Le origini babilonesi della Pasqua

0
1376

Ultima modifica 2 Aprile 2013


Sabato 18 sono andata all’ipermercato vicino a casa ad acquistare i dolci tipici del carnevale: frittelle e crostoli.

Nonostante il Martedì grasso dovesse ancora arrivare, mi sono vista circondata da uova di cioccolata, coniglietti e pulcini: tipica previdenza dei supermercati, che il 26 dicembre espongono già le calze della befana e a luglio preparano stand con zaini e grembiulini, “si torna a scuola!”, sì, ma tra due mesi! Tant’è.

Vi siete mai domandati da dove arrivino i simboli tipici della Pasqua che festeggiamo ogni primavera? Uova, conigli e così via hanno in realtà origini molto più antiche del Cristianesimo e dell’Ebraismo:nel secondo millennio a.C., nella cultura mesopotamica. Riguarda da vicino tutte  noi donne e in particolare coloro che sono mamme: si tratta della Dea Madre Ishtar. Che traslitterato diventa Easter.

Molti miti successivi si rifanno a quello di Ishtar (o Semiramide) e a suo marito-figlio (eh sì, come descritto nella Bibbia l’incesto non era tabù), Nimrod. Erano i regnanti di Babilonia. Nimrod fu ucciso da un nemico, il suo corpo fu smembrato (macabro dettaglio ripreso dagli egizi con Osiride e dai greci nel mito di Dioniso). Ishtar, rimasta sola regina del popolo babilonese, istituì un culto basato sul “femminile”.

Insegnò al popolo che la luna era un dea che passava in un ciclo di 28 giorni ed ovulava quando piena; raccontò che lei stessa era scesa dalla luna in un uovo lunare gigante che cadde nel fiume Eufrate. Ed ecco “l’uovo di Ishtar”. Uovo, che rimanda potentemente al simbolo della fertilità femminile: in primavera tutto rinasce alla vita. Questo accadevaai tempi della prima luna piena successiva all’equinozio di primavera: esattamente quando noi festeggiamo la Pasqua, che per questo motivo cade ogni anno in date differenti.

E i conigli? Cosa c’entrano i conigli? Il figlio (che in alcuni miti è lo stesso Nimrod/Baal) di Ishtar, Tammuz,era particolarmente affezionato a loro, quindi divennero animali sacri. Tammuz fu ucciso da un maiale selvaggio, e Ishtar ordinò l’osservazione di un periodo di lutto di quaranta giorni, che si sarebbe ripetuto ogni anno, prima dell’anniversario della morte di Tammuz: durante questo periodo non si sarebbe potuto consumare carne. Ed ecco i nostri Carnevale (da “carne levamen”, togliere la carne) e Quaresima. Il giorno dell’anniversario della morte di Tammuz si sarebbe dovuto mangiare un maiale: in molte regioni d’Italia e nei paesi anglosassoni, in occasione della Pasqua, si consuma il tradizionale Easterham, o prosciutto di Pasqua.

Così come per il Natale, il Cristianesimo ha sovrapposto a riti “pagani” (dando a quest’ultimo termine un’accezione negativa) i simboli cristiani. Credo che sia importante la conoscenza delle origini dei simboli che ci circondano nei vari periodi dell’anno, indipendentemente dalla religione che si professa.

Sara Evangelisti

Rispondi