Latte artificiale, cosa diamo ai nostri bimbi?

Ultima modifica 11 Gennaio 2020

Il latte è per un neonato il primo nutrimento, e quando quello della mamma non c’è, il latte artificiale diventa fondamentale per i piccoli appena messi al mondo.

Latte artificiale, l’inchiesta di Altroconsumo

latte artificiale

Altroconsumo è una associazione di consumatori seria e credibile. Tra le sue inchieste e pubblicazioni, ne abbiamo trovato qualche giorno fa una che riguarda da vicino i nostri figli.

Un report sul latte artificiale.

E lo abbiamo voluto approfondire e condividere.

Il latte artificiale viene tecnicamente definito “alimento in formula per lattanti”.

Questo perché di fatto esso è una formula adatta ai neonati che assicura il giusto apporto di nutrimenti fin dalla nascita.

Latte artificiale, l’antefatto di Altroconsumo.

Nel luglio dello scorso anno la rivista Altroconsumo, sull’onda della demonizzazione dell’olio di palma, aveva pubblicato un test su alcuni prodotti. Oggetto del test era la presenza di olio di palma su alcuni alimenti per bambini. Tra questi anche 3 marche di latte artificiale.
Al primo test era stata evidenziata una presenza di olio di palma nel latte artificiale di molto superiore ai limiti consentiti.

L’olio di palma è un olio derivato dalle piante di palma, usato moltissimo nell’industria alimentare per la sua versatilità.

Viene però accusato di contribuire alla deforestazione di diverse aree del pianeta.
E soprattutto di avere un alto contenuto di grassi saturi, il che non è appropriato ad una corretta alimentazione.

Nel latte artificiale l’olio di palma viene aggiunto per il suo elevato contenuto di acido palmitico.
Sostanza presente anche nel latte materno, ed essenziale per il corretto sviluppo del neonato.
Il problema dell’olio di palma contenuto nel latte artificiale e in molti altri prodotti però è la sua produzione.

Oltre al problema della deforestazione infatti, l’estrazione di olio di palma produce contaminanti tossici per la salute.

Queste sostanze si chiamano 3MCPD (3 monocloropropandiolo) e GE (glicidil esteri).
Le marche esaminate da Altroconsumo addirittura ne contenevano dieci volte in più rispetto a quelle consentite.

Una seconda analisi, voluta dai produttori di latte artificiale, aveva ridimensionato questi numeri, e l’associazione si è così sentita in obbligo di approfondire l’argomento, testando questa volta una decina di marche di latte artificiale.

Ed ecco a gennaio pubblicati i nuovi risultati dei test sul latte artificiale.

latte artificiale

Il risultato di questi nuovi test non è comunque confortante.

Su 13 campioni analizzati, ben 10 superano le soglie di assunzione di 3MCPD raccomandate dall’ Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare)

La tabella pubblicata da Altroconsumo confrontava le marche di latte, elencando il contenuto di grassi vegetali (olio di palma, di girasole, colza, oliva ecc), la dose giornaliera di 3MCPD superata e non superata e la dose inaccettata di sostanze cancerogene presenti.

Si, perché oltre a questi 3MCPD, in alcune marche di latte artificiale per neonati sono presenti tali glicidil esteri. Sostanze sospettate di essere cancerogene, ma certamente non somministrabili ai lattanti.

Sia chiaro, non vogliamo fare allarmismi.
Soltanto riportiamo uno studio effettuato da una associazione accreditata a livello internazionale, invitandovi a fare attenzione, e ad informarvi.

Nella tabella veniva anche riportata la dose giornaliera di 3MCPD in base all’età dei neonati.

Come attesta anche Altroconsumo, rispetto ai dati emersi nel luglio scorso, i nuovi test ridimensionano il problema, ma la situazione permane critica. Ne esce a testa alta il latte Coop Crescendo, che supera brillantemente tutte le analisi.  A dispetto di altre marche se vuoi più rinomate e certamente più care. Nel Formulat 1 della Dicofarm e nel Blemil 1 dell’azienda Blemil la tabella riportava presenza di glicidil esteri, oltre a valori di 3MCPD superiori ai consigliati.

A livello Europeo al momento è in atto una discussione sul latte artificiale.

Sembrerebbe infatti che la Commissione Ue stia articolando una proposta di legge per definire i limiti consentiti di contaminanti negli alimenti che contengono oli vegetali. Peccato però che tali limiti siano comunque ancora abbastanza alti rispetto alle soglie raccomandate.

Nel frattempo grazie a queste inchieste indipendenti, alcuni produttori di latte artificiale hanno comunicato di avere intrapreso una strada di modifica delle formule, o di cambio di produttori a favore di quelli che garantiscono una filiera più salutare.

La trasformazione dell’olio di palma infatti può essere “salutare” se si seguono alcuni accorgimenti come la spremitura a freddo e altro ancora.
In questo modo i contaminanti sarebbero tenuti sotto controllo, a favore del benessere del consumatore.

latte artificiale

E così come scritto in precedenza, anche noi vogliamo concludere in maniera ottimistica e senza allarmismi.

Altroconsumo ribadisce che i test effettuati non vogliono in alcun modo sollevare panico o psicosi.

Le analisi effettuate da associazioni indipendenti sono soltanto un modo per porre attenzione a degli argomenti a volte trattati superficialmente.

Inoltre la comunità scientifica non ha ancora dati certi sulla relazione automatica tra alimenti e patologie oncologiche. Indica però possibili rischi di genotossicità e cancerogenicità.

E’ sicuramente importante la corretta informazione, e che le autorità competenti non abbassino la guardia per garantire la salute pubblica.

E noi nel nostro piccolo vogliamo dare una mano in questa direzione.

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