Il latte materno è buono?

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“Ho abbastanza latte?”
“Ha mangiato abbastanza?”
“Il mio latte lo nutre, è buono?”

Quale mamma non vorrebbe avere sempre la risposta a queste domande?

Un gruppo di ricercatori italiani sostiene di aver inventato uno strumento che potrebbe essere utile a tal fine, il GALASTICK.

allattamento

Si tratta di “uno stick semplice da usare (stesso funzionamento del test di gravidanza, ma utilizzando il latte e non l’urina), che va a valutare la qualità del latte materno” e che ha l’obiettivo di “individuare il giusto quantitativo di latte materno da dare ai bambini e come integrarlo a quello artificiale, in modo da nutrire i neonati correttamente, riducendo gli episodi delle coliche e dando maggiore serenità sia alla mamma che al bambino”.

Che dire, un intento in parte nobile, ma più che uno stick bisognerebbe dare alle mamme tutti gli strumenti per capire, semplicemente osservando e ascoltando loro stesse ed il loro bambino, come procede l’allattamento.

Mi piacerebbe riflettere su alcuni punti:

L’invenzione di uno stick che va a “valutare la qualità del latte materno” implica il presupposto che si dubiti della sua qualità. E’ sicuramente vero che la sua composizione subisce variazioni in base a fattori ormonali, all’alimentazione, all’età del bambino, al tipo di allattamento, al momento della giornata stessa, ma la sua qualità è indubbia. Ogni mamma ha il latte, che è specie-specifico per il proprio bambino ed è l’alimentazione più sicura e nutriente.

L’unica persona in grado di decidere quale sia il “quantitativo di latte materno da dare”, è il bambino stesso.

La natura è potente, ha fatto in modo che ogni bambino con la sua suzione, innescando vari stimoli ormonali, possa regolare la produzione di latte materno; in un allattamento ben avviato, il bambino e la mamma si auto-regolano.
E’ il bambino che, in base ai suoi bisogni e alla sua età, sceglie quando e quanto latte prendere.

       Per comprendere ancora meglio è utile avere un’idea della grandezza dello stomaco dei neonati.

capacità_stomaco_neonato

In una condizione di fisiologia, il bambino stesso richiede autonomamente il nutrimento che gli serve.
Esistono poi situazioni particolari (neonati prematuri, difficiltà di allattamento, patologie) in cui è necessario aiutare il neonato a stimolare la produzione di latte o ad integrare, in primis sempre col latte materno, i suoi pasti, ma il “giusto quantitativo” dipende sempre dal bambino.

Nei casi in cui vi è la necessità di integrare le poppate al seno con una “aggiunta”, la prima ed ottimale integrazione deve essere sempre il latte materno!
Se lo stick, a detta della ricercatrice, è finlizzato a capire “come integrarlo a quello artificiale” l’intento allora non è più nobile.
Sarebbe a questo punto più utile sostenere moralmente e fisicamente le mamme, aiutandole ad aumentare la produzione di latte, a riconoscere i segnali di fame del proprio bambino, a tenerlo pelle a pelle, a praticare il rooming-in, a riconoscere i segnali di una corretta crescita, a ad allattare a richiesta..

In allattamento non serve nessuno stick che ci dica come sia il nostro latte, bisogna piuttosto sostenere le mamme rafforzando le loro capacità e aiutandole a capire ed osservare il proprio bambino.

Mi chiamo Chiara, Mamma (innamorata della splendida Camilla), Moglie, Donna e Ostetrica. Quattro semplici parole che mi descrivono e che racchiudono in sé l’essenza e l’esperienza della mia vita.

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