Ultima modifica 9 Gennaio 2019

Hai mai sentito dire che “se una cosa può andare male, andrà male”?
Oppure che “la probabilità che una fetta imburrata cada dalla parte del burro su un tappeto, è proporzionale al valore del tappeto?”
Questi sono solo due esempio di leggi di Murphy.

Anche io ho testato, riconosciuto e posso oggi enunciare le mie leggi di Murphy, senti un pò se ti riconosci in alcune di queste.

perplessa

Prima di tutto, un pò di informazioni storiche: Eward Murphy  era un ingegnere che lavorava per l’aeronautica militare americana negli anni ’50, cercando di definire la tolleranza del corpo umano alle accelerazioni violente.
In uno dei suoi esperimenti, i soggetti sperimentali venivano equipaggiati di 16 accelerometri posizionati su diverse parti del corpo. Tali accelerometri potevano essere montati in due modi, ma solo uno era quello corretto. Nonostante fosse un evento molto improbabile, tutti gli accelerometri vennero montati dagli addetti nel modo sbagliato. Fu allora che il suo ufficiale medico descrisse la situazione nel seguente modo “Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo.”

Statisticamente, un evento è improbabile se avviene in pochi casi nel corso di numerosi tentativi sperimentali. E nonostante ciò, tale caso improbabile può avvenire nel primo tentativo e, per di più, può ripetersi a distanza di pochi altri tentativi. Insomma, se lanci una moneta la probabilità che per quattro volte esca testa è molto bassa, ma comunque possibile.

Così, le leggi di Murphy sono diventate un modo di ironizzare sulle evenienze negative della vita, che, come i fatti statistici improbabili, dovrebbero avvenire in pochi casi e non alla stessa persona, e che sembrano invece essere regole universali e spesso particolarmente fissate su specifici individui.

Puoi forse contestare la seguente affermazione: “qualunque coda tu scelga, sarà sempre la più lenta”? Mai andata alla posta? In coda al casello dell’autostrada?

C’è qualcuno là fuori che può negare la validità assoluta di questa legge?
Qualsiasi altro assioma matematico mi sembra meno vero, meno descrittivo di questo semplice, incontestabile principio.

Deve essere una legge non scritta, mai studiata e mai verificata, o forse un postulato poco conosciuto della metafisica gravitazionale di Newton o della teoria quantistica, o forse il bosone di Higgs ha a che vedere con le leggi di Murphy.

Comunque sia, la riprova della validità delle leggi di Murphy sta qui: “se cambi coda, e ti sposti verso quella che sembra essere più veloce, quella diventerà la coda più lenta”. Scuoti la testa o annuisci? La seconda?
Te l’avevo detto, le leggi di Murphy esistono, e alcune sono più antipatiche di altre.

Credo che tutti sperimentino prima o poi, o abbiano quantomeno la sensazione, che la vita sia il paradiso delle leggi di Murphy.

Parlo di quelle coincidenze, di quegli avvenimenti che possono essere descritti con una semplice frase “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”. Murphy si esprime in termini più sofisticati, quando afferma «La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità. »

E questa la conosco bene anche io,
più desideri qualcosa,
meno riesci ad ottenerla.

Anche io, che pure mi ritengo tanto fortunata [a parte quando la fetta di pane imburrata cade immancabilmente dalla parte del burro… :D], credo di poter enunciare qualche nuova legge di Murphy.

Le leggi di Murphy della diversamente fertile.

La probabilità di rimanere incinta è inversamente proporzionale al tuo grado di autonomia: più sei autonoma e desideri essere indipendente per cominciare a pensare ad allargare la famiglia, meno il tuo orologio biologico si adeguerà a te. Così è successo a me, che quando ho iniziato a provare a concepire, avevo già passato il “giro di boa” biologico. E io che pensavo di essere molto responsabile a voler evitare che per tirare su i miei figli dovessi dipendere da altri, ad aspettare il momento migliore…

Quanto più ti senti pronta per un figlio, tanto minore sarà la probabilità di concepimento.
La vita mi si è presentata con una specie di test da rivista pseudoscientifica, di quelli che si fanno sotto il casco del parrucchiere: “Quanto sei veramente pronta ad avere figli?”. Il risultato del test è stato: “Colui/colei che ottiene questo punteggio ritiene illusoriamente di essere pronto/a per una famiglia, ma arrogantemente pensa di poter controllare l’incontrollabile. Riprova, sarai più fortunato/a. Hai bisogno di altro tempo per maturare”. Mi sento spesso come chi “c’ha il pane, ma non c’ha i denti”, uno smacco, un’ingiustizia, sentirsi in un modo (mamma) ma non poter esserlo realmente.

La probabilità di rimanere incinta decresce, quanto più aumenta la tua conoscenza del ciclo mestruale e della tua fertilità.

Non sei tu quella che rimane incinta con un rapporto una tantum occasionale e avuto in giorni non fertili. E non sei tu quella che nemmeno si accorge di esserlo, e finisce nel programma “Non sapevo di essere incinta”. Non sei tu che, all’intervistatrice dirai: “non ho mai pensato che sarei rimasta incinta, e non ho mai avuto alcun sintomo di gravidanza…veramente…ancora non mi so spiegare come sia successo”. Tu sei quella che vuole rimanere incinta con tutte le sue forze, peccato che, per la Legge di Murphy, nel tuo caso stick ovulatori, grafici di ovulazione, computerini persona per monitorare il ciclo sono inutili come una forchetta nel brodo.

La velocità di decadimento del tuo apparato riproduttore e del tuo sistema ormonale è proporzionale a quanto ti senti giovane e pimpante “dentro”. Come dicevo sopra, il tuo orologio biologico corre così veloce che ti si scompigliano i capelli, un pò come se ti passasse accanto la Delorian di Ritorno al futuro… Questa legge non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Tutti ti fanno i complimenti per come stai bene, per il fatto che non dimostri affatto la tua età…E tu non pensi ad altro che alla tua riserva ovarica, che è più in fondo dell’ultimo corridore ad una maratona, quello che quando arriva hanno già tolto lo striscione dell’arrivo.

La probabilità che al pick up degli ovociti ti svegli accanto ad una donna che ha prodotto n ovociti elevato al quadrato, dove n è il numero di ovociti da te prodotti, aumenta quanto minore è il valore di n. Tu potrai sentire la conversazione fra la suddetta donna e l’infermiera, mentre quest’ultima le annuncia un “raccolto” talmente fecondo che pensi di chiedere all’anestesista che cavolo di droga ti ha iniettato, chè hai le allucinazioni uditive. Quando mi sono svegliata dopo il pick up, a me avevavo prelevato due ovociti, alla mia collega di stanza…19!!! Se non è una legge di Murphy questa…

La probabilità che tu abbia il problema dell’iperstimolazione ormonale è inversamente proporzionale alla cautela del dottore.
Saranno tutti molto cauti, finchè non scopriranno che non era affatto necessario, visto che le tue ovaie sono in letargo dall’Era Preistorica e di svegliarsi non hanno proprio voglia.
E allora, via! Buchi in pancia e pastiglie e ovuli in vagina e gel/cerotti ormonali a go-go!!!

Più propendi per le “vie naturali” [perchè non vuoi ossessionarti e sei fiduciosa, e aspetti mesi e mesi, anche anni, prima di cominciare a rassegnarti all’idea che c’è qualcosa che non va] più alta è la probabilità di scoprire che facevi bene ad andare dal medico fin dal giorno 1, alla faccia di quelli che ti dicono “quando ti rilassi arriva!”

E nonostante tu spieghi a tutti che, in realtà, il famoso relax tu ce l’hai avuto ,  l’hai conquistato, così come anche una tranquilla vita amorosa sotto le lenzuola, ma non è servito a niente, le persone continuano a guardarti strano.
Perchè il grado di relax è definito a posteriori, cioè quando avrai un figlio tra le braccia, allora ti diranno “vedi? Dovevi solo rilassarti un pò!”. A me questa saggezza a posteriori non mi convince, se qualcuno un giorno mi dovesse dire “ti vedo proprio bene, secondo me rimani incinta questo mese” e l’evento dovesse accadere, ecco, allora tali frasi avrebbero per me un valore. In caso contrario, non è saggezza, ma solo pura invenzione che mette in pace le coscienze, più dell’ammissione di ignoranza che invece sarebbe necessaria in questi casi.

Se ti dicono che le chance migliori di rimanere incinta si hanno con embrioni di alta qualità, scoprirai troppo tardi che un fattore altrettanto importante è proprio l’ambiente dove gli embrioni si annidano. Ma il dottore non te lo dirà, perchè è più semplice ridurre tutto ad un SOLO fattore rilevante, che spiegare con dovizia di particolari che in realtà la gravidanza è il frutto di un complesso sistema di elementi, dove ognuno svolge il suo ruolo. Immagino di poter catalogare tutto questo come un atteggiamento protettivo dei medici, d’altronde l’ironia della cosa è evidente. Ci sono numerosi bambini in giro che sono nati da “brutti embrioni” così come ci sono da “bellissimi embrioni”. Non potrebbero semplicemente dire “noi facciamo del nostro meglio, ma la medicina non è una scienza esatta e nessuno può dire cosa ti succederà”? No, immagino di aver bisogno di una qualche forma di certezza. Non avrei voluto che il dottore mi dicesse una cosa del genere. La verità generale fa male, meglio una serie di piccole verità, anche se spesso in contrasto fra loro.

Queste sono solo alcune degli eventi improbabili che mi sono successi, e sono sicura che tu ne avresti altri da aggiungere.

Tante cose positive succedono, inaspettatamente, ogni giorno.

Forse però è più facile fissarsi sui black linings, su ciò che NON c’è, che riconoscere tutte quelle piccole cose che funzionano, che CI SONO.
Se ci rido sopra, se tiro fuori il mio sorriso, capisco che la vita è molto di più che una serie di Leggi di Murphy.

Carmen

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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