Come la forchetta per il brodo

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E’ un ottima idea! non ci avevo mai pensato ad usare la forchetta per “mangiare il brodo”!

Come del resto non ho mai pensato a coprire mia figlia se fa freddo, a non svestirla se è sudata, a farla bere se ha sete, aprire l’ombrello quando piove o l’ombrellone sotto il sole a 30 gradi; non farle mangiare i taralli quando ha 3 mesi, e non mangiare le cozze in gravidanza, e a tutte quelle cose più o meno ovvie (molto più che meno) che anche l’unico neurone ancora superstite nel cervello di una squilibrata suggerirebbe all’orecchio di una mamma smidollata!

gravidanza

Nell’istante in cui il tuo viso lascia trasparire qualche novità, e la pancia inizia a farsi strada per impedire che l’asola raggiunga il bottone di quel bel pantalone comprato qualche mese prima, iniziano a piovere consigli! E non c’è ombrello (o ombrellone da spiaggia) che tenga!

Va bene, sono incinta. Va bene, sono in attesa… ma non necessariamente in attesa di consigli!

Mi raccomando signora stia a riposo” (che tra l’altro non farebbe sempre piacere?) è un ottimo suggerimento, in effetti. Si, ma se a dirlo è il tuo medico. Ma quando è il saluto del fornaio sotto casa, be’ ne vogliamo parlare?

Lo so che in gravidanza banane e kiwi fanno bene. Ma mi chiedo: il fruttivendolo è un nutrizionista mancato che spera di sfondare in tv con la nuova dieta del Kiwi, o semplicemente ha pensato che avessi “esagerato con il cocomero”?

Che tu abbia ancora un bel pancione o porti già a spasso il pargoletto, non importa: se i tuoi occhi incrociano lo sguardo di un “consigliere” non hai scampo.

C’è chi c’è passato prima di te (e via con la sfilza di mamme, nonne, zie e parenti tutti); c’è chi ha la pancia come te (che per il solo fatto di essere di qualche settimana “avanti”, si sente autorizzata a consigliarti pure che mutande usare); ci sono le maestrine del “sotuttoio” (che sanno tutto a prescindere. E questa è la peggior specie di “consigliere”); e c’è addirittura qualche maschietto dolcissimo che pensa di darti suggerimenti di vario tipo. Tutti consigli gratuiti, che tradotto vuol dire: io non te l’ho chiesto e neanche lo volevo sapere, ma grazie lo stesso!

Sia chiaro: non sono sempre consigli inutili, inappropriati o suggerimenti indiscreti, e a darli non è sempre il fornaio-medico, il fruttivendolo-nutrizionista o la vicina di casa super tata. (Del resto anche noi, alcune volte, ci siamo scoperte soddisfatte per aver suggerito la cosa giusta all’amica “panciona”). E poi, diciamo la verità, spesso siamo proprio noi, con la classica espressione di paura mista a sgomento-dubbio-perplessità-panico, a far trasparire la necessità di un consiglio.

Io devo ringraziare la mia mamma (qualche suggerimento inutile me lo hai dato pure tu mamma, ma senza i tuoi consigli non ce l’avrei fatta!), la nonna, zie e parenti tutte che, ognuna a suo modo, mi hanno sempre dato indicazioni (più o meno utili, e alcune volte decisamente ovvie.), ma che comunque lo hanno sempre fatto nell’interesse mio, della mia pancia prima e della mia bimba poi. Devo ringraziare anche alcune amiche senza le quali non avrei scoperto modi infallibili per eliminare le macchie di cioccolato, negozietti che svendevano super mini-abitini da urlo, trucchi e trucchetti vari per facilitare la vita da mamma. Ma, mi chiedo: dovrei mandare una lettera di ringraziamenti pure alla commessa che mi ha suggerito una serie di cose inutili da comprare per il post-parto (che non ha mai partorito, ma che è convinta di aver acquisito di diritto una laurea in ginecologia applicata per il fatto di lavorare al reparto puericultura) o alla nonmamma che alla prima lacrima di mia figlia mi consigliava: “dovresti farla mangiare, sicuramente ha fame!”?

Sentirsi di continuo: “coprila che si ammala!” ,“falle mangiare più frutta che fa bene!” “non la tenere nel letto con te che poi si abitua”, e via così, alla lunga, ti fa pensare solo una cosa: VA BENE! Accettiamo pure il suggerimento e proviamo la forchetta per il brodo! Ma certa gente: “na forchettata de fatti suoi, no?”

Leida Leg

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