La ricetta per salvare l’Italia

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Da anni mi aspetto che qualche politico proponga come ricetta per salvare l’Italia l’accorciamento delle ferie degli insegnanti a 30 giorni…ed eccola, è arrivata! L’ultima sparata di Monti per risolvere la crisi economica italiana è quella di andare a scuola 11 mesi l’anno e di concedere agli insegnanti, come a tutte le categorie dei lavoratori, 30 giorni di ferie. La proposta è chiaramente spiegata ed edulcorata non come “un aggravamento del lavoro degli insegnanti ma come un sostegno alle famiglie che lavorano e non sanno a chi affidare i figli durante il periodo estivo”.

Premetto che da quando sono un’insegnante (e sono già quasi dieci anni) mi sento dire, da chi non è della categoria,sempre le solite cose e cioè che sono fortunata ad avere “3 mesi di ferie” (che per gli insegnanti di scuola primaria sono due,mentre sono effettivamente quasi 40 giorni per i professori della scuola secondaria impegnati con scrutini ed esami di maturità).I più azzardati sono ancora convinti che una maestra neanche se lo guadagna lo stipendio ma io adoro il mio lavoro e sorvolo, ridendo della loro pochezza. Non vi tedio sulle questioni sindacali della categoria perché,seppure importanti,ora mi metto dalla parte dei bambini a spiegare il perché questa proposta, almeno per come è formulata, è assolutamente priva di fondamento logico.

Per chi è un’insegnante o a figli a scuola (di ogni ordine e grado) sa in che condizioni sono le scuole statali italiane: ogni anno il Fondo d’Istituto (il finanziamento che viene erogato alle scuola dal governo) è sempre più ridotto all’osso. Le scuole,inoltre,nella maggior parte, sono istituti fatiscenti di almeno trent’anni,i muri fatiscenti e le aule piccole. Nella mia scuola a maggio le aule diventano forni ed i bambini sono cotti,impossibile pensare di andare avanti con il programma. Senza parlare delle dotazioni tecnologiche e sportive: i computer sono fatiscenti e c’è una palestra nemmeno a norma. La sicurezza, poi, lascia a desiderare: i ladri sono già entrati tre volte portandoci via alcuni stereo da 40 euro ed un lettore dvd. La mia tessere delle fotocopie deve durarmi fino a novembre, se sforo…pago io!Eppure io insegno in una scuola del Centro Italia, in una regione lavoratrice piuttosto benestante. Non oso immaginare ciò che accade nelle scuole più disagiate. 

Questo comunque non è il problema principale, perché, nonostante questo, le scuole potrebbero lo stesso funzionare d’estate. In fondo ci sono molti centri estivi che sono aperti che funzionano in maniera semplice, senza neanche troppe dotazioni. Il problema, a mio modo di vedere, è che spesso, troppo spesso, la scuola viene vista come un parcheggio e gli insegnanti come assistenti o animatori.

In prima battuta il bambino che ha lavorato tutto l’anno ha bisogno di riposo, ha diritto di riposare e rilassarsi. Anche le attività sportive ed extrascolastiche si interrompono a giugno e vi assicuro che i bimbi di oggi sono estremamente impegnati. I loro piccoli cervelli accumulano, specie nelle prime classi della scuola primaria, una quantità enorme di informazioni. Non si può pensare di continuare il programma anche durante l’estate. E’ davvero pazzesco. Sarei favorevole solo a corsi di recupero o di potenziamento della lingua italiana prima dell’inizio della scuola, quello sì che sarebbe davvero utile per i bambini.

In seconda battuta gli insegnanti. Ma perché si vede sempre il vantaggio delle lunghe ferie estive e non il lavoro che si fa durante l’anno? Perché dobbiamo lottare per dimostrare che lo stipendio (non certo equiparato ai nostri colleghi europei…) viene guadagnato? I programmi differenziati per i bambini DSA a cui viene richiesto un Piano Didattico Differenziato e strumenti compensativi e dispensativi, per i bambini extracomunitari che vengono letteralmente buttati in classe senza sapere una parola di italiano, per i bambini che necessitano il sostegno e che, per i tagli, possono usufruire solo di 6 ore su 27… queste sono solo alcune delle problematiche su cui vorrei far riflettere i nostri governanti.

Cambiare la mentalità, ecco la ricetta: investire sulla formazione significa investire sui bambini e sui giovani che faranno l’Italia di domani. Una scuola parcheggio e una classe insegnante equiparata ad una squadra di animatori da villaggio turistico di certo,non aiuta così come la scuola vista esclusivamente come un luogo da cui recuperare soldi.

Arianna Simonetti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

6 COMMENTI

  1. Ora vi racconto una storia: tempo fa un conoscente che era andato per lavoro a Roma mi ha detto di aver assistito a una scenetta particolare. Era al caffè Giolitti, in centro, quando è arrivata un’auto blu, con lampeggiante e vetri scuri. Tutti si sono girati per capire chi ci fosse e voilà, ecco scendere un bimbetto con zaino che ha fatto colazione e poi è ripartito con la macchina, probabilmente per andare a scuola.
    Il problema, e arrivo al dunque, è che i figli dei nostri governanti non frequentano le nostre scuole fatiscenti, per esempio quella del mio piccolo paese, dove noi mamme facciamo la colletta per comprare tutto ciò che può servire alla classe (fotocopie comprese). E se anche le frequentassero, i nostri governanti non potrebbero sapere in che stato versano le scuole, giacché ad accompagnarli ci pensa l’autista con auto blu pagato da noi.

    • Cara Mary,è vero,purtroppo la realtà delle scuole private è tutt’altra cosa rispetto alla scuola pubblica e i nostri governanti hanno un’idea poco chiara di ciò che succede negli istituti italiani. Purtroppo da anni è incominciato un vero e proprio attacco alle scuole pubbliche e dal 2008 è iniziato un vero e proprio declino e tutto questo a discapito dell’istruzione dei nostri figli.Non contesto le scuole private dove lavorano bravissimi insegnanti, ma non tutti possono permettersela e non mi sembra giusto, soprattutto per l’epoca di crisi che stiamo vivendo,rimarcare questa differenza fra un’istruzione di serie A e di serie B…Un caro saluto

  2. Da mamma, e non da insegnante, Sono d’accordissimo con l’articolo scritto da una docente, tutto vero e logico…però ad esempio la scuola di mia figlia, finisce il 5 giugno Max, per hè le insegnanti facendo il passaparola che ci sono pochi bambini, fanno in modo che il genitore non lavoratore, si tiene a casa il figlio…non incitano a portare i bimbi a scuola…e questo secondo me è sbagliato, è vero fà caldo, a giugno…ma si potrebbe organizzare attività didattiche estive, come faceva la mia prof.di italiano, appena arrivava l’estate, ci portava in giardino al fresco, e ci leggeva racconti scorrevoli e spensierati…avvolte ci faceva anche lezione in spiaggia…venendo da una città e quartiere difficile, lei cercava di alleggerire le lezioni e di renderle piacevoli per tutti… Questo è per dire, che non tutte le insegnanti sono contente di svolgere il proprio lavoro con passione e amore…spesso e dico spesso, e parlo da ex studente, spesso oziano senza preoccuparsi dell’istruzione dei loro allievi…tanto a loro che importa…nella mia vita da scolara e da mamma, ho conosciuto pochi insegnanti contenti di svolgere i loro lavoro… Nei mesi estivi a me farebbe piacere impegnare la mia bimba in attività extra scolastiche,come il campo scuola,laboratori vari”tipo la ceramica” perchè la mia bimba è figlia unica, e adora la scuola perchè ci trova altri bimbi…anche se l’estate la passiamo a divertirci, tra mare,passeggiate ect. Lei ogni volta mi dice che le manca la scuola e i suoi amichetti… secondo me la scuola dovrebbe finire il 30 giugno e cominciare il primo settembre”settembre e giugno”dovrebbe essere dedicato ad attività ricreative…due mesi di ferie sono più che sufficienti…credo che ogni genitore è disposto a pagare per il benessere del figlio…e come sosteniamo le spese “fotocopie,carta igienica,materiale didattico”,perchè lo stato non passa nulla, credo che versare quote per queste attività, non sarebbe un grosso problema per noi genitori…

    • Cara Rossella, concordo con te per quel che riguarda la scuola dell’infanzia: anche io ho una bambina di 4 anni che, volente o nolente, mi tocca far stare a casa dopo il termine delle lezioni alla scuola primaria perché poi non c’è più nessun bimbo,specialmente nel pomeriggio. Nel mio caso non sono tanto le insegnanti (o forse solo in parte) o la scuola calda ma il fatto che molti piccoli guardano ai loro fratelli più grandi che sono già in vacanza e non vogliono andare a scuola. Poi la voce tra i genitori si diffonde e…insomma, anche da me succede questo ed è un problema anche per me che (udite udite!):-) lavoro fino al 30 giugno e sono piena di riunioni di programmazione. Ciò che contesto io è il fatto che molto spesso la scuola viene presa come un luogo in cui lasciare i figli perché si lavora e non è possibile pagare la baby sitter o usufruire dell’aiuto dei nonni. La scuola è un luogo educativo (soprattutto), di apprendimento e in parte anche ricreativo (e sportivo, perché no?). Per fare sport o altre attività ci sono dei centri molto più specializzati di un insegnante che ha sicuramente un altro tipo di formazione. Penso inoltre che dopo un lasso di tempo (lungo come un anno scolastico di 9 mesi) il cervello di un bambino proprio non ce la fa più. Ridendo dico sempre ai miei alunni che la scuola finisce a gennaio. E’ chiaro che così non è ma il grosso si fa davvero da settembre a dicembre, il resto è in discesa e a maggio sono davvero cotti (parlo della scuola primaria ma anche all’infanzia credo sia lo stesso)…

  3. …(scusami ma ho spezzato il commento in due per evitare di essere troppo prolissa). Credimi, anche io ad agosto ho una gran fretta di tornare a lavorare e anche io sarei propensa a far iniziare la scuola i primi giorni di settembre,magari con qualche corso approndito di recupero anche per la lingua italiana per gli alunni extracomunitari, ma lezioni a luglio o giugno proprio no ed impiegare un insegnante in giochi vari o attività manuali mi sembra un pò dequalificante anche perché abbiamo una preparazione ed un ruolo diverso. I Comuni dovrebbero utilizzare i fondi per organizzare attività sportive,portare i bambini al mare (le vecchie “colonie”), questo sarebbe un bel modo di utilizzare i fondi pubblici e sarebbe un grosso servizio soprattutto per chi lavora.Mi parli di finanziare corsi da parte dei genitori, su questo sono d’accordissimo ma purtroppo ci sono alcuni genitori che sono sempre restii…quest’anno abbiamo dovuto rinunciare ad un corso di potenziamento di inglese e di musica (10 euro a bambino) perché non abbiamo avuto le adesioni necessarie.Secondo me rivalutare la figura dell’insegnante,,anche attraverso i media (basta sentire che si è fannullone solo perché statale o la storiella del doppio lavoro…ma chi le paga più le ripetizioni?!!!) per cambiare l’opinione pubblica e far ritornare un pò di fiducia nell’istituzione scuola,soprattutto per motivare chi ci crede ancora e fermamente.Scusa lo sfogo,grazie del tuo intervento.Un caro saluto

  4. brava arianna……..condivido, anche se sei stata ancora troppo leggera, e ti faccio presente che anche i bambini della scuola dell’infanzia a giugno, perchè a noi la scuola termina il 30 giugno, sono cotti, in tutti i sensi!! Insisto,invece, anche a costo di diventare noiosa, sul fatto che l’organizzazione familiare non è un problema di competenza della scuola, anche io sono una lavoratrice ed una mamma e mi arrabatto tutti i giorni per organizzare i tempi della mia famiglia , cercando di non ritardare mai nell’andare a prendere i bambini a scuola, cosa che trovo di un’enorme mancanza di educazione e rispetto del tempo altrui, senza considerare quanti disguidi si potrebbero creare alla persona che si trova ad aspettare e che di conseguenza farebbe tardi sulle spalle degli altri………….comunque la scuola, mi hanno fatto notare, la fanno le insegnanti, e su questo mi trovo molto d’accordo, però, c’è sempre un però, la fanno anche le strutture, per quanto riguarda la funzionalità, la fanno i genitori, per quanto riguarda l’utenza, la fanno i soldi, xchè senza di quelli non avremmo il materiale necessario per fare scuola ( considerate che nn è una barzelletta il fatto che delle volte manca addirittura la cartaigienica!!!!) e determinate attività non si potrebbero portare avanti, ma, prima su tutto , la fanno i bambini, fruitori eccellenti di un sistema scolastico per niente adeguato alle loro necessità………quindi se vogliamo parlare di campagna elettorale informiamoci prima di tutto su che cosa si vuol fare della scuola e non su come ci organizzeranno le giornate
    familiari!!!!!!!!!

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