La Luna di Siena

Ultima modifica 21 Maggio 2018

Nel dare il nome alla mia attività, ho scelto di abbinare il mio nome alla parola Luna, perché quando è piena mi ricorda i pancioni, oltre ad essere la parte femminile del cosmo.. e vendendo articoli per la gravidanza e la prima infanzia, mi sembrava un’analogia PERFETTA!

siena

Mi chiamo Linda Camelia e ho 39 anni. Dopo una serie di esperienze negative e problemi di salute, 4 anni fa ho deciso di aprire questo negozio anche se ero assolutamente a digiuno su questa categoria, ma soprattutto convinta che non avrei mai voluto un figlio. Figuratevi che ho aperto l’attività senza neanche sapere che i bambini usassero il ciuccio! Negli ultimi 3 anni, invece, a contatto quotidiano con cocomeri e pancini si è fatto largo spazio il mio istinto materno. Dopo una lunga serie di eventi NON CASUALI, eccomi qui: innamorata di Roberto e in attesa di Duccio…

Abito in una città prevalentemente medioevale, sia nella forma che nel contenuto, ancora circondata da bellissime mura e con scorci di panorami, stradine e tramonti, inimitabili; quello visto dalla Fortezza Medicea, per esempio, è uno dei miei preferiti, perché il sole, soprattutto quello vermiglio dei mesi autunnali, scende sfiorando tetti e facciate, come una pennellata.

Ho abitato a Siena centro, per la precisione a 300mt dalla meravigliosa Piazza del campo, fino a 21anni, poi sono emigrata nel Chianti per lavorare con mio padre. Dopo dieci anni di vita agreste, ho sentito la nostalgia delle mie stradine e di tutto il contorno che Siena offre, prevalentemente nei mesi estivi, e sono tornata.

Ma le cose erano nettamente cambiate... Il centro chiuso al traffico aveva trasformato le vecchie botteghe dove mi servivo da bambina in fondi sfitti e tristemente trasandati, l’alimentari sotto casa aveva chiuso per l’apertura adiacente di un supermercato, parcheggi a PAGAMENTO, a destra e a manca,affitti improponibili, scale mobili per ovviare alla chiusura del traffico e convogliare l’afflusso alla periferia, tanto cemento che continua ad invadere la città e la sua periferia.

Insomma, Siena non è più la stessa. Si è adeguata alla globalizzazione in maniera troppo rapida, e i senesi sono stati sfrattati dal centro senza possibilità di scelta, da questo è emerso ancora di più, il monopolio che certe famiglie senesi, esercitano sulla città da generazioni.

Che dire? I senesi sono caldi e accoglienti, ma anche ciabattoni e maldicenti. Hanno una grande passione nel cuore, che però non sanno trasmettere a chi viene da fuori, risultando così chiusi e un po’ “razzisti”. Siena è una città dove il nuovo fa fatica ad emergere, ma soprattutto a permanere. A Siena si fanno le cose che fanno tutti, le correnti alternative non trovano terreno fertile, e non ci sono spazi per i giovani, a parte gli ambienti delle contrade, quasi esclusivamente frequentati da senesi contradaioli… A Siena si sta bene, ma 15 anni fa si stava troppo meglio 🙂

Parlando della categoria future e neo mamme, il primo disagio in assoluto per una panzona è quello di rimanere incastrata tra lo sportello di una macchina e l’altro: perché ancora nessuna amministrazione comunale ha pensato di riservare dei parcheggi rosa, né tantomeno di fornire mezzi di trasporto alternativi alla macchina(questo a mio avviso, accade anche perché ci sono ancora TROPPE POCHE PRESENZE FEMMINILI NELLE AMMINISTRAZIONI).

Il secondo, per quanto mi riguarda personalmente, ma anche come portavoce delle mamme che vengono in negozio, è quello di sentirsi spesso nella condizione di : “Donna incinta= donna malata”. C’è una medicalizzazione fuori dal normale e spesso secondo me superflua, atta solo a fare cassa, se proprio devo dirla tutta…. anche se sono convinta, che sia una condizione estendibile a tutte le civiltà industrializzate.

Inoltre, sempre per sentito dire, mancano argomenti realmente utili nei pochi corsi gratuiti che la USL organizza. Mi è stato riferito da più mamme, che al sesto mese di gravidanza si parla di dentizione e di dentisti, ultimamente anche di come installare i seggiolini da auto.

Si usano un linguaggio troppo tecnico e medico; alcune madri ne escono spaventate.

Gli asili sono costosi, e non soddisfano la reale richiesta, inoltre non ci sono spazi dove le mamme si possono incontrare e aiutare reciprocamente, manca una figura tipo “tata di quartiere”.

Sono molte, troppe, le cose che non vanno, ed è per questo che ho deciso di scrivere una lettera al Sindaco di Siena. Potete leggerla qui:

E questa è la sua risposta.

Linda Camelia

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