La nuova dimensione della cicala e della formica

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Ultima modifica 6 Novembre 2015


Avete presente la storia della cicala e della formica? La cicalina, allegra e spensierata che si gode il sole, cazzeggia (se si può dire) e canta, canta, canta. E l’ impegnatissima formichina, che, sudata e stanca, lavora, lavora, lavora e non si ferma mai, perchè deve prepararsi per l’inverno? Vuole essere pronta ed avere una casetta accogliente per i giorni più freddi e difficili dell’anno.

Mi chiedo se farebbero le stesse cose ai giorni nostri, perchè sapete, le cose cambiano, i tempi sono diversi. La formichina aveva il suo bel perchè a faticare. Sapeva che lavorare e risparmiare le avrebbero assicurato un futuro sereno e tranquillo. Cibo e una casa. Un po’ come hanno fatto i nostri nonni.
Tante formichine con qualche certezza.
Anche ai loro tempi esistevano molte cicale, le più fortunate avevano le spalle coperte da famiglie ricche e benestanti, le altre hanno poi pagato a loro spese. Ma si sa, ognuno è artefice del proprio destino.

Ma adesso? Diamo un occhio alla situazione attuale: io vedo sempre le solite cicale che se la cantano, tanto sono sistemate per generazioni. Poi ci sono le cicale che hanno trovato il modo di far credere a tutti che si stanno spezzando la schiena nel nome del benessere di ognuno di noi.
Solitamente queste cicale si sacrificano, emigrano verso la capitale, e lì pensano, si attivano, ma la musica è sempre la stessa.
E le formiche? Non sono contente. Sono sempre più numerose. Lavorano tantissimo ma non riescono a preparare le scorte per l’inverno, spesso non sono in grado nemmeno di preparare una casa per il periodo freddo, perchè una casa non ce l’hanno.

Le formiche di oggi stanno perdendo l’entusiasmo, sono tristi, preoccupate per il loro futuro. Lavorano sempre tanto, ma non riescono a farlo per loro. La maggior parte del raccolto non lo possono tenere, e si deprimono.
Le formichine di oggi si stanno trasformando. Sono arrabbiate, a volte furiose. Hanno paura e guardano con i loro occhietti tristi le cicale, che sempre più grasse e boriose, cantano serene e per nulla preoccupate.

Ma le formiche stanno pensando, perchè pensare e usare la testa rimane l’unica salvezza.
E in attesa di conoscere il lieto fine, perchè voglio pensare che così sia, sapete che fanno? CANTANO! Si stanno organizzando diversamente. Non so ancora di preciso che canto sia. Ma hanno deciso di fare della musica, una nuova musica :-). Sono formicicale, nuova specie!

E mi auguro che tutte stiano cantando con forza e dignità, piene di speranza.

Lorenza Tondini

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