Le credenze più diffuse in gravidanza

Ultima modifica 26 Ottobre 2015

Frequentare un percorso nascita, ovvero un percorso di preparazione al parto, è molto importante perché consente alla futura mamma di ottenere informazioni chiare e precise su tutto ciò che riguarda la gravidanza. Attorno a questo momento così delicato, ruotano molto spesso opinioni contrastanti di amici e parenti, spesso basate su credenze e tradizioni popolari che rischiano di creare confusione nella gestante, e che vanno quindi sfatate.

gravidanza dubbi

Uno dei luoghi comuni più diffusi riguarda l’associazione tra le macchie che compaiono su alcune zone del corpo del bambino e le ‘voglie’ insoddisfatte in gravidanza: infatti, queste macchie prendono il nome di “voglie” e, secondo la tradizione, rappresentano le voglie che la mamma non ha soddisfatto quando era incinta. Queste macchie, in realtà, sono il risultato di una maggiore concentrazione di melanina, oppure della dilatazione dei vasi sanguigni.

Un’altra credenza che riguarda la gravidanza è quella secondo la quale una gestante debba assumere un maggiore apporto di calorie. Le donne delle vecchie generazioni sono solite dire che una donna in dolce attesa debba mangiare per due, ma in realtà questa credenza deve essere sfatata perché assumere troppe calorie potrebbe far aumentare troppo di peso la futura mamma, con conseguenze importanti sulla salute (insorgenza di problemi come ipertensione e diabete gestazionale). È comunque pur vero che si debba fornire al bebè tutto ciò che serve per la sua crescita nel grembo materno attraverso una dieta bilanciata e senza esagerare.

Un altro mito riguarda il sesso del bambino e la sua correlazione alla forma del pancione: molto spesso si vedono forme differenti, che variano dalla classica forma a punta (secondo la quale si è in attesa di un maschietto) a quella arrotondata, secondo cui si aspetta una femminuccia. In realtà, la spiegazione scientifica è che la forma del pancione dipenda per lo più dalla conformazione naturale del bacino; inoltre, vi possono essere delle “illusioni ottiche” influenzate da diversi fattori come peso ed altezza.

Secondo la tradizione popolare, la gestante non deve indossare collane: in caso contrario, rischierebbe di incentivare l’attorcigliamento del cordone ombelicale, pericoloso per l’incolumità del bambino. La spiegazione scientifica, che quindi sfata questa credenza, è che il cordone ombelicale possa attorcigliarsi sia perché più lungo del normale, sia a causa dei movimenti continui del bambino nel ventre materno.

Un’altra credenza sulla gravidanza riguarda l’associazione tra la luna e la nascita del bambino: in molti sostengono che l’effetto della luna che si ripercuote sia sulle maree, influisca anche sul liquido amniotico, stimolando il parto. Inoltre, la tradizione popolare sostiene che se il bebè è un maschietto, nascerà con molta probabilità durante la fase crescente della luna; se invece è una femminuccia, la nascita si verificherà durante la fase calante. Nella fase crescente della luna, poi, è possibile che la fertilità sia massima per consentire il concepimento. Il tema dell’influenza della luna è uno dei miti sui quali il dibattito tra scienza e tradizione popolare è ancora aperto, poiché i ricercatori sembrano non avere ancora trovato sufficienti fondamenti scientifici né per screditare né per sostenere questa teoria.

Tutte queste credenze e molte altre possono confondere la futura mamma e creare dubbi e perplessità: per questo si consiglia di chiedere supporto e sostegno al proprio ginecologo di fiducia e di frequentare un percorso di preparazione al parto nel quale ottenere informazioni da personale esperto e qualificato.

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A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

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