L’alimentazione nel bambini – parte terza

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

Tra i primi alimenti da introdurre possiamo inserire il formaggio, sottoforma di formaggino, infatti esiste in commercio una notevole varietà di formaggini a tenore lipidico calibrato, preparati appositamente per la nutrizione del bambino nella fase dello svezzamento.

Il formaggio è un alimento prezioso, ricco di proteine nobili di origine animale, ricco di sali minerali e di calcio; ha un contenuto di zuccheri decisamente scarso ed un contenuto di grassi medio-alto, rappresentato da grassi saturi. La somministrazione giornaliera del formaggino è un errore: è un derivato del latte e, dal punto di vista nutrizionale, poco o nulla aggiunge rispetto al latte, di cui il lattante fa già abbondante uso. Deve essere alternato ad altri alimenti quali carne, pesce, uovo, prosciutto. La somministrazione di formaggio non deve superare le 2 – 3 volte per settimana.

Lo yogurt è un alimento molto sano e prezioso, ben tollerato e digeribile, fonte importante di calcio e proteine. Può essere inserito a partire dall’8° mese di vita, come pasto nel pomeriggio e può essere alternato alla frutta fresca. Adoperare yogurt fresco, naturale, senza aggiunta di frutta, o altro, oppure quelli per l’infanzia che sono già perfetti anche nella grammatura.

A partire dall’8° – 10° mese di vita è consigliato l’uso del tuorlo dell’uovo da solo o mescolato con la pappa. L’uovo intero, ricco, completo, economico, facile da preparare, è consigliato dall’anno di età. L’uovo si può dare 2 volte alla settimana e la cottura migliore per una facile e rapida digestione è quella alla coque.

I salumi pur essendo una buona fonte di proteine, non sono alimenti nutrizionalmente consigliabili perché ricchi di grassi saturi, di sale e di conservanti. Meglio preferire il prosciutto crudo o cotto naturale senza conservanti e privati del grasso visibile, e la bresaola. Il pasto con prosciutto o bresaola sostituisce il pasto di carne e non dovrebbe essere dato più di 1 – 2 volte alla settimana.

Il dolce per i bambini è un piacere, è consolatorio e rappresenta un ritorno ai sapori ancestrali, rievocando il latte materno. Il dolce va offerto ai bambini sottraendo o riducendo la porzione di un altro cibo per dare spazio al tanto gradito dolcino. Il miele è sconsigliato fino al compimento dell’anno perché può contenere le spore del bacillo botulinico che nell’intestino del bambino possono liberare una tossina responsabile di una grave intossicazione.

Sale e zuccheri semplici non dovrebbero essere aggiunti agli alimenti sia per motivi nutrizionali sia per evitare di condizionare il gusto del bambino; anche le bevande dolcificate, oltre a favorire le carie, possono interferire sull’educazione al gusto.

Salare come zuccherare gli alimenti è solo un’abitudine; l’acquisizione di un gusto particolarmente salato o dolce nell’infanzia condizionano la scelta anche in età adulta.

 

Dott.ssa Samantha Amato – Dietista

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