La scuola dei Cucù

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Ultima modifica 22 Aprile 2015

 

Ultima riunione di plesso, la dirigente riassegna alcune discipline in quanto la riforma Gelmini colpirà anche l’anno scolastico 2013-2014 per la riduzione delle unità…sarà l’ultimo per fortuna. Da 28 ore settimanali siamo arrivati a 27.

A parte il “mah!” che mi viene spontaneo quando ci penso, ad esempio la geografia è stata una di quelle discipline riassegnate a noi “prevalenti” in quanto il completamento di orario che farà la nuova collega non le permetterà di sostenerla.

Insomma, per capirci, da 11 ore della terza insegnante (oltre alle nostre) che avevamo per le 2 classi…il prossimo anno ne avremo solo 6. E direte: ma, se le ha riassegnate, vuol dire che il tempo per farle c’è. Eh non è proprio così. Tutti (più o meno) i Consigli di Circolo sono stati convocati a ratificare una diminuzione delle ore delle discipline. In genere hanno pagato il conto l’italiano, la matematica, l’inglese, le scienze e la geografia.

Ecco come si risparmia sui posti nella scuola.
Scusate la digressione ma mi parte il nervo.
Dopo la pubblicità sul valore educativo dell’insegnante unico-prevalente…questo abbiamo.
Prima c’erano 4-5 insegnanti su 2 classi…
Adesso ci sono 4-5 insegnanti su 2 classi.
Ma…è iniziata e peggio verrà la scuola dei “cucù”.
Eh sì, perché molte insegnanti dovranno fare un “cucù di storia” (2 ore) o un “cucù” di scienze (1 ora) ecc…in una classe che non è la propria.
Vedere i bambini di una classe 2 ore a settimana per fargli assaporare il gusto della storia o delle scienze (fatto mai un esperimento in 1 ora alla primaria????) e non avere neanche un minuto di sfogo per completare una spiegazione è un lavorare assurdo.
Certo che un genitore può pensare “basta che facciano storia”. Ok.
“Basta che facciano scienze”. Ok.

E certo che faranno tutto (perché gli insegnanti hanno ormai imparato l’arte dell’adeguarsi… si dice da un po’ che sia il segreto della conservazione della specie) e probabilmente lo faranno anche in modo completo.

Però tanti genitori non sanno che è stata messa una pietra su quella che era la “specializzazione” sulla disciplina.

Il modulo era nato non solo per l’importanza pedagogica del team teaching, ma anche perché le insegnanti, proponendosi nella stessa disciplina per anni, avevano la possibilità di approfondire in ogni direzione ed essere quindi più efficaci nell’insegnamento.

Oggi, invece, il modello proposto è : un insegnante che segue dalle 4 alle 5 discipline per una classe e un “cucù” da portare avanti in un’altra. Sarà un po’ come una volta, quando l’insegnante portata per l’italiano farà matematica con tecnica e meno passione…e viceversa. Chi ama la storia e la geografia…farà scienze in una classe e motoria nell’altra.

C’è sicuramente chi dirà: pensa a lavorare senza fare tante chiacchiere.
Ma io non parlo per me. Parlo più da mamma che da insegnante.
Tutto questo andrà a scapito di una cultura di più largo respiro…per i nostri figli.
Inoltre gli insegnanti italiani che hanno, di solito, il puntiglio del rapporto col bambino e della serenità in questo rapporto sanno che verrà sempre meno.

Verrà a mancare. Sì, perché si punterà all’ottimizzazione dei tempi…i bambini parleranno poco e avranno meno tempo per esprimere i loro pareri e ascoltare gli altri.
Quando si parla di questi argomenti, comunemente si dice: ce la siamo voluta, ce la siamo cercata…perché non abbiamo fatto niente per evitarlo. Non so. Io credo di no.

Ylenia Agostini

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