Ultima modifica 7 Gennaio 2019

Fin da quando sono molto piccoli, i bambini hanno un’innata spinta all’imitazione.
Imitare è infatti la prima forma di apprendimento in virtù della quale sono indotti a ripetere gesti e comportamenti che osservano, soprattutto in famiglia.
Non è così inusuale, infatti, vedere bambini ancora molto piccoli che, ad esempio, vogliono aiutare i genitori a mettere a posto la spesa, a spolverare, a spazzare…

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Questo è quello che sperimento quotidianamente con mia figlia, che ha quasi due anni.

Nessuno glielo ha detto o chiesto, eppure lei spontaneamente si propone di fare e aiutare. Come tutti i bambini, anche lei, è un attenta osservatrice e ha registrato determinate abitudini familiari che vuole sperimentare in prima persona.

Alle volte questo implica lasciarla fare.

Lasciare che faccia a modo suo, a costo talora che possa creare disordine e caos, sporcare o rallentare i ritmi quotidiani.

In questi casi, alcuni genitori intervengono inibendo questa loro spinta a fare, magari per paura che possano combinare qualche guaio o farsi del male.
Siamo abituati a pensare  “se faccio io, faccio meglio e prima” oppure “poverino, è piccolo, non deve fare certe cose”.

Niente di più sbagliato.

Personalmente ritengo che sia importante promuovere e assecondare la loro spinta a far da soli e ad imitare, a sperimentare e provare, seppur con occhio vigile teso a supervisionare.

I motivi sono tanti.

In primis, lasciarli provare, significa offrire loro l’opportunità di mettersi alla prova e di imparare sul campo. Le attività di vita quotidiana sono un’ottima palestra anche per lo sviluppo del pensiero e del linguaggio.
Infatti partendo proprio da attività pratiche, il bambino impara a conoscere gli oggetti, la sequenza di certe azioni e ad associare termini e concetti astratti ad oggetti e attività pratiche, facilitando così il suo processo di apprendimento e di ampliamento del vocabolario.

Un importante messaggio di fiducia.

Inoltre, l’assecondare la sua spinta a fare, è anche un messaggio di fiducia nei suoi confronti (il messaggio implicito è “ti lascio fare, perché so che tu puoi farcela”).
Questo, nel tempo, contribuirà alla formazione della sua sicurezza personale e quindi della sua autostima.

Non solo.
L’iniziativa a provare e ad impegnarsi, se rinforzata e premiata (con parole e gesti di approvazione), viene interiorizzata e risulterà fondamentale nella vita per riuscire a reagire alle situazioni e alle difficoltà, anziché, rinunciare, evitare o aspettarsi che arrivi qualcuno o qualcosa che determini una risoluzione.

Bambini spronati e rinforzati fin da piccoli a rendersi utili e a provare a fare da soli, cresceranno con la capacità di far fronte all’impegno e di dare, oltre che di ricevere.

Infatti troppo spesso ragazzi e bambini crescono con l’idea pretenziosa che tutto sia loro dovuto senza alcuna richiesta o impegno a dare a loro volta. Questo, chiaramente, genera aspettative irrealistiche ed egoiste, oltre che difficoltà ad affrontare autonomamente gli impegni e le richieste della vita.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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