore o addirittura di essere pericolosa o dannosa.

Come riconoscerla?

Innanzitutto, questi sintomi causano un disagio clinicamente significativo o una compromissione del funzionamento della persona. Inoltre, i sintomi sono molto simili a quelli della normale depressione, tuttavia, bisogna prestare particolare attenzione poiché si intensificano gradualmente e all’inizio vengono attribuiti erroneamente alla gravosità dei compiti della neomamma, e quindi spesso non si riconosce che si tratta di una malattia psichica che va quindi opportunamente curata.

Come prevenirla?

Un’attenzione particolare al periodo della gravidanza e del puerperio dovrebbe essere riservata indipendentemente dalla presenza di condizioni psicopatologiche, in quanto la maternità risulta essere un’epoca di crisi e di cambiamento al quale spesso la donna fatica ad adattarsi.

Per i familiari e gli amici non essere giudicanti, essere disponibili all’ascolto e all’accoglienza della mamma è fondamentale.

É inoltre importante tenere d’occhio quello che sono i fattori di rischio principali come una storia personale di depressione, le difficoltà nel rapporto col partner o con i familiari, la mancanza di sostegno pratico ed emotivo, l’accumulo con altri eventi stressanti concomitanti e un disturbo depressivo durante la gravidanza.

Altri fattori probabili possono essere: complicanza ostetriche durante gravidanza e parto e le condizioni di salute del bambino alla nascita. Queste problematiche posso risultare un terreno fertile per la nascita di una patologia depressiva.

Come trattarla?

Se si notano più di uno dei sintomi descritti in modo persistente e senza alcun miglioramento nel tempo é necessario rivolgersi ad uno specialista, in particolare è bene consultare uno psichiatra o uno psicoterapeuta che sappia valutare quelli che sono i bisogni della donna.

Nei casi più gravi verrà prescritta una terapia farmacologica e un percorso di psicoterapia o di supporto psicologico che potrà supportare la mamma in un momento così delicato.

Un approccio integrato dove farmaco e psicoterapia lavorano insieme è il miglior intervento terapeutico che si possa strutturare con il quale si raggiunge il maggior successo di guarigione dai sintomi.

Dott.ssa Gaia Cavallotti 

Psicoterapeuta e mamma, mi occupo di adulti e di coppie, di problemi legati alla gravidanza e al post-partum, alla genitorialità, alla relazione di coppia e con i figli… insomma di quello che è la nostra vita quotidiana ne ho fatto un bellissimo lavoro!

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