La stanza di un adolescente

Ultima modifica 20 Giugno 2019

Dicono che il dolore più grande, dopo il lutto, è il trasloco.

trasloco-e-arredare-casa-in-brasileNon so se è vero, non l’ho mai provato. Anzi, l’ho provato ma ero troppo piccola per ricordarmelo.

Ma posso comunque immaginare cosa si prova a chiudere per l’ultima volta la porta di ciò che siamo abituati a chiamare casa.

Posso immaginare il senso di spaesamento che si può provare in una casa nuova e la nostalgia per quella vecchia che ha fatto per tanto tempo da “scenografia”, ormai data per scontata, allo “spettacolo” di tutti i giorni.

Una casa non è mai soltanto una casa.

E’ un contenitore di abitudini, che spesso vengono viste come qualcosa di negativo, qualcosa che ci rende passivi, ma che in questo caso sono essenziali, qualcosa di cui non potremmo fare a meno. Aprire ogni giorno la stessa porta e trovarsi di fronte lo stesso ascensore, trovare il caricabatteria nello stesso cassetto, accendere il televisore in soggiorno, ritrovare il libro sul comodino ogni sera. Piccoli dettagli, una routine che ci rassicura.

Ci fa sentire a casa. Una casa non è mai soltanto una casa.

E’ un rifugio, un riparo dal mondo. E’ lo specchio di chi la abita.

Entrando nelle case delle persone si capisce come sono fatte, perché tendiamo ad addobbare gli spazi fuori adattandoli a ciò che abbiamo dentro.

Ecco perché le stanze degli adolescenti sono tutte diverse. Perfettamente ordinate, caotiche, con pareti bianche, colorate, sporche o pulitissime.

Non esiste una stanza uguale ad un’altra, perché non esistono persone uguali ad altre.

Ho sempre pensato che le stanze con le pareti piene di scritte appartenessero a persone che non hanno paura di far leggere a tutti i loro pensieri, che hanno il coraggio di imbrattare i muri.

stanze adolescentiMentre le stanze con pareti bianche, pulitissime, a cui la penna non si è nemmeno mai avvicinata – nemmeno per scherzo, nemmeno per sbaglio – ho sempre pensato che appartenessero a persone che un po’ di paura ce l’hanno.

Persone a cui non piace l’idea che chiunque entri possa leggere sui muri ciò che è scritto anche nella loro testa, nella loro anima.

Ma che magari qualche frase, poesia o pezzo di canzone, la tengono comunque scritta sulle ante dell’armadio, nella parte interna.

Così da poterle aprire solo quando, e con chi, ne vale davvero la pena.

Miriam Santimone

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