La fecondazione eterologa: cosa cambia con i LEA

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Lo scorso 12 gennaio sono stati approvati dal Ministero della Sanità i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, o LEA, che includono anche la fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa prima e dopo i nuovi LEA

fecondazione

Il sito del Ministero della Salute recita:

I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket)

Da qualche anno, direi troppi per un paese appartenente al G8, si parla di questi Lea. E soprattutto della necessità di adeguarli alle nuove esigenze del nostro paese.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin il 12 di questo mese aveva felicemente tweettato l’approvazione definitiva dei nuovi Lea inclusi nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dpcim).

All’interno di queste prestazioni molte novità, tra cui anche quelle che riguardano la fecondazione eterologa.

E non volendo vivere di luce riflessa, mi sono messa a cercare di capire qualcosa su questi Lea. Andando direttamente alla fonte.

Leggendo cioè cosa sono i LEA direttamente dal sito del Ministero. Cercando cosa ci fosse di nuovo per la fecondazione eterologa.

Tra le novità maggiori ecco quelle che hanno suscitato più clamore:

  •  La possibilità di usufruire ambulatorialmente di trattamenti di adroterapia. Ovvero una forma di radioterapia per i tumori localizzati in sedi complicate a base di protoni o ioni di carbonio – adroni.
  •  L’ Appropriatezza clinica. L’obbligo cioè per il medico prescrittore di riportare in ricetta la diagnosi o il sospetto diagnostico.
  •  La fornitura gratuita di prodotti per celiaci, nefropatici, protesi e tecnologie informatiche e di comunicazione.
  •  L’ introduzione di un nuovo elenco per le malattie croniche. Tra cui oggi compaiono anche celiachia, sindrome di Down e altre non precedentemente incluse.
  •  La copertura di nuove vaccinazioni come meningo B e Rotarivirus, varicella, HPV nei maschi 11enni, IPV meningo tetravalente, Pneumococco e Zoster (anziani).
  •  L’ aggiornamento del protocollo per la tutela della gravidanza.

Fonte: Senato.it

E su questo ultimo punto, ovvero sulla tutela della gravidanza, che include anche la fecondazione eterologa,  mi vorrei soffermare.

la fecondazione eterologa

Il decreto infatti introduce, cito le testuali parole:

“La possibilità di garantire assistenza specialistica per donne in gravidanza e a tutela della maternità in funzione pre-concezionale, con inclusione della procreazione medicalmente assistita, anche eterologa, pur riservando all’area ospedaliera l’attività specifica di selezione dei donatori, prelievo, conservazione e distribuzione delle cellule.”

Ecco dunque che si apre uno spiraglio per tutte quelle coppie che desiderose di un figlio dovevano pensare a viaggi della speranza, spendendo un patrimonio per fronteggiare la fecondazione eterologa.

La fecondazione eterologa è una forma di procreazione medicalmente assistita (Pma) alla quale si ricorre in caso di uno dei due genitori sterili (o tutti e due).

Per far si che avvenga la gravidanza è dunque necessario usare un gamete, un ovulo o uno spermatozoo esterno alla coppia. Ci vuole un donatore.

In Italia la fecondazione eterologa era autorizzata fino al 2004. Fino a quando cioè la legge 40 l’ha vietata, considerandola una sorta di pratica di selezione artificiale.

Dopo 10 anni però la Corte Costituzionale si espresse a favore della fecondazione eterologa. E dichiarò anticostituzionale la legge 40.

Ma nel frattempo tanti bambini non erano nati. Tante coppie avevano intrapreso lunghe e noiose procedure di fecondazione eterologa all’estero. Con un esborso economico e psicologico non indifferente.

la fecondazione eterologa

Adesso invece sembrerebbe che la fecondazione eterologa non solo sia sancita dalla legge, ma che rientri anche a far parte di quei Livelli Essenziali di Assistenza.

Per cui le coppie che ne vorranno (dovranno) far uso, potranno accedervi con l’intervento del Servizio Sanitario Nazionale, in modo gratuito o pagando un ticket.

Non cantiamo vittoria però. Perché nonostante il tweet della Lorenzin, ormai abituata a far figure del piffero, la legge non è ancora in vigore.

la fecondazione eterologa

Sebbene infatti da più giorni tutti i tg nazionali sfoderino questo baluardo del buon governo, pochi sanno e dicono che le cose stanno un tantino diversamente.

Sempre il sito del Senato, nella presentazione dei Lea recita:

L’articolo 64 demanda a successivi appositi Accordi sanciti dalla Conferenza Stato-regioni, su proposta del Ministro della salute, la definizione di criteri uniformi per l’individuazione di limiti e modalità di erogazione delle prestazioni che il decreto in esame demanda alle regioni e alle province autonome. Si rileva il carattere di genericità del comma 1, che, fra l’altro, non fissa alcun termine temporale per la stipula degli accordi

Ci avete capito qualcosa?

Volendolo semplificare,  l’articolo dice che se non prima le regioni recepiscono la legge, ancora la fecondazione eterologa e tutte le altre novità introdotte dall’aggiornamento dei Lea sono solo parole, fumo, sogni.

Si, perché, e lo dice anche il Sole24ore, oltre al visto della Corte Dei Conti e alla pubblicazione sulla Gazzetta, per essere in vigore, i Lea dovranno anche passare al vaglio delle regioni.

E non è detto che tutte le regioni si adegueranno.

E dunque queste novità? Questi nuovi LEA? E la fecondazione eterologa?
Lo scopriremo solo vivendo, cantava un tizio…

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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