Ultima modifica 23 Maggio 2016


Ma quante informazioni girano a scuola? Se ci pensate sono tantissime e variano dai dati più “sensibili” come la cittadinanza, le condizioni familiari e sociali dei bambini,le loro foto nei momenti della giornata, fino a quelle più burocratiche come l’indirizzo o il numero di telefono. Le informazioni sono tantissime ma una tutela c’è. Nel 2012 il Garante per la Protezione dei Dati Personali e della Privacy ha pubblicato un vademecum per ricordare ad insegnanti, genitori ed operatori scolastici come è giusto operare per prevenire, tutelare i bambini e conoscere i loro diritti e le proprie responsabilità.

I temi toccati sono molti e tutti interessanti, ne darò una panoramica veloce soffermandomi su alcuni che a mio modo di vedere sono i principali.

I temi personali: Finalmente viene chiarito che dare temi ai bambini dai titoli personali come “Descrivi la tua famiglia” non è lesivo della privacy ma sta nella sensibilità e nella discrezione dell’insegnante decidere se leggerli a voce alta o meno. Personalmente sono d’accordissimo,non credo infatti che far finta che certe situazioni non esistano sia la soluzione al problema. La nostra società è sempre più variegata e il concetto di famiglia oramai ha dei contorni sempre meno netti e comprende tante realtà ma spesso e volentieri per il bambino sereno questo non è un problema. Faccio un esempio: i bambini bassi si accorgono e si vergognano solo quando qualche altro coetaneo li prende in giro. Prima di quel momento l’altezza per loro non era un problema. Gli occhi dei bambini sono diversi dagli occhi degli adulti ecco perché se il bambino vive serenamente o con un equilibrio abbastanza stabile la sua situazione non è un male fargli esprimere le proprie emozioni e la propria realtà in un componimento personale. L’adulto,però, proprio perché conosce i bambini, deve intervenire evitando di leggere ai compagni un componimento che può essere usata come “arma” per portare in giro il bambino che si esprime.

Recite e gite scolastiche: Altro tema annoso. Cellulari, fotocamere e tablet ora permettono di riprendere qualsiasi momento della vita scolastica del bambini con foto che molto spesso non sono viste neanche dai loro genitori. Riprendere o fare foto ai bambini non lede la loro privacy salvo che il loro uso rimanga personale o all’interno dell’ambito familiare, scolastico o amicale. Nel caso si volessero pubblicare o diffondere in Rete o nei social network è richiesto un’espressa dichiarazione di consenso dai parte dei genitori che in genere è richiesta all’inizio dell’anno scolastico dai Dirigenti.

Telecamere a scuola: Ne ho parlato anche in un post precedente e ne parla anche il Garante in questo documento. Esse possono essere installate ma la loro presenza deve essere segnalata da appositi cartelli e devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti. Le immagini registrate devono essere cancellate dopo 24 ore.

Registro e pagella elettronica: La settimana scorsa abbiamo affrontato proprio questo argomento. In attesa dei provvedimenti che renderanno effettivo il decreto il Garante auspica di mettere in atto tutte le misure necessarie per la protezione dei dati personali degli alunni durante le iscrizioni on line e le procedure di valutazione tramite registro e pagella elettronica.

 

Arianna Simonetti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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