La placenta: il “ristorante” e non solo del nostro bambino

Ultima modifica 24 Agosto 2020

La placenta è un organo fondamentale per la vita in utero del bambino.

Nonostante la sua importanza, sono poco conosciute le sue  funzioni e le caratteristiche anatomiche.

placenta

Spesso infatti si pensa che la placenta sia l’organo deputato a contenere il bambino durante la gestazione; in realtà questo compito spetta alle membrane amniotiche che si generano da questa.

Lo sviluppo placentare ha inizio nel momento dell’impianto dell’embrione, ma raggiunge la sua piena funzionalità verso la 12^-13^ settimana.

Composta da una parte materna, che deriva dalla trasformazione dello strato interno dell’utero, e da una parte fetale, la placenta si presenta come un organo abbastanza compatto. Ha la forma ovoidale, del diametro di circa 15-20 cm, e sostiene lo sviluppo del feto durante la gestazione, permettendo gli scambi metabolici e nutrizionali tra la madre e il bambino.
Questo avviene grazie a un sofisticato sistema di filtrazione del sangue materno che favorisce il passaggio delle sostanze ma impedisce il contatto diretto tra sangue materno e sangue fetale.

Grazie a questo organo però, il feto non riceve solo sostanze nutritive e ossigeno, ma anche anticorpi e ormoni materni che contribuiscono al  suo sviluppo.

Un’altra importante funzione placentare è quella di produzione di numerosi ormoni, tra cui la hCG (Gonadrotopina Corionica umana) utilizzata nei test di gravidanza e, a partire dalla 10^ settimana di gestazione, il progesterone.

Purtroppo però, attraverso il filtro placentare passano anche sostanze nocive per il feto.

Le sostanze che che derivano da alcool, fumo e certi farmaci, oltre ad alcuni agenti patogeni che possono alterare il corretto sviluppo del bambino.

Infine lo scambio di sostanze tra madre e bambino attraverso la placenta è consentito dalla presenza del cordone ombelicale (o funicolo).

Questa struttura è composta da tre vasi (2 arterie che trasportano il sangue non ossigenato dal feto alla madre e una vena che trasporta il sangue ossigenato nel senso opposto) che hanno un decorso a spirale. Sono circondati da una sostanza gelatinosa (la gelatina di Wharton) che ha sia la funzione di protezione dei vasi stessi che quella di favorire gli scambi tra sangue fetale e liquido amniotico.

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