L’affaire Cancellieri

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

cancellieri_ligresti_645Un noto e chiacchierato uomo d’affari è stato incarcerato con una grave accusa e con lui sono state incriminate due figlie.
Come sempre succede la cosa ha suscitato un grande clamore e oggi si sa che una cara amica di famiglia ha telefonato alla sua compagna per recarle conforto e, letteralmente, ha pronunciato le seguenti parole: “dimmi di cosa hai bisogno e farò tutto il possibile…”.
Parole normali rivolte ad un’amica, parole di conforto e di sostegno…peccato che quell’amica si chiami Cancellieri e sia il ministro della giustizia!

Non dico che anche se indagata, anche se colpevole di un reato una persona debba essere disconosciuta come amica, ma il Ministro della giustizia ha delle precise responsabilità e compiti ed è suo dovere tenersi lontana da ogni possibile condotta men che meno limpida.
Un’amicizia così stretta, un figlio che, assunto ai massimi livelli, si dimette prima che il crollo e le conseguenti indagini possano implicarlo nella truffa, sono sufficienti  da innescare pettegolezzi ed illazioni, perché avvalorarli con comportamenti a dir poco leggeri?
Ma alla signora non è bastato, aveva promesso interessamento e, su richiesta dell’amica, ha telefonato a inquirenti e gip per ottenere, per una delle ragazze, gli arresti domiciliari.
Due telefonate ha fatto il ministro, nient’ altro, ma ha ottenuto quanto richiesto.

Forse, anzi certamente, la ragazza aveva problemi gravi, forse le sue condizioni fisiche e mentali non erano realmente compatibili con il regime carcerario, ma il Ministro non avrebbe dovuto interessarsene.
Proprio perché era un’ amica, perché è incompatibile con il suo ruolo pubblico interessarsene, interessarsi solo di lei.
Anche se avesse perorato la causa di altri prima di lei, di qualche altro sconosciuto, non doveva mescolare il suo ruolo pubblico con quello del suo privato.

Ed è iniziato il solito teatrino della politica.
La Cancellieri è invitata a discolparsi in parlamento, il M5S ha già presentato mozione di sfiducia personale, il Pd sono divisi, e quando mai…e, comunque, chiedono chiarimenti.
E il PDL?
Poveri noi, incapaci di valutare l’accaduto, si sforzano di trovare somiglianze con l’operato di Berlusconi, con la sua telefonata per il rilascio della minorenne Ruby.
Ci sono somiglianze, ci sono differenze?
Loro vedono solo il diverso operare della magistratura che ha indagato Berlusconi mentre, sembra, non considerare degno di indagini l’operato della Cancellieri, così che l’assolvono a gran voce, per opportunità è palese, invocando uguale trattamento per il loro leader.
Ripeto… poveri noi!

A prescindere dalle vicende berlusconiane, accanimento o meno della magistratura nei sui confronti, il comportamento del Ministro non è compatibile con il suo ruolo.

Pensa di avere ancora un briciolo di credibilità quando è sufficiente essere una sua amica per ottenere la sua protezione ed il suo interessamento?
Dice di aver agito per umanità, ma aveva precisa, personale contezza delle condizioni della sua protetta o si è fidata della parola della sua amica e ha agito di conseguenza?

Dubito ergo sum.

Nonna Lì

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