Lacrime e sangue

Ultima modifica 6 Novembre 2015

Vi ricordate le lacrime della Fornero ad una delle sue prime apparizioni televisive?
Qualcuno ha pensato che fossero lacrime di coccodrillo, qualcun’ altro ha pensato che fossero uno stratagemma per obbligare Monti  a divulgare in prima persona le ‘indecenze’ del decreto ‘salva Italia’, altri ancora che fossero un mezzo per suscitare simpatia e comprensione per il compito amaro che le era riservato.
Ora… che cosa si può pensare di un governo che non trova soldi per chi versa in condizioni estreme? E non parlo degli esodati, che pure….
No! Io parlo dei malati di SLA, di loro non si parla, o meglio chi dovrebbe, parla e pensa ad altro.
A cose stupide e di secondaria importanza, a cose che dovrebbero occupare spazi marginali del loro tempo ed invece, ne assorbono tutta l’attenzione.
Sono impegnati a parlare ed ad occuparsi di primarie, di sparlare degli altri politici, sparando nel mucchio o focalizzando l’attenzione su questo o su quel concorrente alla carica ambita, sia collega di partito sia avversario potenziale o sproloquiando su come sia brutta l’antipolitica, facendo il verso ai suoi promulgatori, cercando, inutilmente, di catechizzare i cittadini.
E non si arrendono neppure davanti all’evidenza, a quello che è il risultato delle elezioni siciliane: nessuno ha vinto!
Chi più, chi meno, hanno perso tutti, anche il dato eclatante di Beppe Grillo non è vittoria, se non relativa, poiché solo il 47% si è recato alle urne!
Con lo stesso risultato un referendum non sarebbe stato valido!
RIFLETTETE!!!!
E il governatore, pardon, il Presidente  della Sicilia, come preferisce essere chiamato, non è in grado di governare perchè non ha raggiunto  la maggioranza dei consiglieri.

Ma sembra che le motivazioni per cui i cittadini non si sono recati alle urne, non preoccupi i nostri, anzi, continuano la loro sterile politichetta, continuano a non occuparsi delle cose serie,  di chi ha gravi problemi, di chi non riesce a sopravvivere.
Perchè non tutti sono belli, sani, intelligenti e ricchi, non tutti coltivano sogni ambiziosi, non tutti volano alto, c’è chi non riesce neppure a strisciare!
Ma la politica, anche e più, di questi ultimi si dovrebbe occupare.
Di chi, non per colpa, ma per le traversie della vita, per malattie gravi e debilitanti, non riesce a occuparsi di sé stesso e non ha nessuno che se ne possa occupare o, se pure c’è qualcuno, questi non ha le possibilità finanziarie di supportarlo, di pagare le cure, a volte neppure di stargli vicino, perché deve lavorare per sopravvivere a malapena.
Monti ha detto che in passato si è esagerato, che lo stato sociale costa troppo, che non ce lo possiamo permettere, che ci ha portato all’orlo dell’abisso da cui Lui ci ha salvato.

E tra questi sprechi non ci sono stipendi, prebende, compensi, incarichi plurimi e strapagati, perché questi non si possono tagliare.
Gli sprechi stanno là, dove un malato di SLA attende un minimo aiuto per sopravvivere, per non morire tra le sofferenze più atroci, perché un malato di SLA è cosciente fino all’ultimo, in quel corpo che non risponde più agli stimoli della mente.
Ma loro, i malati, non sono potenti, non hanno difese contro un mondo che parla e pensa solo alla finanza, che vuole riequilibrare  conti facendo pagare solo chi non può, chi non è in grado di contrastarli, chi non ha voce per farsi ascoltare.
E mentre qualcuno gira l’Italia in camper, un altro si riposa in Kenia, altri guadano gli stretti o pensano a escamotages per acchiappare voti, alcuni si danno da fare per arraffare gli ultimi spiccioli  per rimpinguare le loro ben pasciute tasche, qualcun’ altro è lasciato morire.
E dal 14 novembre hanno ricominciato lo sciopero della fame per mettere davanti agli occhi delle istituzioni la situazione di persone in difficoltà che chiedono solo di vivere.
Lo sciopero era stato sospeso il 31 ottobre, perchè il governo si era impegnato del fatto che di 900 milioni del fondo di stabilità, 350 fossero impegnati per la non autosufficienza.

Ma i soldi non si sono visti e 100 malati hanno ripreso la protesta. Oggi, 21 novembre saranno a Roma, a manifestare contro il governo con azioni estreme, come staccare i tubi dei ventilatori polmonari.

E’ la stessa Laura Flamini, presidente dell’associazione dei malati di Sla 16 novembre,  immobile ormai da anni, a battere parole sullo schermo del computer «Il ministro Grilli in tv, ha dichiarato che i soldi ci sono, ma non ci basta, sono solo parole. Infatti, la legge di stabilità, in approvazione, non contiene riferimenti certi al fondo per malati gravi non autosufficienti. Il ministro Fornero e il ministro Balduzzi ci avevano assicurato che a breve avremmo avuto risposte certe. Ma ai ministri è consentito “moralmente” non mantenere una promessa?»

Nonna Lì

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