La musica al tempo di YouTube

Ultima modifica 20 Giugno 2019

Intorno agli anni ’40, Adorno, un musicologo e filosofo tedesco, affermava che con l’avvento del vinile e della radio la musica aveva perso molto del suo valore.

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Non era più un’arte di cui si poteva godere solo dal vivo, dunque aveva perso anche il suo carattere sociale.

L’ascolto ormai era diventato un’attivitá solitaria: ognuno nella sua stanza con la radio o il grammofono acceso e non più un pubblico sotto un palco di un cantante o di un orchestra che si esibivano.

Questo poteva essere considerato anche un vantaggio, dato che significava che la musica entrava finalmente nelle case di tutti e non solo di chi poteva permettersi il biglietto per un concerto.

Ma Adorno non la pensava proprio cosi…

Secondo lui, nonostante in quel periodo si ascoltasse molta piú musica che in passato, erano in pochi coloro che la ascoltavano realmente.

Proprio la sua maggiore disponibilitá la rendeva qualcosa di poco valore, a cui non veniva riservata la giusta attenzione.

Non era più un evento raro, ma qualcosa di cui si poteva usufruire ovunque, in qualsiasi momento, anche mentre si svolgevano altre attivitá.

Mentre la prof. all’università spiegava queste cose, io mi chiedevo cosa avrebbe pensato oggi Adorno se fosse stato ancora vivo…

Di sicuro avrebbe odiato a morte youtube, e tutti i programmi che esistono per scaricare musica.

Avrebbe pensato che ai nostri giorni la musica non ha alcun valore, peggio che ai suoi tempi.

“Potete ascoltare davvero di tutto, e davvero ovunque, ma l’ascoltate davvero?” ci avrebbe chiesto.

Un po’ come mia madre quando mi vede con le cuffie nelle orecchie e mi dice “Ai tempi miei dovevo pregare la nonna a comprare i dischi del mio cantante preferito per ascoltare qualcosa, oggi invece non fanno in tempo a scrivere una canzone che giá la tenete sul cellulare!”.

Anche secondo lei, come Adorno, questa troppa disponibilitá di musica le ha fatto perdere qualcosa.

Eppure sono sicura che ai suoi tempi se un ” Adorno di turno” l’avesse vista comprare un vinile le avrebbe detto le stesse cose che lei dice oggi a me.

Questo perché ogni volta che arriva qualcosa di nuovo si é portati a pensare che distruggerá tutto ciò che c’era prima.

Ma la veritá é che “nulla si distrugge” ma “tutto si trasforma”.

Il modo di ascoltare e concepire la musica non è peggiorato o migliorato ma è solo Cambiato.

Anche quando nacque la televisione si temeva che avrebbe sostituito completamente il cinema, ma questo non avvenne.

E anche oggi, con tutti i migliaia di film che si possono vedere in streaming, la gente continua ad andare al cinema.

Con tutti i video musicali che si possono trovare su YouTube, la gente continua ad andare ai concerti.

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Dunque il nuovo, non sempre, sostituisce il vecchio, ma lo integra.

Adorno, allora non aveva motivo di temere che il vinile e la radio avrebbero sostituito completamente la “musica live”.

Ma forse da altri punti di vista non aveva tutti i torti…

Capita spesso che quando sentiamo una canzone di cui non sappiamo il nome – in un supermercato, in un bar, dallo stereo di una macchina… – e che ci sembra la canzone più bella che abbiamo mai sentito, appena scopriamo come si chiama e la scarichiamo perde tutto il fascino che aveva prima.

Il fatto di saperla lì, tra la lista dei brani sul cellulare, il fatto di poterla sentire in qualsiasi momento le toglie un po’ del suo valore.

Allora ho pensato che la prossima volta che mi innamoro di una canzone – passando per un supermercato, un bar, da uno stereo di una macchina… – non me la scarico.

Così, tanto per provare.
Per capire se Adorno e mia madre hanno ragione o no.

Miriam Santimone

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