Ultima modifica 20 Giugno 2019

imagesLa mia assenza ed il mio silenzio di post della settimana scorsa è stata causata da un fatto piuttosto sconcertante avvenuto a scuola che ci ha fatto riflettere sulla questione vigilanza e sicurezza, ma anche sulla fragilità dei nostri figli.

Ma andiamo per ordine.

E’ un tranquillo mercoledì come tanti altri e ci apprestiamo ad uscire per la campanella di mezzogiorno. Gli alunni sono in fila davanti al portone dove li attendono pulmino, nonni e genitori. In classe quinta è successo qualcosa, ma niente di diverso da ciò che può accadere in qualsiasi altra giornata e in un’altra scuola: una bambina ha una piccola discussione con l’insegnante per un compito non svolto e prende una decisione terribile: decide volontariamente di non prendere il pulmino che l’avrebbe riportata a casa e di incamminarsi a piedi facendo perdere le tracce di sé.

Innanzitutto la legge: per garantire sicurezza di un alunno minore il docente se ne prende carico quando viene affidato da un adulto a lui e termina la sua responsabilità (che non è solo civile ma penale) quando lo affida di nuovo ad un altro adulto. Non basta quindi terminare il proprio orario di servizio per terminare la propria responsabilità (soprattutto alla scuola dell’infanzia o primaria quando i bambini sono molto piccoli) ma deve esserci un altro adulto (che sia un bidello o che sia un autista di pulmino) a garantire la sicurezza dell’alunno minore.

Questi sono “buchi temporali” che la scuola non può permettersi.

La bambina, quel maledetto mercoledì, ha comunque deciso di non prendere il pulmino e di allontanarsi in maniera fulminea, ma soprattutto indisturbata senza essere stata notata da nessuno, verso le campagne che circondano la scuola. Fortunatamente siamo riuscite ad accorgercene subito in quanto la sorellina più piccola aspettava nell’atrio la sorella e ci ha comunicato subito che sua sorella non era ancora scesa, altrimenti sarebbero passati momenti preziosi.

Potete immaginare il nostro sgomento. Era ancora viva la notizia di Loris, il bambino che sembrava essere stato rapito da un pedofilo vicino alla scuola (poi purtroppo smentita in favore di un’ipotesi ben peggiore…) e tutti abbiamo pensato al peggio.

Per ben quattro lunghissime ore la bambina si è nascosta tra le campagne e aveva fatto perdere le sue tracce, nonostante un intero paese la cercasse. Soltanto l’intervento del proprietario del giardino privato in cui la bambina si era nascosta,che aveva notato strani movimenti tra i cespugli, ha aiutato le forze dell’ordine a ricercarla.

Ma perché la bambina si era nascosta? Purtroppo con il tempo sono emersi dei particolari relativi alla famiglia che provocano in lei un forte malessere. Neanche noi docenti siamo a conoscenza in maniera dettagliata, comunque la bambina purtroppo è stata allontanata dalla famiglia e inserita in una comunità. Non solo quindi qualche discussione o piccola difficoltà a scuola, ma un forte disagio in famiglia.

I nostri figli sono sempre più fragili e gli errori dei genitori cadono in maniera precipitosa sui bambini, specialmente quelli più deboli.Ormai noi docenti dobbiamo essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione ma le nostre scuole sono davvero preparate a garantire la sicurezza dei nostri figli?

Sarebbe bastato forse una recinzione, un cancello ad arginare la voglia di fuggire della bambina, magari non dalle proprie paure e dai propri disagi, ma almeno in quella maledetta occasione.

Invece l’edilizia scolastica è a pezzi ed è un continuo taglio di fondi. E chi ne fanno le spese sono come al solito i bambini.

Arianna Simonetti

 

 

 

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here